Attentato alla cultura
Non bastava un giullare populista come Benigni a distruggere un’opera magnifica per intensità e significati come la Divina Commedia. Ora ci fanno un videogioco… Sicuramente ci diranno che è una bella iniziativa per unire la “cultura” e il “divertimento”…
Il Poeta va all’Inferno
e diventa un videogame
Niente rime ma tutta azione: l’autore della Divina Commedia combatte per ritrovare la moglie Beatrice rapita dal demonio. Tra un anno in commercio, prodotto da un colosso come Electronic Arts. Dentro, ci sarà di tutto, compresa Elena di Troia di JAIME D’ALESSANDRO
Dante’s Inferno, prodotto da un colosso del calibro della Electronic Arts, è infatti un videogame. Un videogame ambizioso, per non dire azzardato, che vedrà la luce fra un anno. Perché quella fra giochi elettronici e letteratura è una frequentazione sporadica ma di lunga data, basti pensare a Alice ispirato all’opera di Lewis Carroll, eppure raramente si era arrivati a scomodare una figura del calibro di Dante. “Volevo fare qualcosa di molto cupo, qualcosa sull’oltretomba”, spiega con candore Jonathan Knight, a capo del progetto. “E non c’è nulla che abbia forgiato così profondamente il nostro immaginario sull’aldilà. E poi il modo di raccontare di Dante è vivido e dettagliato. Attenendosi alle sue descrizioni si ottiene un inferno perfetto. Anzi, l’inferno per eccellenza”. Peccato che il poeta fiorentino e il suo compagno di viaggio Virgilio non facciano altro che parlare e parlare, racconta Knight.
E si sa, i videogame che abbiano giocato con successo sul terreno della parola sono davvero pochi. Ecco perché, presi per buoni gli scenari e la discesa attraverso i nove gironi, il team della Electronic Arts ha deciso di prendersi qualche licenza. Elena di Troia, Cleopatra, papi, politici e demoni ci sono tutti o quasi. Così come il profilo inconfondibile di Dante. Il resto però è molto diverso. C’è un ruolo maggiore di Lucifero e il fatto che il nostro alter ego si fa largo a suon di fendenti assolvendo o punendo le anime dannate e affrontando demoni di stazza varia. Compreso un Caronte trasfigurato in una sorta di vascello vivente da Wayne Barlowe, illustratore noto a Hollywood che ha disegnato le creature di film come Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban e dei due Hellboy.
Per ora è stato mostrato solo il Limbo, nel quale Dante arriva fra combattimenti e crolli degni di un colossal. Chi sta lavorando al gioco del resto è il medesimo gruppo di persone che ha dato vita a Dead Space, videogame horror fantascientifico uscito a Natale che molto deve a pellicole come Alien e Event Horizon. “Ogni girone sarà molto diverso dagli altri”, continua Knight. “In particolare dal sesto in poi, quando dai peccati del corpo si passa a quelli della mente”. La vera fonte d’ispirazione è un altro videogame prodotto a partire dal 2005 dalla Sony. Le dinamiche di fondo assomigliano infatti pericolosamente a quelle di God of War, saga da oltre sette milioni di copie ambientata nell’antica Grecia. La Universal Pictures ha acquistato i diritti di Dante’s Inferno per farne un film, convinta evidentemente che abbia tutte le carte in regola per diventare un fenomeno di massa.
Dante’s Inferno, prodotto da un colosso del calibro della Electronic Arts, è infatti un videogame. Un videogame ambizioso, per non dire azzardato, che vedrà la luce fra un anno. Perché quella fra giochi elettronici e letteratura è una frequentazione sporadica ma di lunga data, basti pensare a Alice ispirato all’opera di Lewis Carroll, eppure raramente si era arrivati a scomodare una figura del calibro di Dante. “Volevo fare qualcosa di molto cupo, qualcosa sull’oltretomba”, spiega con candore Jonathan Knight, a capo del progetto. “E non c’è nulla che abbia forgiato così profondamente il nostro immaginario sull’aldilà. E poi il modo di raccontare di Dante è vivido e dettagliato. Attenendosi alle sue descrizioni si ottiene un inferno perfetto. Anzi, l’inferno per eccellenza”. Peccato che il poeta fiorentino e il suo compagno di viaggio Virgilio non facciano altro che parlare e parlare, racconta Knight.
E si sa, i videogame che abbiano giocato con successo sul terreno della parola sono davvero pochi. Ecco perché, presi per buoni gli scenari e la discesa attraverso i nove gironi, il team della Electronic Arts ha deciso di prendersi qualche licenza. Elena di Troia, Cleopatra, papi, politici e demoni ci sono tutti o quasi. Così come il profilo inconfondibile di Dante. Il resto però è molto diverso. C’è un ruolo maggiore di Lucifero e il fatto che il nostro alter ego si fa largo a suon di fendenti assolvendo o punendo le anime dannate e affrontando demoni di stazza varia. Compreso un Caronte trasfigurato in una sorta di vascello vivente da Wayne Barlowe, illustratore noto a Hollywood che ha disegnato le creature di film come Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban e dei due Hellboy.
Per ora è stato mostrato solo il Limbo, nel quale Dante arriva fra combattimenti e crolli degni di un colossal. Chi sta lavorando al gioco del resto è il medesimo gruppo di persone che ha dato vita a Dead Space, videogame horror fantascientifico uscito a Natale che molto deve a pellicole come Alien e Event Horizon. “Ogni girone sarà molto diverso dagli altri”, continua Knight. “In particolare dal sesto in poi, quando dai peccati del corpo si passa a quelli della mente”. La vera fonte d’ispirazione è un altro videogame prodotto a partire dal 2005 dalla Sony. Le dinamiche di fondo assomigliano infatti pericolosamente a quelle di God of War, saga da oltre sette milioni di copie ambientata nell’antica Grecia. La Universal Pictures ha acquistato i diritti di Dante’s Inferno per farne un film, convinta evidentemente che abbia tutte le carte in regola per diventare un fenomeno di massa.
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