L’uomo che fece i guanti con Carnera
Oggi sto leggendo un libro particolare, scritto da un’attrice italiana di grande successo. Una donna affascinante che ha fatto impazzire molti uomini per il suo volto così armonioso e i suoi occhi colore del cielo. Non avrei mai cominciato a leggere questo libro, se di esso non mi avessero segnalato un interessante particolare che mi incuriosì. Uno scrittore di storie del pugilato Giuseppe Quercioli di Bologna mi disse tempo fa che l’attrice Dalila di Lazzaro aveva il padre che era stato un ottimo pugile durante il tempo di Carnera. Ma lo stesso mi confidò che aveva fatto delle ricerche specifiche su questo pugile, senza riuscire a trovare alcuna notizia. Un’altra persona mi aveva dato la stessa notizia trovata nel libro della Di Lazzaro e mi aveva fornito la fotocopia delle pagine relative alle notizie del padre pugile e alla sua amicizia con Carnera. L’attrice affermava che suo padre che era stato un ottimo pugile e che aveva vissuto accanto a Carnera un momento importante della boxe, attraverso alcuni incontri combattuti in terra francese. Veniva descritto un incontro che il manager aveva combinato affinche il padre dell’attrice perdesse contro un avversario di basso profilo. Un tempo nella boxe c’era una vera e propria organizzazione che gestiva il mondo delle scommesse. Il buon friulano di Udine non aveva accettato di finire al tappeto e forse aveva castigato più del dovuto l’avversario, mettendolo KO. Negli spogliatoi poi era scoppiata una furibonda lite e il pugile aveva conciato male il suo manager, talmente male che la polizia francese voleva arrestarlo . Questi era corso alla stazione ferroviaria per ritornare in Italia, ma venne inseguito dai gendarmi e ammanettato. Con uno scatto d’ira però riusciva a rompere le manette, recidendosi le vene dei polsi grazie alla sua forza carneriana. Liberatosi dalle manette salì sul treno e raggiunse il suo paese tanto amato. Letto l’episodio mi nacque la curiosità di conoscere qualche notizia ancora su questo atipico pugile, ma rimasi deluso. La Di Lazzaro descrive i momenti in cui suo padre si incollava davanti alla televisione a seguire gli incontri, che un tempo venivano trasmessi in diretta. La lettura era avvincente e mi prese come in un abbraccio. Mentre mi avvicinavo alla mia meta settimanale, la stazione di Gorizia, avevo divorato oltre la metà del testo. Ero entrato in un mondo che non conoscevo se non attraverso la televisione, o nei films interpretati dall’attrice. Una donna che ha attraversato la vita in mille modi, innalzata come una grande star, ma anche colpita da tempeste che avrebbero fatto vacillare la mente di chiunque. Ma lei ha saputo passare oltre, resistere alle tentazioni più estreme. Avviandosi verso una vita non priva di lotte e interessi umani che l’hanno portata a vivere intensamente oltre la carriera di attrice . Il legame con il figlio e la sua tragica morte occupano le pagine più toccanti. Ho ammirato il suo coraggio e sentii il desiderio di dare una carezza sulla guancia di questa donna coraggiosa e ringraziarla per aver permesso al lettore di conoscere quei segreti che dimorano in fondo al cuore di quelle persone che trascorrono la loro esistenza nel mondo del cinema e della televisione. Ho ammirato pure la sua penna delicata, senza farsi del male. Ricordando il dolore si tende a riviverlo, ma è un rischio che bisogna correre, perché non muore mai un uomo se il ricordo di chi gli ha dato la vita è grande. La vita di una persona è unica e irripetibile. Credo che lo stesso si possa dire della vita di questa donna. Scorrendo le pagine avrei voluto che il libro non finisse mai. Di tanto in tanto osservavo i viaggiatori e pensavo di essere diverso e più fortunato di loro perché stavo leggendo un libro che mi appassionava. Innamorato, del pugilato mi sarebbe piaciuto che l’attrice avesse potuto scrivere più a lungo di suo padre pugile e di tutto ciò che gli era accaduto, come l’incontro che ebbe con il grande Alì, pranzando alla sua tavola, assieme a Gianni Minà e ad altri personaggi del suo mondo di attrice. Se non sbaglio, in quel periodo Cassius Clay non aveva ancora conosciuto la malattia che lo avrebbe colpito. Chissà quali saranno stati i loro discorsi e quanta invidia avrà sentito il padre di Dalila che senza dubbio avrebbe desiderato essere pure a quella cena per stare con il grande e mitico Re del ring Cassius Clay. Forse al momento del congedo se si sarà fatta dare una foto con dedica per suo padre. Parla pure di una serata trascorsa con l’attore francese Alain Delon e insieme hanno assistito a un incontro di boxe, ma non nomina i pugili. Spero un giorno poterla incontrare perché mi parli delle avventure di suo padre pugile e dell’amicizia con Carnera.
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