Azione Tradizionale » 2008 » Ottobre

Una bomba nella morte di Haider?

23 Ottobre 2008 da Redazione

Impedire gli attentati e proteggere persone era il suo pane quotidiano. Come facente parte delle truppe antiterrorismo austriache WEGA e EBT il “sig. S” ha avuto il massimo della formazione sui trucchi di attentatori e terroristi. A colloquio con Gerhard Wisnewski l’addetto ai lavori si meraviglia dello strano foro sul tetto della limousine di Haider, che gli ricorda un reale attentato e la conseguente analisi che ne ha fatto durante la sua formazione.

Oltre a ciò egli si meraviglia del presunto consumo di alcool di Jörg Haider nella notte tra il 10 e l’11 2008. Perché come guardia del corpo di Haider dal 1993 al 1998 era insieme al politico fino a 18 ore al giorno – e l’ha visto talora al massimo centellinare una birra o un bicchier di vino. Ascoltate e leggete queste informazioni esclusive.

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La cattiva informazione

23 Ottobre 2008 da Redazione

Berlusconi affonda sulla stampa, dicendo che diffonde solo immagini di protesta e che si e’ troppo distaccata dalla realta’. Noi aggiungiamo che, come il recente caso Haider ha purtroppo dimostrato, troppo spesso e’ serva della menzogna.
Tu cerca la verita’ e diffondi la verita’!

ROMA (20 otobre) - «I giornali italiani hanno trascurato la realtà, la tv pubblica italiana diffonde solo ansia e immagini di chi protesta. Noi siamo preoccupati da questo divorzio dei mezzi di comunicazione rispetto alla realtà». Silvio Berlusconi difende la riforma Gelmini in una conferenza stampa a palazzo Chigi, respingendo le critiche dell’opposizione e coglie l’occasione per bacchettare anche la stampa e la tv.

In particolare, il Cavaliere si rivolge direttamente ai giornalisti presenti in sala: «Mandate i saluti ai vostri direttori e ditegli che saremmo molto indignati e preoccupati se la conferenza stampa di oggi sulla scuola non avesse seguito». Il presidente del Consiglio insiste: «Si sta facendo una cattiva informazione». Continua a leggere »

Una sentenza pericolosa per gli abortisti

22 Ottobre 2008 da Redazione

E’ passata abbastanza sotto silenzio, soprattutto in certi ambienti e probabilmente perché potenzialmente molto “scomoda”, una recente sentenza del Tribunale di Milano che ha condannato un uomo, reo di aver ucciso l’amante incinta, per duplice omicidio, considerando tale non solo quello della donna, ma anche quello del feto. Il giudice formalmente non ha fatto altro che applicare una della norme penali contenute nella legge 194/1978 sull’aborto, ritenendo che nel caso in esame si configurasse la fattispecie dell’interruzione di gravidanza senza il consenso della donna (art. 18 della suddetta legge).
E’ interessante notare come tale fattispecie sia stata applicata in modo particolare, poiché mentre essa normalmente trova operatività allorché un soggetto cerchi di praticare tecnicamente un aborto senza il consenso della madre (magari mediante la somministrazione di farmaci abortivi), con la previsione di un aggravio di pena qualora incidentalmente provochi lesioni o la morte di quest’ultima, in questo caso la prospettiva è stata rovesciata, dato che la norma è stata applicata con riferimento all’assassinio di una donna, che ha poi provocato come conseguenza indiretta la morte del feto. Occorre però sottolineare che, secondo il giudice, il movente principale dell’assassino sarebbe stato quello di uccidere il nascituro, scopo rispetto al quale la morte della madre sarebbe risultata puramente “funzionale”, ed è per questo che, in qualche modo ripristinando la prospettiva originaria della legge 194, si è ritenuta comunque applicabile la suddetta fattispecie, in via più analogica che estensiva. Sarebbe stata preferibile una pronuncia che avesse sanzionato la soppressione della vita del feto come reato in sé e per sé, a prescindere dal movente principale dell’omicida, e quindi anche nell’ipotesi in cui quest’ultimo, volendo uccidere la madre, avesse provocato incidentalmente anche la morte del feto.
Tuttavia, la sentenza rimane assai significativa, innanzitutto perché in essa si sottolinea, con riferimento alla morte del concepito, che il reo «risponde di un ulteriore reato che conserva una spiccata e autonoma valenza offensiva», e poi perché con essa sono state nettamente rigettate le assurde argomentazioni avanzate dagli avvocati difensori i quali, come si può leggere nell’articolo che segue, avevano sostenuto che la legge sull’aborto «assumerebbe, quale bene oggettivo di riferimento, la libertà di autodeterminazione della donna e non già la tutela del concepito», sicché «l’azione volta a privare la donna della vita sarebbe prevaricante e esauriente rispetto a quella, minore e incidentale, volta a impedire il completamento della gravidanza».

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Gli stratagemmi dello Spirito

22 Ottobre 2008 da Redazione

E’ il 1968. Un anno rimasto nella storia, una data miliare che suggella, dopo la fine del secondo conflitto mondiale, la vittoria della sovversione e l’avvento della conquista dei cuori dei giovani. Sesso, droga e rock and roll diventeranno il mantra ripetuto dai ragazzi di tutte le nazioni che con un sorriso vacuo e il passo malfermo andranno in corteo impugnando canne e bandiere rosse per lanciarsi verso il Nulla che avanza. Eppure…nello stesso anno un giovane latinoamericano di origini siciliane, Carlos Castaneda (in foto), pubblica “A scuola dallo stregone” presso una casa editrice americana, dove racconta della sua iniziazione allo sciamanesimo da parte di uno stregone Yaqui. Il libro ha un grande successo.

La sovversione gongola di gioia, i giovani di sinistra pure…gli ingredienti ci sono tutti…droghe, ambientazione etnica, i poveri indios calpestati…il tutto sembra favorire la corrente neospiritualista emergente. L’autore diventa la nuova stella del firmamento…e può così continuare a scrivere i successivi libri, frutto delle sue seguenti esperienze iniziatiche.

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Video in ricordo di Haider

21 Ottobre 2008 da Redazione

L’auto di Haider si e’ scontrata con un camion?

21 Ottobre 2008 da Redazione

Cherchez le camion!

Ora non ci si riconosce più: amici di Jörg Haider non riconoscono più il loro Landeshauptmann [governatore, NdT], e la Volkswagen apparentemente non riconosce più la sua Phaeton. Quegli si rivela improvvisamente a ciel sereno essere un beone, questa si rivela un veicolo leggero e pieghevole. E Haider stesso ha avuto apparentemente un sosia – mentre avrebbe trincato nello “Szenelokal” Stadtkrämer, sarebbe stato intervistato contemporaneamente da una radio molti chilometri lontano…

Per prima cosa molte grazie per le molte lettere – quelle meno amichevoli ma soprattutto le amichevoli. Molte persone mi hanno scritto e apportato valenti osservazioni ed immagini. Grazie di cuore per questo. E per rispondere anche a questa domanda: io né ho conosciuto più da vicino il Sig. Haider, né gli sono stato vicino politicamente. Ciò che mi anima è solo la bassezza del fatto.

Ma ora passiamo all’argomento:
il caso Haider si sviluppa come un “simpatico” gioco domanda-risposta.

Cronologicamente è andata circa così:

Domanda: il terribile incidente. Come è potuto succedere?

Risposta:
andava a 142 all’ora.

Domanda:
ah, ecco, ma perché? E come è uscito di strada con una macchina così su una strada praticamente dritta, che conosceva come le sue tasche…?

Risposta (giorni dopo): sì, ma aveva 1,8 per mille al momento dell’incidente, non lo sapevate?

Domanda:
sì, ma quando avrebbe bevuto, dato che è partito da Velden intorno alla mezzanotte? E lì era ancora sobrio.

Risposta: uhmm, beh, dunque… ha lasciato la festa verosimilmente assai prima…

Domanda:
aah, e dove ha bevuto tutto quell’alcool?

Risposta: un attimo … (due giorni dopo). Era in un locale per invertiti con il giovane , e si è fatto una bottiglia di vodka. Oltretutto era un invertito – doppia vita, sapete. Continua a leggere »

Conferenza Solgentisin [Recensione]

20 Ottobre 2008 da Redazione
Recensione:

 Si è tenuta sabato 4 ottobre a Roma, nei locali di via Scirè, la prima conferenza organizzata dall’associazione culturale Raido dopo la pausa estiva. Argomento del dibattito è stata la figura del grande dissidente sovietico e uomo di cultura Alexander Solgenitsin. Relatore Maurizio Blondet. Dopo una breve introduzione l’attenzione si è subito focalizzata sulla tribolata esistenza del giovane Alexander, che, fervente comunista neolaureato in matematica, non esita a lanciarsi nel tritacarne del secondo conflitto mondiale, che vede l’Urss precipitare rapidamente dal ruolo di carnefice a quello di vittima sbigottita della proditoria invasione nazista. Catapultato sui vari fronti, il soldato Solgenitsin non può non notare - e denunciare in quelle che sembrano innocue, cameratesche confidenze - l’impreparazione, l’inadeguatezza, l’approssimazione con le quali le autorità fronteggiano le armate tedesche, che arrivano pressoché indisturbate fino a un tiro di schioppo da Mosca. Le confidenze dell’ingenua recluta tuttavia vengono “captate” dal vigile orecchio dell’onnipresente polizia segreta, che impacchetta il pericoloso deviazionista e lo spedisce in Siberia. Qui il neodeportato fa la sua prima tragica esperienza della realtà concentrazionaria sovietica, l’allucinante universo dei gulag dove una multiforme, dolente umanità, al riparo da occhi indiscreti e nel più totale segreto, viene sistematicamente annichilita nel corpo e nello spirito da una feroce banda di spietati aguzzini.

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Per non dimenticare 200 piccoli angeli

20 Ottobre 2008 da Redazione

Nell’anno 1944, il 20 ottobre uno dei peggiori massacri si abbattè nei confronti della popolazione civile di Milano.

Mai in una città, si pianse così tanto!

In tale data appunto – erano le 11,24 una formazione di oltre 90 quadrimotori angloamericani, partiti da Foggia alle ore 7,58, si portò sulla città di Milano per colpire gli insediamenti industriali presenti che si temeva celassero delle produzioni belliche (Breda, Alfa Romeo, Falck e Pirelli). Delle tre squadre che componevano il gruppo d’attacco, la prima venne messa fuori gioco per un inconveniente tecnico, la seconda fu la sola che riuscì a colpire lo Stabilimento della Breda, mentre la terza, non si sa per quale motivo si trovò fuori rotta di 22 gradi. Il comandante, resosi conto dell’inconveniente con notevole ritardo sulla tabella di marcia, aveva due possibilità, o proseguire in quella direzione verso Cremona, liberandosi del carico sganciando le bombe in aperta campagna, oppure sganciare immediatamente l’intero carico sulla città. Si rese conto subito che sotto di lui non c’erano obiettivi militari ma solo abitazioni civili, la città. Decise ugualmente per questa ultima e seconda soluzione, che era già vile, sciagurata e disonesta per un militare solo averla pensata. Il destino fece il resto e volle che un grappolo di bombe, sganciato sulla città, centrasse una scuola elementare dove si stavano svolgendo normali lezioni.

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Il sangue e la celtica - Nicola Rao [Novità editoriale]

19 Ottobre 2008 da Redazione

IL SANGUE E LA CELTICA

Descrizione:
“Vendicare piazzale Loreto”: la storia del neofascismo armato comincia così, con la missione (fallita) per uccidere l’assassino del duce. Dall’immediato dopoguerra fino agli anni Settanta si affacceranno nuove generazioni di estremisti, si assisterà a scissioni, deviazioni, processi e regolamenti di conti. A destra non c’è una rivoluzione da preparare, ma presto, per centinaia di militanti, la violenza diventerà l’unica via praticabile. Violenza d’attacco per costruire un nuovo ordine attraverso il caos (e forse qualcosa di più tragico), e di difesa, per garantirsi il diritto a esistere. Nicola Rao ha ricostruito misteri e retroscena del terrorismo nero, consultando migliaia di carte processuali, articoli dell’epoca e libri. Ma soprattutto ha ascoltato decine di testimoni e protagonisti, raccogliendo rivelazioni inedite, spesso clamorose, sulle stragi e sui tentati golpe. È un viaggio nel profondo della galassia nera che nessuno aveva tentato prima. Parafrasando le parole del fotografo Robert Capa: non esistono storie belle o brutte, ci sono soltanto storie raccontate da più o meno vicino.

Il sangue e la celtica
Autore: Nicola Rao
Pagine: 459
Prezzo: 18€
Editore: Sperling & Kupfler

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Fango sulla memoria di Haider

19 Ottobre 2008 da Redazione

La democrazia occidentale insegna: se devi infamare qualcuno, fallo con un morto perché lui non può ribattere! Sono trascorsi pochi giorni dalla morte di Joerg Haider, ma non altrettanto poche sono state le campagne diffamatorie mosse contro la sua memoria. Ecco l’ultimo esempio.

(AGI) - Vienna, 17 ott. - Un mistero avvolge l’ultima ora di vita di Joerg Haider. Ripercorrendo minuto per minuto la “maledetta” serata del 10 ottobre, uno dei maggiori tabloid austriaci, “Osterreich”, ha scoperto un ‘buco’ di un’ora in cui il leader dell’estrema destra austriaca sarebbe stato in un locale gay in compagnia di un giovane. Dopo essere uscito dal nightclub “Le Cabaret”, alle 22,30, in cui e’ stato ritratto in una foto insieme a una giovane ragazza bionda, Haider sarebbe scomparso per 45 minuti per poi ‘ricomparire’ alle 23,15 in un locale per omosessuali di Klagenfurt, lo “Stadtkraemer”, in compagnia di un ragazzo. Li’, secondo alcuni testimoni, avrebbe bevuto una bottiglia intera di vodka. All’uscita del locale, all’1,05, tredici minuti prima dello schianto mortale, Haider, secondo le testimonianze raccolte dall’”Osterreich”, “barcollava” visibilmente ubriaco. Nonostante l’invito a non guidare, Haider, dopo aver salutato il giovane ed essersi scambiato il numero di telefono, e’ salito nella sua macchina ed e’ andato via.

Tratto da agi.it

Walther Maria Neuwirth scrittore e ufficiale

19 Ottobre 2008 da Redazione

di Emilio Del Bel Belluz
Tra gli scrittori del nostro Novecento un posto notevole andrebbe indubbiamente riservato allo scrittore austriaco Walther Maria Neuwirth, per la sua vicenda umana e per il suo coinvolgimento nelle due guerre mondiali (come del resto il grande scrittore tedesco Ernst Jünger). Il Neuwirh rivestì un posto di prestigio nella cultura italiana nel periodo fra le due guerre giacché, prima del romanzo di Ernst Jünger Stahlgewittern, la sua opera era già nota in Italia grazie alla casa editrice Marangoni, che pubblicò nel 1934 il suo libro “Isonzo, Piave e Montello”. Si trattava di un successo annunciato, visto che il volume, uscito qualche anno prima in Austria, aveva riscosso subito un notevole consenso di pubblico, conoscendo una successiva ristampa.
Ma chi era Walther Maria Neuwirth? Egli nacque il 4 luglio del 1896 a Vienna, dove frequentò il ginnasio e si distinse per le sue non comuni doti letterarie. Allo scoppio della prima guerra mondiale, all’età di diciotto anni, si arruolò volontario nelle file dell’esercito austro-ungarico: “Nel 1914, Walther Neuwirth fu uno dei tanti ragazzi austriaci che nel cuore della giovinezza, nel momento più gioioso della vita, lasciati gli studi o appena ultimato il liceo, sentirono l’esigenza e la volontà di difendere la loro patria e di andare a combattere per l’Imperatore, nel conflitto mondiale iniziato in seguito all’assassinio dell’Arciduca austriaco Francesco Ferdinando e della moglie per mano dello studente serbo Gavrilo Princip” (dalla Prefazione alla ristampa di Isonzo, Piave e Montello per i tipi della Hefti edizioni -1995-).

Accostiamo spontaneamente questa eroica figura di soldato-scrittore, per una sorta di inconfutabile affinità spirituale, a quella di tanti letterati italiani che trassero dall’esperienza bellica la sofferta, tragica ispirazione capace di dar vita ad opere di straordinario spessore artistico ed umano. Le sue liriche sono pervase da una profonda pietas, da una sofferta partecipazione alle vicende dei suoi compagni, ma anche alle sofferenze dei nemici:

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Non dimenticare Beslan – Atto primo, Eurochocolate Perugia

18 Ottobre 2008 da Redazione

Durante “eurochocolate” a Perugia, fra la folla che si accalcherà strafogandosi di cioccolatini e quant’altro, verrà distribuito questo volantino, sperando di sensibilizzare qualcuno.

Per informazioni sulla raccolta scrivere a: controventopg@libero.it

www.controventopg.splinder.com

Il passato insegna: la ubris non è cara agli dei!

18 Ottobre 2008 da Redazione

Gli Indiani d’America usavano ripetere: “chi sputa sulla terra, sputa su se stesso”; i romani “naturam expellas furca, tamen usque recurret” (puoi espellere la natura con un forcone, essa tornerà sempre ad affermarsi). La modernità, con molta umiltà, ha fatto tutto il possibile per non smentire queste perle di saggezza antica e così, giorno dopo giorno, ci fornisce prove della loro perenne attualità. Di seguito un’altra delle conseguenze inquietanti del modo di vivere dell’uomo-massa. Ma ciò che ci preme sottolineare è l’evidente correlazione tra il degrado fisico e mentale e quello spirituale dell’uomo moderno, nel quale solo un cieco non riesce a vederci un rapporto di causa-effetto, dove il lato fisico del problema è solo manifestazione esterna di ciò che avviene a livello interiore, nell’anima dell’uomo.

MADRID - Da una ricerca condotta in Spagna emerge un dato inquietante. Il 57,8% dei giovani possiedono spermatozoi di qualità inferiore a quella che l’organizzazione mondiale della sanità considera normale, e questo a causa dell’esposizione a fattori tossici e alla contaminazione industriale, con particolare riferimento all’inquinamento atmosferico, che incide negativamente sulla concentrazione del seme riproduttivo. Lo studio è stato condotto dal settore di riproduzione assistita dell’istituto Marques di Barcellona e sarà pubblicato a breve sulla rivista Andrologia. Sono stati interpellati 1.239 giovani tra i 18 e i 30 anni che vivono nelle province dell’Andalusia, Galizia e Madrid, dove si riscontra la migliore qualità seminale, e in quelle della Comunità Valenciana, Catalogna e Paesi Baschi, dove invece risulta esserci la peggiore della nazione.

Da: corriere.it

L’eugenetica del nuovo secolo

18 Ottobre 2008 da Redazione

Ma non erano tutti contro l’eugenetica, tutti avversari della selezione dei bambini alla nascita se non in grado di condurre una vita normale, non li avevamo lasciati tutti inorriditi davanti ai libri mentre leggevano dell’esposizione dei neonati a Sparta?! Si, così ci sembra di ricordare, eppure tutti quei cori di disapprovazione sembra siano spariti ora che la selezione del bambino è diventata una cosa ancor più sofisticata, ancor più meccanica e spaventosa. Forse era solo questo che non li faceva dormire la notte: temevano solo che i criteri di selezione non fossero abbastanza rigidi e così si sono dati da fare. Ora pare siano soddisfatti: con la diagnosi pre-impianto selezionano figli geneticamente perfetti e, visto che ci sono, visto che si può, perché non far nascere apposta un bambino nuovo per sostituire i “pezzi” di quello vecchio non più funzionanti?! Così deciso, ecco l’eugenetica in chiave moderna: nessuna traccia del coraggio necessario ad esporre un figlio, vivendo con sacrificio questa scelta ma in prima persona, nessuna traccia di residua naturalezza, tutto è artificiale, nascosto, semplice e pulito. Nel mondo antico se non altro ci si prendeva la responsabilità e le conseguenze delle proprie azioni, tutto aveva un peso da sopportare: la selezione a Sparta serviva a mantenere forte la stirpe. Oggi la selezione viene fatta da altri, professionisti del microscopio, e quasi non ci se ne accorge e il criterio per decidere è unicamente il bene individuale.

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LA CRISI in diretta streaming

17 Ottobre 2008 da Redazione

diretta streaming

Per la conferenza di domani sera, per chi e’ lontano da Roma, sarà possibile seguirla in diretta streaming, connettendosi al seguente indirizzo:
http://www.ustream.tv/Raido
Per poter seguire l’evento bastera’ connettersi qualche minuto prima dell’inizio, previsto per le 19,30.
Vi aspettiamo, a domani!

Connettiti e vedi la conferenza in diretta!

Giornali scandalistici

17 Ottobre 2008 da Redazione

Come al solito ai media piace fare tanto rumore per nulla, o forse non per nulla ma per coprire i rumori che invece sono veri e dovrebbero essere ascoltati da tutti. Così è stato in questi giorni con i titoloni dedicati alle cosiddette “classi per stranieri”, ottimi per vendere copie in più e per gridare al pericolo razzismo in Italia e per farne nascere una polemica contro il governo. Sta di fatto che leggendo gli articoli stessi ci si accorge che la verità è più semplice, solo che fa meno scandalo. Si tratta di semplici “classi di inserimento”, dove gli stranieri riceveranno una preparazione di base per poter imparare più agevolmente una volta inseriti nelle classi miste e per non rallentare il lavoro delle classi, già in difficoltà per conto loro (!). La loro strategia è ormai chiara, per mandare un messaggio è sufficiente mettere la pulce nell’orecchio della gente, fomentare la paura e la rabbia, insinuare il dubbio, anche perché poi, in fondo, quanti leggeranno l’articolo per intero e quanti invece si fermeranno scandalizzati al titolo di prima pagina…!?

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