Tutti d’accordo?
Anche se il papa Benedetto XVI, in un eccesso di zelo verso i padroni del mondo, ha nell’angelus del mercoledì biasimato non solo il negazionismo ma anche il riduzionismo (nuovo psico-reato orwelliano)
c’è qualche sacerdote (in questo caso per giunta di sangue abramitico) che dissente.
Nel mondo cattolico e dentro al Vaticano sono in molti a digrignare i denti per il ritiro della scomunica contro la Fraternità San Pio X. La riconciliazione è tutt’altro che condivisa da ampi strati del clero.
Speriamo che questa comunità, la quale ha dimostrato grande vitalità prosperando nonostante l’ostracismo della corrente politica dominante in Vaticano, non si afflosci ora che si riunisce al grande gregge. Per
il Vaticano in crisi di vocazioni (dove le nuove ordinazioni sono in gran parte fatte “arruolando” persone del terzo-quarto mondo strappandole alla fame), è una manna avere di nuovo nel proprio seno una forte comunità “occidentale”. Così magari il clero potrà insistere con la storia delle radici cristiane dell’Europa…..anche se è davvero tosta rimuovere dal DNA degli Europei la memoria della civiltà classica
(Grecia e Roma) e preclassica (tutte le civiltà indoeuropee). Magari questa operazione di rimozione/sostituzione della memoria con i nuovi dogmi della fede laica (poiché è certo che siamo nel dominio laico quando parliamo di radici dell’Europa, di olocausti, di 8 per mille ecc.) riesce di più collaborando insieme ai fratelli maggiori. Qualcuno informi nel frattempo Benedetto XVI che i fratelli maggiori però non considerano fratelli minori i cristiani, quelli venuti dopo, i seguaci del Messia che hanno condannato (in effetti viene il dubbio che molti di loro non considerino fratello nessun popolo e nessuna fede diversa dalla loro).
Post Scriptum per il grande fratello: Si precisa che la pubblicazione del seguente articolo non implica in
nessun modo la sottoscrizione e/o l’adesione ad opinioni e affermazioni perseguibili penalmente a causa delle disposizioni che hanno sancito per legge la verità storica indiscutibile. Con buona pace e
salvaguardia della libertà di espressione e di ricerca storica. I guardiani del pensiero conforme autorizzato stiano tranquilli….non siamo negazionisti, ne riduzionisti, ne antisemiti ne niente di tutto quello che, a mano a mano che la libertà e la civiltà avanzano, viene di volta in volta viene proibito.
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Prete lefebvriano: “Camere a gas per disinfettare” Salta l’incontro
con i rabbini
Frasi shock di don Floriano Abrahamowicz, rappresentante dei tradizionalisti a Treviso La comunità ebrea cancella l’incontro con i cattolici in segno di protesta per la riammissione del vescovo Williamson
TREVISO - “Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dire se abbiano fatto morti oppure no, perché non ho approfondito la questione”. Sono parole shock quelle pronunciate, in un’intervista alla Tribuna di Treviso, da don Floriano Abrahamowicz, capo della comunità lefebvriani del Nordest. Le dichiarazioni del religioso - che rifiuta di definirsi antisemita - riaccendono la polemica sul negazionismo dopo il mea culpa pronunciato dal leader del movimento tradizionalista Bernard Fellay addolorato dalle parole di monsignor Williamson.
Le acque che le parole del Papa hanno tentato di placare, ritornano a farsi agitate. In segno di protesta per la riammissione nella Chiesa del vescovo negazionista, il rabbinato capo di Israele ha cancellato l’incontro con funzionari cattolici previsto a Roma per il prossimo marzo.
E le parole di don Floriano Abrahamowicz non aiutano il dialogo. Smentendo Benedetto XVI che nell’udienza generale di ieri ha ricordato la Shoah e “l’eccidio efferato di milioni di ebrei, vittime innocenti”, il religioso trevigiano mette in dubbio il genocidio di sei milioni di ebrei: “I numeri - spiega il religioso - derivano da quello che il capo della comunità ebraica tedesca disse agli angloamericani subito dopo la liberazione. Nella foga ha sparato un cifra. Ma come poteva sapere?”
E le camere a gas? “Sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dire se abbiano fatto morti oppure no”. Il sacerdote della Fraternità San Pio X rilancia le tesi negazioniste del vescovo Richard Williamson convinto che “nessun ebreo è stato ucciso nelle camere a gas”, e che hanno ragione i revisionisti quando calcolano che le vittime della Shoah non superano “i 200-300 mila”.
Ma rifiuta la definizione di “antisemita” don Floriano - “Io stesso ho, da parte paterna, origini ebraiche” - e difende il vescovo Williamson riabilitato dopo la scomunica del 1988: “Tutta la polemica sulle sue esternazioni, è solo una grande strumentalizzazione”.
Fonte > La Repubblica | 29 gennaio
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