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Gay serenissimi

23 Aprile 2009 da Redazione

Per concludere la triade degli ultimi articoli, ecco cosa mancava: una bella notizia sui gay. Finalmente si possono sposare anche in Italia, a Venezia in particolare…Da Alberto Sordi che rimorchiava le svedesi in gondola, alle nozze con Grillini ospite d’eccezione…la Serenissima cambia sponda…

Il matrimonio gay è legittimo e un’amministrazione comunale non può rifiutarne le pubblicazioni. Lo stabilisce il tribunale di Venezia interpellato da una coppia di omosessuali. I giudici rimandano poi il caso alla Corte Costituzionale, chiedendo di dichiarare l’illegittimità di alcuni articoli del codice civile che ostacolerebbero le nozze tra persone dello stesso sesso. Per Franco Grillini, presidente di Gaynet, è una “decisione storica”.

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Un po’ strettini

23 Aprile 2009 da Redazione

Ecco cos’e’ la globalizzazione, il mondo globale, l’immigrazione e l’integrazione: 37 persone in 12 metri quadrati.

(ANSA) - MILANO, 22 APR - Un appartamento che ospitava ben 37 persone in soli 12 metri quadrati e’ stato scoperto dalla polizia nella cosiddetta Chinatown milanese. Il titolare del contratto di affitto, un cinese, e’ stato denunciato per sfruttamento dell’ immigrazione clandestina. A individuare l’appartamento, che si trova in via Rosmini, nel cuore del quartiere cinese, sono stati i poliziotti di quartiere del commissariato Sempione. Nell’angusto locale, all’ultimo piano, erano stati ricavati diversi soppalchi.

Lo zingaro felice

22 Aprile 2009 da Redazione

Il GF, specchio della societa’ moderna, porta alla vittoria  quest’anno il rom integrato. C’e’ tutto lo spirito made in Usa: il riscatto sociale, l’integrazione multirazziale, e siamo tutti piu’ felici e contenti…

Immigrato su un gommone, oggi cuoco, trionfa nel barnum del padre di tutti i reality tricolori. Tra critiche feroci, audience, sperticati elogi, voyuerismo live o in abbonamento a seconda del canale satellitare che fruga nelle stanze del “GF”, il programmone reality chiude l’edizione del 2009 e laurea vincitore un italiano di quarta generazione, appunto l’immigrato montenegrino. messaggio d auno su mille ce la fa? Combinazione del caso o del marketing che trionfi proprio nel giorno del dramma del Pinar il cui equipaggio di piccoli grandi eroi a Lampedura è accolto solo dagli applausi di alcuni residenti e volontari, nell’assenza e silenzio assordante delle istituzioni?

Fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/italia_e_mondo/2009/04/21/1202234724399-da-gommone-gf-ferdi-vince-l-edizione-2009.shtml

Discorso di Ahmadinejad - DURBAN II

22 Aprile 2009 da Redazione

Quello che segue è il discorso che il Presidente Iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha tenuto il 20 aprile alla conferenza sul  razzismo Durban II, tenutasi a Ginevra.

Signor Presidente, onorevole Segretario Generale delle Nazioni Unite, onorevole Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Signore e Signori:

Siamo qui riuniti per il proseguimento della conferenza di Durban contro il razzismo e la discriminazione razziale, per elaborare metodi pratici da adottare nelle nostre sacre campagne umanitarie.

Nel corso dei secoli trascorsi, l’umanità ha attraversato enormi sofferenze e dolori. Durante l’epoca medievale, filosofi e scienziati venivano condannati a morte. Poi seguì un periodo di schiavitù e di commercio degli schiavi. Milioni di persone innocenti vennero catturate, separate dalle loro famiglie, dai loro cari, per essere condotte in Europa e in America nelle condizioni peggiori. Si trattò di un periodo buio, fatto di occupazioni, saccheggi e massacri ai danni di quelle persone innocenti. Continua a leggere »

Domenica 19 Aprile - Missione alla Fondazione RSI

22 Aprile 2009 da Redazione
La Delegazione Romana della Fondazione RSI e i militanti della Comunità di Raido sono state presenti all’incontro tenutosi presso la sede dell’istituto a Terranuova Bracciolini (AR) domenica 19 Aprile. La sala conferenze dell’Istituto ha accolto molti rappresentati delle delegazioni di tutta Italia, che hanno potuto partecipare a tutti gli argomenti messi in ordine del giorno ed illustrati dal presidente Ingegner Conti.
In particolare è stata presentata la nuova sezione ligure del’Istituto e la delegazione romana ha fatto il punto sulle attività svolte e da svolgere nel breve periodo. E’ stato votato la Statuto e l’organigramma della Fondazione RSI ed abbiamo l’onore di segnalare che due membri della comunità di Raido sono stati eletti nel collegio dei probiviri.
A seguire, l’intervento del Professor Oreste Foppiani ha portato nuovi spunti di riflessione e nuovi elementi, per delineare la situazione giuridico amministrativa degli internati Italiani post 8 di settembre, sia nei campi di prigionia Tedeschi, sia in quelli anglo-americani.
http://aurhelio.blogspot.com

21 Aprile Natale di Roma

21 Aprile 2009 da Redazione

Non è nostra intenzione ricordare semplici date o avvenimenti storici, ma focalizzare l’attenzione sull’essenza della Romanitas, che è innanzitutto visione del mondo e stile di vita, realtà che in ogni tempo permettono all’uomo di poter realizzare un’esperienza sacra. Le moderne ricerche archeologiche e filologiche spesso si sono fermate allo studio di rovine, alle elaborazioni di testi o alle ricostruzioni di avvenimenti storici, imbalsamando l’essenza della romanità e privandola di quanto ancora oggi è vivo

La civiltà romana è un insieme di valori divenuti realtà e organizzazione politica, virtù creatrice dello spirito e complesso dinamico di realtà etiche, sforzo omogeneo ispirato ad un ideale consapevole che si fonda sulla tensione agonistica della volontà.
Un’azione creatrice che ha costituito un’armonia e una sintesi tra vita e cultura, una tensione eroica, religiosa ed ideale che ha dominato la realtà, traducendosi nell’elevazione degli uomini e dei popoli.

Nel riaffermare la nostra adesione ai principi che caratterizzano l’universalità di Roma, in occasione della sua fondazione, non ci si può esonerare dal sottolineare innanzi tutto la nostra estraneità verso qualsiasi sentimento nostalgico.
Ogni nostro riferimento a Roma, alla civiltà romana, allo stile e all’etica che hanno contraddistinto l’uomo romano, è privo totalmente di nostalgia.
La nostalgia, il riferirsi alle vestigia dell’Aeternitas Romae, è un sentimento “incapacitante”, che non porta a nulla anzi, nella migliore delle ipotesi, rappresenta uno sbandamento dell’anima, che conduce all’inerzia e all’archeologia.
In questo 21 aprile, dinanzi al millennio che si chiude ed al nuovo che si affaccia, Raido contro ogni ideologia riafferma la sua fedeltà al mondo della Tradizione e a Roma.
Si è coscienti del fatto che oggi Roma è diventata solo una informe megalopoli affogata dai liquami della società moderna, un teatrino di ruderi di una ex capitale di un antico impero (rimessi a nuovo per il trascorso giubileo), questo non ci spaventa affatto. Roma è stata, è e rimarrà il preciso punto focale di un tempo e di uno spazio e di una visione sacra per l’uomo, che nulla può confondere con i volgari sedimenti che sopra di essa sono stati depositati.
Fino a quando Roma – omphalos mundi – non ritornerà ad essere il collegamento tra le forze di luce del cielo e quelle della terra, il mondo non vedrà il riscatto dell’uomo, ma solo sciagure e ingiustizie, frutto dell’allontanarsi dal Sacro.Roma è il simbolo, è il cardine, fisso ed eterno, lontano dal quale vi sono solo le tenebre della civilizzazione, il disorientamento e la barbarie.
È solo attraverso questo simbolo, da vivificare quotidianamente nella propria esistenza, che il militante della Tradizione potrà recuperare equilibrio e stabilità.
Al tempo stesso, per mezzo dei valori incarnati dall’uomo romano – il Vir – il giovane combattente dello Spirito “buca” i secoli e riafferma con la propria esistenza e quella della sua comunità la volontà di riconvertire alla normalità questa civilizzazione moderna al suo massimo grado di decadenza. Il mondo attuale può e sarà sostituito da una civiltà Tradizionale.
Rimaniamo quindi fedeli all’eredità dei nostri antichi padri e resistiamo interiormente alla marea montante, fedeli con coraggio, sacrificio, a volte con dolore, ma sempre con gioia, all’esempio di Roma eterna e ad i suoi Valori.
Questi valori, risiedono nel binomio Vis et Amor, forza ed amore, elementi essenziali, dotati di una potenza irriducibile a qualsiasi mistificazione moderna.
È per tutto ciò che riteniamo che una rinascita visibile della eternità di Roma dipenda esclusivamente dalla capacità di far rivivere in noi stessi, il mistero della nascita di Roma, una nascita e una grandezza che si può concordare in ambito storico e geografico, ma che si pone per la sua profondità ben aldilà di essi. Essa può collocarsi per la sua peculiarità sia in via metastorica, che mitica.
Il Mito è sempre presente in istante della nostra vita, perché si pone al di sopra della storia e sta a noi farlo rivivere in ogni momento della nostra giornata. È nostro compito dunque, farlo riemergere dai nostri cuori con prorompenza in ogni nostro atto, per l’affermazione della Tradizione contro la falsità della realtà che ci circonda.
È proprio il destino ineluttabile della forza di Roma che fa vivere in sé la battaglia interiore, quella di forze tra loro opposte che vede da una parte quelle della luce vivificante e dall’altra quelle mortifere della tenebra.
Anche per questo 21 aprile non intendiamo abdicare dinanzi ai tentativi di stritolamento della moderna società dei consumi e rimaniamo indifferenti alle lusinghe di un mondo totalmente falso fin dalle sue fondamenta.
Sappiamo bene, che dinanzi ai militanti della Tradizione il potere mondialista abbassa la maschera per mostrare il suo vero volto, osceno e criminale, poiché non tollera la resistenza delle comunità tradizionali. Il militante della Tradizione, riconosce in Roma e nello stile romano, la propria aspirazione più profonda e originaria, può capitare di sentirsi a disagio, ma non è mai spaventato, vinto o addirittura “convertito”.
Nonostante ogni giorno qualcuno con le sue lusinghe ci faccia credere di essere ricchi ed importanti, così da recitare la nostra parte assegnata da loro signori. Può essere che qualcuno in questa parte ci si identifichi e si creda realizzato nel lavoro, nella società avendo a disposizione soldi, macchine e ogni altra comodità.
Per noi questi sono e restano strumenti, niente altro.
Questa società non ci rappresenta, è solo una oscura diatriba tra mercanti e plebei.
È per tutto questo, e per molto altro ancora che non può essere esposto in un semplice articolo, che rimaniamo fedeli all’Universalità di Roma. Siamo coscienti che se la degenerazione dell’uomo occidentale è iniziata con il venir meno della centralità dell’idea di Roma, solo il restaurarsi della Tradizione romana consentirà il rifiorire della civiltà. Perché là dove c’è Roma c’è l’Impero, l’Ordine, la Gerarchia, la Virtù ed il Rito, e lì vogliamo essere anche noi. Noi con i nostri cuori ardenti che portano in sé quell’Orma, donata dall’Amore che ha fatto germogliare quel Ramo dall’albero della Tradizione primordiale chiamato Roma.

Comunità Militante Raido

Il “male assoluto” resta in piedi

20 Aprile 2009 da Redazione

segnaliamo l’articolo di Miska Ruggeri a pag 10 di “Libero” del  16 aprile. Il titolo è “I palazzi integri. Giù città vecchia e nuova. In piedi quella fascista. All’Aquila sono crollati edifici antichi e recenti. Quelli del Ventennio invece hanno resistito: dalle case statali dell’Incis alla Chiesa di Cristo Re.”

Dopo aver ricordato come abbiano resistito, non solo quelli citati nel titolo, ma praticamente tutti gli edifici realizzati negli anni Trenta, fra i quali, citando a caso, la vecchia sede dell’Isef (ex Gil), la sede della Carispaq, la palazzina ove ha sede la redazione de “Il Messaggero”, la Piscina Comunale coperta tuttora intitolata ad “Adelchi Serena” (fu Podestà dell’Aquila, quindi Vicesegretario nazionale del PNF e successivamente Ministro dei Lavori Pubblici), l’intero quartiere della Banca d’Italia realizzato per i dipendenti delle Officine Carte e Valori ecc, l’articolo conclude:”Sotto il Regime, evidentemente, i controlli funzionavano e le cose erano fatte per durare. Non solo i luoghi istituzionali, ma anche le abitazioni destinate ai semplici cittadini.”

Ecco il Natale di Roma… ai nostri giorni

20 Aprile 2009 da Redazione

Riccardo Minetti [In memoriam]

20 Aprile 2009 da Redazione

In memoria di Riccardo Minetti
20 Aprile 1978-2009
Roma
arrestato dopo scontri con le Forze dell’Ordine durante un funerale. Fu trovato morto in cella subito dopo, in circostanze poco chiare. Come al solito, si parlò subito di suicidio…

L’etica [comunista] di Napolitano

20 Aprile 2009 da Redazione

Non deve venircelo a dire un uomo che nel lontano 1956 appoggiava la repressione sovietica in Ungheria, che l’Italia, e in generale tutto il mondo occidentale, muore di carenza di valori spirituali ed etici. “I comportamenti dettati da avidità, dalla sete di ricchezza e di potere, dal disprezzo dell’interesse generale e dall’ignoranza di valori elementari di giustizia e di solidarietà” sono frutto di agitamenti e lotte di componenti politiche, da cui di certo non può essere escluso il vecchio Pci. Anche se con cautela bisogna attenderne gli accertamenti giudiziari, quello che è accaduto a L’Aquila rappresenta una conseguenza di tali atteggiamenti, che sono all’ordine del giorno su tutto il territorio nazionale: è tra il tecnico e il subappaltatore, l’ingegnere e il collaudatore, nonché il cattivo e corrotto governatore di turno, che vanno rintracciati coloro che hanno responsabilità per quanto accaduto. Perché, come è stato ricordato in settimana, “non sono i terremoti che uccidono; il terremoto è un fenomeno naturale, come i vulcani e la pioggia: è l’uomo che uccide, perché costruisce come non dovrebbe laddove si sa che ci sono i terremoti”. Le responsabilità di tali persone sono gravi e punibili come quelle di coloro che poco più di 50 anni fa permisero le repressioni violente in Ungheria.

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Dall’aquila imperiale alla bandiera rossa

19 Aprile 2009 da Redazione

La tragica vicenda degli esuli russi attraverso le memorie del generale Krassnoff

«“La storia di un solo individuo non potrebbe esser modificata;” pensava Sablin “come potrebbero “essi” dunque sopprimere la storia degli zar di Mosca e degl’imperatori di Russia? (…) Di generazione in generazione abbiamo fedelmente servito lo zar, senza mai venir meno al nostro dovere; e potremmo abbandonarlo oggi? (…) Come se fosse in punto di morte, Sablin vide passarsi davanti agli occhi tutta la sua esistenza sotto l’egida dell’aquila imperiale. Tutto ciò gli apparteneva, tutto ciò non poteva perire. “No, l’aquila imperiale non è morta,” pensò Sablin “volerà ancora sopra la terra russa.”»

P. N. Krassnoff, Dall’aquila imperiale alla bandiera rossa, Salani, Firenze 1941, pp. 523-24.

di Emilio Del Bel Belluz
Qualche tempo fa mi recai a Parigi per una breve vacanza. Richiamato dalle luci sfavillanti di un negozio di antiquariato, mi fermai a lungo a sfogliare un volume che si rivelò subito estremamente interessante. Era De l’aigle impérial au drapeau rouge (Dall’aquila imperiale alla bandiera rossa), un libro del generale P. N. Krassnoff, in un’edizione francese del 1926. Trattai col negoziante patteggiando sul prezzo, fino a quando giungemmo ad un accordo soddisfacente. Felice di aver fatto un buon affare, uscii dal negozio con il libro sottobraccio. All’interno notai subito una cartolina sgualcita e ingiallita dal tempo: un’immagine della famiglia dello zar che recava sul retro una data e alcune frasi in francese poco decifrabili.

Quella cartolina raffigurante lo zar Nicola II, l’imperatrice Alessandra Alice d’assia, le principesse e il principe ereditario era stata evidentemente conservata da qualche simpatizzante della causa degli zar. Conoscevo bene le tristi vicende degli esuli russi, e mi tornarono alla mente le parole consacrate in un libro di memorie dello scrittore Raimondo Collino Pansa all’epoca in cui si trovava a Berlino. Per l’aristocrazia russa la Berlino del ‘21-‘23 era una delle mete principali nella sua fuga dalla patria divenuta ormai ostile. Ma non solo Berlino. Anche Parigi era un luogo di rifugio. Scrive Raimondo Collino Pansa: “Per il collasso della repubblica zarista, per l’incertezza politica delle nazioni sorte dal disfacimento dell’impero austroungarico per il basso costo della vita (per chi fosse fornito di valuta pregiata), per le nuove correnti di pensiero affiorate dopo il crollo del sogno egemonico degli Hohenzollern [Berlino] era divenuta il più vivace centro culturale d’Europa e si comprende. Berlino era per così dire il crogiolo in cui si fondevano concetti, teorie, aspirazioni di tutta l’Europa centrale. L’impero asburgico era stato frantumato. La Russia degli zar crollata. Dalla Russia principi, borghesi, ricchi, nobili feudatari, fuggivano verso la Germania che era rimasta sola, salda, intatta nello spezzettamento europeo malgrado la tremenda sconfitta. Verso Berlino le intelligenze slave cercavano scampo dall’oppressione bolscevica, come tanti anni prima, all’inizio del secolo, avevano cercato asilo a Parigi, contro l’oppressione zarista chi era stato ricco a Mosca e a Pietroburgo, ed aveva potuto attraversare le frontiere con un manciata di gioielli, ora si stava rifacendo una vita nella capitale tedesca”. In quel tempo i principi, i generali che erano fuggiti dalla Russia bolscevica, a Parigi come a Berlino si erano adatti a fare qualsiasi mestiere. E tutti coloro che erano fuggiti, nobili ufficiali o semplici soldati, a Parigi come a Berlino, non avevano mai dimenticato la figura del loro imperatore trucidato con la famiglia in nel lontano 15 luglio del 1917.

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Il Natale di Roma in diretta streaming

18 Aprile 2009 da Redazione

Anche per quest’occasione, viene riproposto il servizio diretta video streaming, pensato apposta per chi e’ impossibilitato a raggiungere Roma.

Seguire la conferenza da casa e’ semplicissimo:

Bastera’ collegarsi poco prima dell’inizio conferenza (previsto per le 18,30) al seguente indirizzo:

http://www.ustream.tv/channel/il-natale-di-roma

L’evento e’ raggiungibile anche dalla Home Page:

url user: http://www.ustream.tv/Raido

Roma citta’ sacra

18 Aprile 2009 da Redazione

Gli storici del nostro tempo affermano che Roma abbia conquistato il mondo per concorsi di fortune, e per un buon addestramento militare, senza riconoscergli il collegamento e la custodia di “forze invisibili”. L’uomo romano non era solo un soldato, ogni sua Azione era rivolta ad un principio di natura divina. Il Romano, innanzitutto, allacciò un contatto con il sacro, ristabilendo così l’ordine e l’autorità, volgendo primariamente l’attenzione alla formazione interiore. Roma diventò grande grazie a tale collegamento che destò nel suo Stato e nell’auctoritas che ne gestiva le leggi, un organismo integrale e perfetto.

Ogni azione, gesto o avvenimento non era che una lucida affermazione di fedeltà nei confronti dei principi sacri. Come ogni essere umano vive per effetto delle pulsazioni del suo cuore, ogni stato è vivo grazie alle leggi amministrate dal suo capo, colui che è tramite tra cielo e terra. Nello Stato romano era ben chiara la funzione di colui che aveva la qualità di Capo. Egli è il simbolo ed il tutore della legge, già Aristotele ebbe a dire “coloro che, per essere essi stessi la legge, non hanno legge”. L’esempio dello Stato romano non deve essere letto, raccontato o scritto come qualcosa di morto o di inricostruibile, le sue Leggi dettate dal divino, sono sacre, immutabili ed universali: l’uomo può farle proprie in ogni tempo. Occorre, quindi, reagire interiormente perché solo in questo modo si può alimentare il fuoco sacro a cui Roma fece riferimento e in cui noi ancora oggi vogliamo riconoscerci.

Ugo Venturini [In memoriam]

18 Aprile 2009 da Redazione

In memoria di Ugo Venturini
18 Aprile 1970-2009
Genova
colpito alla testa da un sasso lanciato dai rossi durante un comizio

Aiuti per l’Abruzzo [aggiornamento 17 aprile]

17 Aprile 2009 da Redazione

Ieri siamo entrati direttamente in contatto con il sindaco di Villa Sant’Angelo, un piccolo paese in provincia de L’Aquila colpito dal terremoto, che ha visto morire 17 persone. Abbiamo offerto il nostro aiuto: per ora viveri e vestiti ce ne sono, l’emergenza da questo punto di vista e’ coperta. Manchera’, alla popolazione, tornare alla vita normale, alla quotidianita’.

Per questo, il sindaco ci ha proposto di offrire un programma culturale e d’intrattenimento che possa alleviare il dramma della gente del paese.
Lunedi’ prossimo altro incontro, per definire un calendario d’eventi e un programma piu’ dettagliato.
La solidarieta’ ha mille volti, e anche questi aspetti rivestono un’importanza non secondaria.
Vi terremo aggiornati.

La raccolta materiale (vestiario nuovo e viveri) e fondi - teniamo a sottolinearlo - continua: l’emergenza e’ stata coperta, e’ vero, ma tra un mese non e’ detto che non ci sia bisogno di altro materiale e di soldi. Vi aspettiamo numerosi.

Show must go on

16 Aprile 2009 da Redazione

“Fermate il calcio, fermate gli spettacoli comici e il Grande Fratello!” – “Basta con queste sceneggiate, c’è gente che è morta”: queste e altre le grida che si alzano in questi giorni. Mentre si scava fra le macerie che continuano a tremare. Ma la televisione continua. E anzi recupera ascoltatori, sempre più interessati all’emergenza in Abruzzo.

Ora capisco che è il tempo di cercare di analizzare con lucidità il dramma di questi giorni, liberandomi dalle emotività sfuggevoli e passeggere. E la domanda si insinua nella mia mente: è davvero giusto che tv, calcio, fattorie e grandi fratelli sospendano il loro corso? Veramente quella è una misura opportuna? Penso di andare controtendenza, di dire qualcosa di insolito, ma una tragedia come questa vuole solo concretezza e sincerità nei comportamenti.

Non devono fermarsi, devono andare avanti.

Probabilmente, in un contesto di umanità e serena solidarietà, sarebbe anche giusto sospendere questi spettacoli. Il silenzio e il rispetto, nel lutto consapevole di una nazione ancora legata a principi e valori eterni sono assolutamente necessari.

Ma in un mondo come quello moderno, in questa Italia senza colore, dove tutti da un momento all’altro sono angeli ed eroi, ma dopo domani saranno soli e dimenticati, dove con le lacrime della gente si beve alla salute del profitto, dove l’audience e lo share delle edizioni straordinarie dei TG sono fiori all’occhiello, che vadano avanti questi burattini e questi pagliacci! Continuino pure con le loro interviste shock, con i loro scoop e le fotografie di ragazzini rimasti sotto le macerie. Vada avanti il calcio, che tanto il cuore l’ha venduto coi diritti di trasmissione e vadano con lui i giocatori, i professionisti.

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