Ora sono loro, i partigiani, a fare appello a menzogne storiche, quando ci hanno campato per 60 anni. Sono abituati ad avere gli artisti bravi, belli e schierati dalla loro. E quando non e’ cosi, frignano come bambini. Spike Lee non ha avuto paura a definire i partigiani dei traditori (come poi e’ stato in moltissimi casi). E non chiede scusa, nonostante i prevedibili piagnistei. Ecco cosa ha detto il regista: “I partigiani, non erano amati da tutti gli italiani, dopo le imboscate fuggivano e si nascondevano sulle montagne lasciando i civili alle reazioni dei tedeschi. Io non ho inventato nulla”. Volete aggiungere altro? Ci voleva un americano per dire le verita’ nascoste sui partigiani che da 60 anni vengono ripetute incessantemente da chi sa leggere la storia, oltre la patina dell’ideologia democratica.

«Menzogne storiche e offesa recata alla Resistenza. Volevamo incontrare l’autore, ma non è stato possibile»

ROMA — Per i partigiani, non ha fatto la cosa giusta. «Le dichiarazioni di Spike Lee ci indignano, ha fatto un film che non ha presente l’esatta verità di ciò che è avvenuto a Sant’Anna di Stazzema». Il vicepresidente della sezione Anpi di Pietrasanta, Giovanni Cipollini, ha replicato in serata al regista Usa. Lui aveva appena finito di dire che dopo gli attentati i partigiani spesso fuggivano lasciando i civili inermi, soli a vedersela con le rappresaglie dei soldati tedeschi. E poi: «Come regista, non mi scuso con nessuno». Il regista di Fa la cosa giusta avrebbe voluto chiudere così la polemica dei partigiani sul film Miracolo a Sant’Anna, che 01 distribuisce da venerdì in 250 copie.