L’ipocrisia italiana fatta notizia: sembrano sempre tutti difendere i gay, ma nessuno vuole affittar loro casa. Luxuria intanto ha trovato alloggio lontano dal Belpaese, in un’isola deserta…speriamo ci rimanga!
ROMA- Mugugni («Oddio »), scuse («l’appartamento è abitato anche da altri, non credo vi accoglierebbero, ma si può sempre provare»), autodifese (da «il condominio è piccolo, tutti si conoscono, non vorrei essere criticata », a «sono una persona democratica, ma non riesco a darle una risposta»), dubbi laceranti («non vorrei trovarmi strani viavai in casa »), precisazioni («se lei è un gay discreto, che sta per i fatti suoi, è un conto. Altrimenti…»).
C’è addirittura chi invoca la Madonna, nemmeno avesse ascoltato una proposta blasfema. E invece no. Quello che il giornalista Francesco Palese di Retesole, spacciandosi per un gay in cerca di una casa in affitto, domanda a interlocutori scelti a caso fra gli annunci di locazioni a Roma (ma forse non andrebbe diversamente in qualsiasi altra città), incassando ben 18 rifiuti, è semplicemente: «Cerco una camera matrimoniale con il mio fidanzato: è disponibile?». Dall’altra parte, il più delle volte un «no» secco, o il tonfo della cornetta che ricade sull’apparecchio, nel migliore dei casi repliche del tenore di quelle elencate: «Ci penso su», «cosa dirà la gente?», «non vorrei mettermi nei guai», «vorremo persone normali». E ancora, ed è un’agenzia a replicare: «Il proprietario abita nello stesso palazzo, non è possibile». Per i gay (anche) trovare casa è un problema. Lo testimonia il servizio, che andrà in onda stasera alle 20.35 all’interno della trasmissione «L’altra inchiesta» di Retesole, che già in passato aveva documentato la via crucis di un disabile, prima di ottenere un appartamento in affitto. Il filmato è disponibile sul sito dell’emittente. Ancora deve essere mandato in onda, e già ha scatenato la polemica politica, insieme a reazioni unanimi di stizza.
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