Un viaggio nella memoria

Recensione al fine settimana trascorso all’Istituto Storico Rsi - Terranuova Bracciolini, 22-23 Novembre 2008
La partenza
I freddi pomeriggi d’autunno sono gli scenari più poetici per iniziare un viaggio. In questo clima sabato 22 nel pomeriggio siamo partiti per la Toscana, punto d’arrivo l’Istituto Storico dell’R.S.I., Terranuova Bracciolini.
Freddo secco che fa andare la mente alle pianure del Nord, ma anche alle montagne tra le cui grotte e insenature si è consumata la grande esperienza della Repubblica Sociale Italiana.
Finalmente a casa
L’arrivo in serata è subito attenuato da una calda accoglienza, siamo in cinque e domani arriveranno gli altri; conosciamo la signora Paola, ausiliaria nella Repubblica Sociale e salutiamo i già noti personaggi dell’Istituto, grandi e piccoli.
Saliamo a posare gli zaini, tre piani ed in mezzo tante foto, manifesti e articoli, dei ceppi che lanciati nella fiammella dei nostri cuori danno vita ad un gran fuoco. Un’immagine emblematica più di tutte attira sempre la nostra attenzione, un combattente della Decima Mas con in bocca il pugnale ed ai suoi piedi un’armatura di un legionario… siamo qui, ci siamo anche noi, pronti - sotto altre vesti - a ricevere quello spirito, quella dignità che illumina gli occhi di questi uomini e donne. E’ il motivo di esistenza dell’Istituto, non perdere la memoria per non perdere lo spirito, e poco importa se oggi la guerra si fa con altri strumenti, lo spirito è sempre quello del leone ruggente.
La signora Paola, ci mostra le stanze, ma non sono per noi una novità, ormai da diverso tempo conosciamo l’istituto e nello spirito di figli e nipoti ascoltiamo con ammirazione i racconti e gli insegnamenti di questi giganti, uomini e donne che hanno la divisa cucita sulla pelle…
Arrivano altri amici in compagnia di un giovanissimo camerata ed a questo punto la squadra è quasi completa; tra un saluto e l’altro si parte per la cena in un paese limitrofo, una pizza in compagnia per confrontarsi e discutere di militanza passata e futura. La “tavolata” è ben assortita: da nord a sud passando per il centro, siamo tutti discretamente affamati.
Siamo di ritorno molto presto, anche perché il freddo non ci permette di stare molto all’aria aperta, e tra le chiacchiere ed il fuoco del camino, con mandarini e castagne fatte arrosto, giunge un’altra macchina da Roma, questa volta con le donne ed il loro cavaliere un po’ barbuto.
Quando ci sono le donne in casa, tutto gira un po’ meglio, ed infatti, le ragazze del cuib femminile dopo aver salutato Paola, tante volte incontrata ai raduni delle ausiliarie del S.A.F., si mettono subito all’opera. La sera trascorre davanti al camino ascoltando i racconti di chi non hai mai smesso di combattere, di chi conserva ancora quella impersonalità attiva che da sempre gli ha permesso di urlare al mondo con fierezza: io non ho tradito! La signora Paola, catalizza la nostra attenzione e con il sorriso costante e i modi gentili, ci narra delle ausiliarie, del loro operato silenzioso ed obbediente, pronte a sacrificarsi senza pensare a ricevere mai nulla in cambio. E’ ora di andare a letto e dopo una mezz’ora di sana goliardia e di risate, si spengono le luci nella camerata riscaldata ed ognuno è nei rispettivi sacchi a pelo.
La domenica
Alle 8 e mezza siamo in piedi e dopo una buona colazione, siamo pronti per ascoltare gli incontri previsti per la mattinata. Non prima però di aver incontrato l’ingegnere Conti, da anni motore instancabile dell’Istituto, col quale abbiamo il piacere di stare insieme a parlare e soprattutto ad organizzare la conferenza che a Roma, sabato 17 gennaio 2009, terremo presso i nostri locali dell’associazione. L’evento, oltre ad essere una presentazione della Fondazione Istituto Storico della RSI, sarà un’occasione per parlare ai giovani, a coloro che potrebbero e dovrebbero raccogliere il testimone ideale di chi ha combattuto, per conservare la memoria di tutti coloro che scelsero la strada dell’onore. Nel frattempo, arrivano altri amici ed anche l’ultima macchina da Roma è giunta, pronta a supportare il faticoso lavoro di chi è in cucina. Perché anche oggi ci sarà da preparare l’ottimo rancio, come amano dire i reduci presenti, per i numerosi convenuti. La conferenza termina e aspettiamo il pranzo nel piacevole giardino dell’Istituto dove nel mese di settembre scorso, in occasione dell’ultimo incontro di studio, erano state montate alcune tende da campeggio, vista la numerosa presenza di giovani da diverse parti di Italia.
La domenica trascorre felice e quando il sole è in procinto di tramontare, con gli zaini in spalla ripartiamo per la Capitale. Non prima di aver salutato tutti, aver aiutato a sistemare le ultime cose e di darci appuntamento al prossimo incontro, questa volta a Roma, a casa nostra, dove ci impegneremo a riservare la stessa accoglienza e disponibilità mostrata nei nostri confronti.
Durante il ritorno siamo un po’ silenziosi perché arricchiti e più consapevoli che sono le azioni a determinare il valore di un uomo; la collaborazione con l’Istituto storico rafforza la nostra funzione di testimonianza di quei valori eterni quali la verità e la giustizia, valori della Tradizione, gli stessi che animarono le gesta di chi oggi, umilmente, ci riproponiamo di seguire.
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