Desperate wave
Torna la primavera, esami lontani: quale condizione migliore per evitare di fare lezione? Le belle giornate, la musica, i girotondi e le manifestazioni: questa “Onda” è poco credibile…
Dopo gli attacchi ai ragazzi di Azione Universitaria che volantinavano per la presentazione del libro apolitico della Fondazione Gabriele Sandri, rispunta lla fatidica Onda, che spasmodicamente cerca di far ricadere ancora l’attenzione su di sé. La manifestazione alla Sapienza di Roma di oggi, legata allo sciopero della Cgil, è finita con un lancio di scarpe e sanpietrini verso le forze dell’ordine, le quali non hanno esitato a rispondere, per cercare di superarne il cordone, che impediva ai manifestanti, meno di un centinaio, di uscire dall’Ateneo. Con l’allontanamento dalla città universitaria per raggiungere la manifestazione in piazza dei Santi Apostoli della Cgil, sarebbe stato violato il recente protocollo sulle manifestazioni pubbliche. L’accordo, firmato qualche giorno fa tra sindacati (compreso quello di Epifani), partiti e prefettura, nel rispetto degli articoli 16 e 17 della tanto decantata e amata Costituzione, limita gli scioperi a determinati percorsi, per agevolare la mobilità nella capitale dalle 2145 manifestazioni l’anno. Era quindi ovvio e sicuro che le forze dell’ordine non avrebbero mai permesso il corteo dall’università al centro. Ostinandosi a forzare il cordone, hanno provato la loro pura e semplice ricerca di attenzione: come volevasi dimostrare.
La protesta legata allo sciopero della Flc-Cgil «contro i tagli all’istruzione»
La Sapienza, tensione studenti-polizia Le forze dell’ordine vietano il corteo dell’Onda: cariche di alleggerimento. Lanci di oggetti dai manifestanti
ROMA - Tensione e scontri all’Università di Roma “La Sapienza”: gli studenti dell’Onda che avevano dato vita al corteo interno hanno tentato di uscire fuori dalla città universitaria, cercando di forzare il cordone di poliziotti e carabinieri e violando il recente protocollo sulle manifestazioni pubbliche. Le forze dell’ordine hanno caricato gli studenti respingendoli all’interno dell’ateneo. Alla carica i dimostranti hanno risposto con un lancio di oggetti, anche scarpe. Poi gli studenti sono rientrati nella città universitaria, mentre l’entrata principale dell’università in piazzale Aldo Moro è rimasta presidiata da polizia e carabinieri.
SASSAIOLA - Dopo circa mezz’ora, nuova carica verso gli studenti che tentavano di uscire in corteo fuori dall’ateneo romano da un accesso secondario dalla parte di via de Lollis. I dimostranti sono stati nuovamente respinti all’interno e hanno continuato il lancio di oggetti: scarpe, bottiglie e sanpietrini. Poco dopo, gli studenti hanno provato a violare il blocco attraverso le uscite che danno su viale Regina Elena. Qui circa 5 studenti hanno cominciato a lanciare sassi contro le forze dell’ordine, ma sono stati subito bloccati dagli altri colleghi. Quasi contemporaneamente, circa un centinaio di ragazzi hanno tentato di entrare nell’edificio del rettorato cercando di forzare i cancelli subito chiusi e sprangati dall’interno dal personale dell’ateneo romano. I manifestanti si sono poi riuniti sulla scalinata, davanti alla statua della Minerva, per un’assemblea.
LA PROTESTA - La manifestazione degli studenti è legata allo sciopero della Flc-Cgil «contro i tagli all’istruzione operati dal governo». Alla protesta della Sapienza hanno partecipato circa 3oo ragazzi, che hanno scandito gli slogan: «Blocchiamo tutto», «Sciopero, sciopero» e l’ormai immancabile «Noi la crisi non la paghiamo».
REAZIONI - Dopo gli scontri, l’Unione degli universitari ha diffuso un comunicato per affermare che «la violenza utilizzata dalla polizia nei confronti dei manifestanti della Sapienza è assolutamente ingiustificata. A tutti deve essere garantita la libertà di poter esprimere le proprie idee». Dal canto suo, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha lanciato «un invito alla calma e a disarmare qualsiasi tendenza alla violenza politica che sta creando problemi nelle nostre università».
Fonte: Corriere.it
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