Milano 12-13 Giugno [Resoconto]

Il concerto

Venerdì, ora di pranzo, due macchine partono, con destinazione Milano, per portare gli Imperium e alcuni militanti di Raido alla prima serata della due giorni organizzata dai ragazzi di Cuore Nero. C’è chi ha appena staccato dal lavoro e chi s’è preso le ferie: ma tutto questo non importa perché la testa è già al concerto che c’attende al nostro arrivo. Il viaggio è lungo ma come sempre in queste occasioni, le ore passano veloci. Arrivati a destinazione, in via Pareto, siamo accolti dai ragazzi di Cuore Ner

o, sistemiamo le nostre cose e tra un soundcheck e l’allestimento del nostro banchetto librario siamo subito pronti . L’affluenza, nel ristorante adibito a luogo da concerto, è importante: si conteranno, alla fine, circa 150 presenze.
L’introduzione alla serata è affidata a Guido Giraudo, instancabile militante, e punto di riferimento per tanti giovani del territorio lombardo. Nell’introdurre la serata, Guido ha ribadito l’importanza della musica per il nostro ambiente, soprattutto come mezzo di comunicazione per fornire stimoli al miglioramento per tutti, soprattutto per i più giovani.
Finita l’introduzione si comincia subito a suonare. Apre le danze il bravissimo Skoll, che tra cori del pubblico e cover di vecchi inni della musica alternativa – oltre alle sue canzoni, soprattutto dell’ultimo lavoro (Il segreto di lacedemone) – trascina i presenti in un’ora di ottima musica, accompagnato dalla sua chitarra acustica e dalle tastiere. Gran succes

so soprattutto per “Vandea” di Massimo Morsello e per “Roma”, dei 270bis. Chiude, come solitamente fa nei suoi concerti, con “Amici del Vento”, cantata in coro da tutti.

Seguono gli Imperium, in formazione acustica con due chitarre e il basso. Baldo, Fabian e Benedetto. La scaletta prevede le loro migliori canzoni (dal cd Vita est militia), e i classici di Morsello, come “Léon Degrelle”, e dei Diapason, come “Belfast”. Ma la sorpresa è dietro l’angolo, e con “Il nastro rosa” di Lucio Battisti – già riproposta altre volte e che, come in passato, ha riscosso un gran successo – anche stavolta la si canta tutti insieme, a riprova d’una atmosfera distesa e di sano divertimento.

In totale quasi tre ore di ottima musica, concluse da 5 brani cantati insieme dai due gruppi, con Skoll alla voce che ha chiuso, insieme agli altri, con “Nostri canti assassini”. Inutile dire che occasioni come queste, ove potersi ritrovare e conoscer

e militanti e realtà separate da centinaia di kilometri, dovrebbero ripetersi più spesso…noi ci saremo.

Il Campo X

Il sabato mattina, dopo un breve riposo, si fa tappa a Spazio Ritter per incontrare altre realtà militanti lombarde, e visitare la fornitissima libreria di via Maiocchi. Dopo il pranzo con i ragazzi delle realtà convenute, ci dirigiamo al Campo X, sito nel cimitero del Musocco. Il Campo X, ribattezzato “Campo dell’Onore”, non è un luogo qualunque. E’ uno spazio particolare, dove sono raccolte le tombe dei caduti fascisti, militari ma anche civili, uccisi soprattutto nei giorni terribili prossimi al 25 aprile 1945, quando la belva rossa fu lasciata libera di sfogare tutta la sua brutalità omicida. Il luogo, tenuto magnificamente, è il frutto degli sforzi dei sopravvissuti, che tanto s’impegnarono e si spesero affinché questi caduti – tra i quali molti “ignoti” senza nome – potessero avere degna sepoltura. A tanti anni di distanza, questa spicchio di terra, è custodito splendidamente da una signora che giornalmente si prende cura dei giardini e della pulizia del posto con un amore davvero esemplare. Senza nulla chiedere in cambio, questa donna dona loro amore, e non possiamo non esser certi che lo spirito di questi martiri la aiuti nelle difficoltà della vita di tutti i giorni, come candidamente è lei stessa ad ammettere. Anche questa è “continuità ideale”: e non è un caso che diverse realtà lombarde concorrano proprio nell’assicurare un impegno comune per la manutenzione e la gestione di questo posto così suggestivo.

…Dopo aver salutato i ragazzi che c’hanno ospitato ed accolto, ripartiamo per Roma con maggior consapevolezza della nostra storia: d’una storia che dobbiamo esser capaci di difendere, oggi e domani, come l’esempio dei martiri del Campo X è li a dimostrarci. Il resto sta solo a noi.

Foto CampoX: controstoria.it