Una classifica e un posto inquietanti dell’Italia nel mondo della pedopornografia, ci fanno riflettere sullo “stato di salute” del Belpaese…

Primati italiani: l’Italia 5° nella classifica di consumo pedopornografico al mondo

ROMA - Bambini privati dell’istruzione e dei diritti fondamentali, usati nelle guerre, bersaglio dei pedofili, sempre più insidiosi. In occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia Save the Children denuncia le situazioni più gravi nel mondo. Ma anche in Italia ci sono tanti problemi: dai dati di Telefono Arcobaleno emerge che il nostro Paese è al quinto posto nel mondo per la pedopornografia.

Trentasette milioni esclusi dall’istruzione. A causa della guerra 37 milioni di bambini e bambine nel mondo sono oggi esclusi dall’istruzione. E sono almeno 250.000 i minorenni impiegati in 17 conflitti armati come soldati, spie, facchini, cuochi, ”mogli” dei combattenti (nel caso delle ragazze) e arruolati in eserciti non governativi in almeno 24 nazioni e territori. Sono le cifre diffuse da Save The Children nella Giornata Mondiale dell’Infanzia in occasione della quale l’associazione, affiancata da 31 premi Nobel, ha inviato una lettera aperta ai leader del mondo per chiedere il rispetto dellla Convenzione del Fanciullo.

Due milioni di bambini morti per le guerre. Negli ultimi 15 anni, denuncia Save the Children, l’80% delle vittime civili delle guerre sono stati donne e bambini. Almeno 2 milioni di bambini sono morti uccisi dal fuoco delle armi e 6 milioni sono stati feriti, resi disabili o hanno subito traumi psicologici, obbligati ad assistere a terribili atti ed episodi di abusi e violenze. Si stimano in 22 milioni i minori profughi e sfollati a seguito di guerre.

La denuncia di Telefono Arcobaleno. Intanto Telefono Arcobaleno, l’associazione che da dodici anni lotta al fianco delle polizie nazionali e internazionali contro la pedofilia e la pedopornografia, ricorda che l’Italia è il quinto Paese nel mondo per numero di ‘consumatori’ di pedopornografia, triplicati in quattro anni, e l’Europa è l’epicentro della pedofilia on line. Dodici anni nei quali l’associazione ha censito i volti di 35mila bambini sui siti pedofili individuati monitorando costantemente la rete, con una media di sette nuove vittime individuate ogni giorno.

Il messaggio di Napolitano. “Ancora oggi, purtroppo, - ha detto in un messaggio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - sono presenti in vaste aree del pianeta situazioni di grave sfruttamento dell’infanzia, specialmente dove persistono diffuse ed antiche condizioni di sottosviluppo e di povertà e conflitti endemici tra le diverse etnie. Forte deve essere, pertanto, l’impegno delle organizzazioni internazionali nell’impedire ogni forma di sfruttamento, che giunge fino all’impiego di adolescenti come soldati, e nel rimuovere gli ostacoli che impediscono condizioni di vita rispettose dei bisogni, dei diritti e delle aspirazioni dei minori”.

Ma, ha ricordato Napolitano, l’Italia non è certo esente dai problemi legati allo sfruttamento dei bambini: “Nè possiamo ignorare che c’è molto da fare anche nel nostro Paese: una maggiore e più generale consapevolezza delle numerose insidie presenti anche nelle società più evolute è indispensabile per contrastarle con la massima determinazione e offrire alle nuove generazioni la possibilità di crescere in condizioni di sicurezza e di serenità”.

Il messaggio di Fini. Nel messaggio per la Giornata dell’Infanzia anche il presidente della Camera Gianfranco Fini ha posto l’accento sulla tutela dei diritti dei bambini: “Una società che non pensa abbastanza ai bambini, che ne ignora superficialmente le domande, che ne calpesta cinicamente i diritti, e che non si impegna a fondo per prevenire e colpire i casi di violenza e sfruttamento, è una società senza avvenire. E’ una società ottusamente egoista che si autocondanna alla decadenza”.

Fini ha ricordato che i figli degli immigrati vanno tutelati con particolare attenzione: “I figli degli immigrati, che spesso risiedono da anni nel nostro Paese, devono poter ricevere tutti gli strumenti necessari per preparare il loro futuro di italiani a prescindere dal colore della pelle e dal credo religioso. Non dovranno essere, nè sentirsi mai cittadini di serie B, ma protagonisti a pieno titolo della vita collettiva, del possesso effettivo degli strumenti linguistici e culturali che possano permettere loro di integrarsi nella comunità nazionale”.

L’intervento di Berlusconi. Anche il premier Silvio Berlusconi è intervenuto ad un convegno per la Giornata nazionale dei diritti dell’infanzia a Montecitorio, tornando sul tema delle cosidette ‘classi ponte’, e difendendo quella che ritiene essere una scelta di “buon senso”. “Non credo che ci sia nessuna
discriminazione, ma che sia una cosa logica e doverosa a vantaggio dei bambini e delle maestre. - ha detto Berlusconi - L’insufficiente conoscenza della lingua italiana fa si che l’insufficienza dei bambini stranieri sia tripla rispetto a quella italiana e quindi abbiamo pensato a questa mozione, seguendo tra l’altro l’esempio di altri Paesi, di fare non classi separate ma tese all’insegnamento dell’italiano”.

(20 novembre 2008)

Fonte: http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/cronaca/eurispes-infanzia/giornata-infanzia/giornata-infanzia.html

Se sei nuovo, iscriviti al Feed RSS. Grazie per la visita!