Recensione dell’escursione di Domenica 12 Ottobre.
Nel momento in cui ci accingiamo a salire non è molto presto per chi è abituato ad andare in montagna. L’aria è fresca, non c’è nessuno, c’è un silenzio a noi prezioso e qualche mucca sparsa e libera su di un prato; leggiamo qualcosa e ci prepariamo mentalmente alla salita. Così partendo da Cartore e dalle sue poche case sullo spiazzale, ieri con Geo abbiamo stampato nella nostra mente un’altra bella pagina di un certo modo di andare in montagna. Nonostante le prime difficoltà per un discreto dislivello, arriviamo in poco tempo in uno verde prato a due passi dal lago della Duchessa, ormai completamente ritiratosi in se stesso. Siamo pronti per addentrarci nel Muro Lungo una splendida parete bianca che ci ricorda ancora quanto siamo infinitesimali al cospetto della grandiosità della Natura.
Poi finalmente in vetta, insieme al volteggiare dei grifoni che accolgono chiunque trovi la forza per arrivare lassù, lì dove è possibile vedere le grandi vette che primeggiano al confine tra Lazio e Abruzzo. Ma da quel panorama spartano, durante la discesa passiamo ad un altro momento particolare: attraversando un sentiero poco praticabile e forse per questo stimolante, riusciamo a vedere immagini spettacolari, non solo agli occhi, in un bosco mediterraneo dai colori verdi e dorati che va a formare un arcobaleno autunnale di rara bellezza. È uno di quegli spettacoli indescrivibili, in luoghi che generalmente si è abituati a vedere al freddo quando sono innevati. Scorgiamo anche tronchi divelti, che sono gli effetti in questo punto verdeggiante del passaggio di una frana. Arriviamo in Val di Teve e iniziamo un sentiero morbido che sembra non voler mai finire coi suoi alberi secolari che sembrano riportarci a primordi mnemonici in quel bosco; riappare la luce che sembra quasi volerci riportare ai nostri impegni quotidiani, forse perché in cuor nostro non vorremmo mai abbandonare quel posto con cui siamo stati in compagnia per più di otto ore, che non ci ha fatto pensare allo scorrere delle lancette e che ci ha allontanato per un giorno da una rumorosa civiltà.
Foto: Geo - Flickr

La foto in alto è stata scattata nell’inverno di due anni fa.

La foto a destra durante l’ultima escursione.

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