Richiamo del Pontefice che colpisce il segno: l’uomo moderno incarna la figura della mitologia greca del titano Prometeo, che si impossessò del fuoco contro il volere di Zeus; difatti credendo di dominare le energie del cosmo, l’uomo d’oggi “afferma se stesso come dio e trasforma il mondo escludendo o addirittura rifiutando il Creatore, nelle sue mani il Fuoco e le sue enormi potenzialità diventano pericolosi e possono ritorcersi contro l’umanità stessa, come dimostra purtroppo la storia: a perenne monito rimangono le tragedie di Hiroshima e Nagasaki, dove l’energia atomica, utilizzata per scopi bellici, ha finito per seminare morte in proporzioni inaudite”.

Non possiamo che sottoscrivere le parole di Benedetto XVI, che con estrema semplicità critica l’inquinamento spirituale moderno e la titanica follia materialista, di cui esempio furono le ricordate Hiroshima e Nagasaki, e avverte il rischio della Chiesa Cattolica di divenire una “sorta di agenzia umanitaria”.

Caratteristica predominante nell’uomo moderno è la rivolta titanica, “l’atteggiamento di insofferenza e di ribellione verso l’ordine divino che è legge e limite. Nell’ambito guerriero, figura antitetica è quella dell’eroe che combatte e muore per riaffermare l’ordine divino, opposta “all’atteggiamento titanico che disconosce la gerarchia e mina il percorso per l’ascesa al cielo”. “Il titano è la materia prima dell’eroe, entrambi appartengono allo stesso ceppo guerriero, alla stessa avventura trascendente che nel titano abortisce e nel guerriero si realizza”.

Tratto da “Quaderno n. 1 – Il mondo della Tradizione” Raido (ultime 3 righe)

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