Quattro anni nelle galere umanitarie dell’ONU senza incriminazione formale …… Se questo è il servizio che rendono alla giustizia, i tribunali internazionali andrebbero messi fuori legge ed i loro inquisitori inquisiti e messi sotto processo. La loro spocchia moralista fa venire il voltastomaco.
Ogni paese ha la sua strategia della tensione, quella libanese è pilotata dal vicino alla fronteria meridionale.
Con un po’ di buon senso i dubbi sulle responsabilità dell’attentato, affibbiate con tanta sicumera alla Siria, sono emersi da subito.
Complimenti ai buffoni della diplomazia occidentale, la loro ipocrisia si somma alla loro cecità politica (per di più volontaria e complice).
Un plauso anche ai media sempre pronti a propagandare le bugie del regime dominante.

BEIRUT - Il Tribunale internazionale per il Libano ha oggi ordinato il rilascio di quattro generali libanesi filo-siriani detenuti da quasi quattro anni perché ritenuti coinvolti nell’assassinio dell’ex premier libanese Rafik Hariri, e il movimento sciita Hezbollah ha subito festeggiato affermando che si tratta di una decisione che segna “la caduta” della maggioranza parlamentare filo-occidentale al potere a Beirut. Mentre il Tribunale (Tsl) annunciava nella sua sede all’Aja la decisione di liberare i generali Jamil al Sayyed, Raymond Azar, Ali al Hajj e Mustafa Hamdan, in varie zone della capitale libanese sono echeggiate raffiche di mitra e fuochi d’artificio sono stati sparati in segno di festeggiamento. “Questo è il giorno della caduta della coalizione che ha governato sulla base di invenzioni e menzogne”, ha affermato Hassan Fadlallah, uno dei 14 deputati di Hezbollah al parlamento libanese. “Abbiamo sempre detto che erano detenuti politici” ha aggiunto Fadlallah, il cui gruppo, che ha il sostegno di Siria e Iran, si prepara per vincere con i suoi alleati le elezioni del prossimo 7 giugno, in cui, secondo vari esperti, si profila un testa a testa con la coalizione avversaria. Saad Hariri, figlio ed erede politico dell’ex premier ucciso il 14 febbraio 2005 in un attentato in cui morirono anche altre 22 persone, ha dal canto suo dato “il benvenuto” alla decisione del Tsl, affermando però che essa “potrebbe scontentare molti libanesi”.

“Accolgo con favore ogni decisione del Tribunale sul caso dei quattro generali e ogni altro caso” ha detto Hariri, che guida la coalizione di maggioranza parlamentare ‘14 Marzo’, mentre allo stesso tempo i quattro generali, contro i quali non è mai stata formalizzata alcuna incriminazione, tornavano alle loro case osannati da una folla di alti funzionari di Hezbollah e altri gruppi, che con l’occasione hanno fustigato il sistema giudiziario libanese. I quattro generali erano pilastri della sicurezza nazionale quando il Libano era sotto la ‘pax siriana’, andata avanti per 29 anni e terminata alcuni mesi dopo la morte di Hariri. Un crimine per il quale suo figlio Saad e molti altri hanno puntato il dito contro i servizi di sicurezza libanesi e siriani, così come un’indagine condotta da una commissione dell’Onu. Damasco ha però sin da subito negato ogni coinvolgimento, mentre i quattro generali furono arrestati su richiesta del primo capo della commissione dell’Onu, Detlev Mehlis. Nei mesi successivi, le forze antisiriane cavalcarono l’onda della collera popolare, fino a vincere la maggioranza parlamentare alle elezioni del 2005. Ora, il rilascio dei quattro generali viene visto come una nuova sconfitta per le forze del ‘14 Marzo’, che dal 2006 sono già state costrette a fare concessioni politiche significative all’opposizione: come la rinuncia al proprio candidato all’ elezione presidenziale e l’assenso alla formazione di un governo di “unità nazionale”.

fonte ansa.it

Se sei nuovo, iscriviti al Feed RSS. Grazie per la visita!