Ha avuto luogo sabato 7 febbraio presso i locali Raido l’incontro “Una sera d’inverno”, con l’autore Cesare Ferri, intervenuto come relatore assieme ad Enzo Cipriano, alla presenza di una cinquantina di persone.

Dopo un’introduzione del moderatore è Cesare Ferri che prende la parola, aprendo l’intervento sulla sua personale concezione della scrittura romanzata, come strumento primo per avvicinare le persone al nostro mondo ideale: l’autore non a caso è autore di agili pamphlet, romanzi e opere teatrali – secondo lo stile del l’introspettivo “teatro dello specchio” - poiché, secondo lui, è anche con letture agili e piacevoli che si riesce ad avvicinare e interrogare la gente su questioni di vitale importanza. E’ però il modo di concepire l’arte secondo il relatore che sicuramente ha colpito le emozioni del pubblico: arte come potente strumento per l’introspezione e per porsi domande, utilizzando anche personaggi carichi di un certo “eroismo” e situazioni “forti”, capaci di trasmettere emozioni e sogni; personaggi tanto lontani dai protagonisti dei romanzi moderni - ove la morte ed il male sono assenti e temi principali degli intrecci sono le solite storielle d’amore o la criminalizzazione del vinto - quanto vicini a quei romanzi “titanici” che sono, o dovrebbero per lo meno essere, capisaldi nella formazione di ogni giovane: da “I demoni” di Dostoevskij ai “I Leoni Morti” di Saint-Paulien, passando per “I Proscritti” fino al più recente “Le porte di fuoco“.
Arte come ripropsizione di elementi “antichi” in forme “nuove” e adatte ai tempi, in pieno stile tradizionale, contrariamente alla spasmodica ricerca della modernità approdante al relativismo ed al nichilismo più estremi degli “artisti” moderni; l’arte allora dev’essere ispirata al Bello, come categoria e valore assoluto.

Chiudono l’incontro, precedendo le solite domande, l’intervento di Cipriano sulle difficoltà editoriali che incontra la diffusione del romanzo nella nostra area culturale - più legata ai grandi saggi - e l’augurio, forte, intenso e sentito, di Cesare Ferri a rimanere giganti in un mondo di nani, senza la paura di tornare al “forte”, e all’”antico”, senza la paura di scoprire mondi nuovi e aprire la mente, per essere avanguardie artistiche e letterarie nella riscoperta di noi stessi.

Se sei nuovo, iscriviti al Feed RSS. Grazie per la visita!