Un mercato che non conosce ribassi

31 Luglio 2009 da Redazione

Sempre in tema di frodi e truffe….stavolta in un ambito se vogliamo piu’ grave,  quello finanziario…e con i ministri che non intervengono come ha fatto la Brambilla coi turisti giapponesi…

Le frodi finanziarie in Usa dal 1997 al 2008

Truffe e beffe

31 Luglio 2009 da Redazione
Il gesto del ministro italiano è apprezzabile, lo stile del turista giapponese impeccabile.

Del danno al turismo italiano si dovrebbe chiedere conto al farabutto gestore del ristorante che andrebbe spedito in galera per il danno d’immagine recato alla nazione.
E tutti i sui beni dovrebbero essere venduti all’asta distribuendo i proventi agli esercenti che stanno pagando lo scotto del calo di turismo giapponese.

Forse non tutti sanno che la truffa del ristorante Passetto ha avuto l’onore delle prime pagine sui giornali nipponici con conseguente impatto negativo sull’afflusso di visitatori giapponesi (di solito ben inclini a spendere).

Sicuramente molti ospiti del Sol Levante si sono stufati delle vessazioni dei grassatori nostrani (che si credono pure furbi quando gonfiano il conto del ristorante o del taxi facendo deviazioni ed allungamenti di percorso immotivati). Tutti i turisti serviti male da gente maleducata no torneranno volentieri in Italia e se hanno subito qualche fregatura non aspettiamoci che parlino bene del “Bel Paese”

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E il “tesoro” si trasforma in “perdita”

30 Luglio 2009 da Redazione

“Un antico motto latino diceva che l’amico si riconosce nell’incerta fortuna. Deve averlo capito anche il fondatore di Microsoft, la cui fortuna sembra, al momento, più certa che mai. E dunque è fatale che non riconosca più i veri dai falsi “amici”, tra i diecimila utenti di Facebook che gli si propongono come tali. “Non riesco più a gestire il mio profilo…Se non stiamo attenti le tecnologie possono trasformarsi in una perdita di tempo”, ha detto Bill Gates. Se solo si ritornasse all’etimologia delle parole, risulterebbe tutto un ridicolo non-sense. Pensate: “Non riesco a gestire il mio profilo”. Gestire? Profilo? E poi: amici uguale perdita di tempo? Questa imprevista – come chiamarla? – impasse emotiva del principe del foro (del forum) digitale (con annessa fuga all’inglese) potrebbe almeno indurci a riflettere sul valore delle parole: spacciate per vere quando invece sono palesemente false (le parole stesse, prima ancora di quel che indicano).

C’era un tempo (senza perdite) in cui “amicizia” era una parola nobile: “Chi trova un amico trova un tesoro”, sta scritto nell’Ecclesiaste. E chi trova un amico in Facebook, che cosa trova? Perdita di tempo? Un amico, figurarsi diecimila. Diecimila tesori? Ma per carità! Diecimila amici uguale zero, solitudine abissale più che perdita di tempo.

Anche solo sentendoci parlare, gli antichi ci prenderebbero per pazzi. Nel vero senso della parola.”

Di Paolo Di Stefano, Corriere della Sera

Martedì 28 Luglio 2009

Boicotta!

29 Luglio 2009 da Redazione

L’atleta iraniano Mohammad Alirezaei non si è presentanto nell’ultima batteria dei 50 metri rana ai mondiali di nuoto di Roma. Secondo i media israeliani avrebbe così boicottato la gara per la presenza di un avversario israeliano, Michael Malul. Già a Pechino il nuotatore non aveva accettato di gareggiare nella stessa batteria dell’israeliano Tom Beeri, adducendo un mal di pancia. A Roma, invece, Alirezaei non ha giustificato l’assenza.

Auguri al Capitano!

29 Luglio 2009 da Redazione

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Pandemia?

28 Luglio 2009 da Redazione

INFLUENZE

sottili, occulte e letterali

scritto da Orientamenti & Ricerca - venerdì 24 luglio 2009 10:22

Giusto per informazione: se guardate l’elenco dei partecipanti al Bilderberg di Atene sapete tra gli altri chi c’è?

Daniel L. Vasella, Switzerland (Chairman of the Board and Chief Executive Officer at Novartis AG) , e l’affaire influenzale sfiora appena i dieci miliardi di dollarucci.

Il Time Magazine, nel 2004, lo aveva classificato fra le cento persone più influenti del mondo; e dall’influenza esercitata sul prossimo a quella imposta al prossimo evidentemente il passo è assai breve, n’est ce pas?

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L’onnipotente Goldman Sachs

28 Luglio 2009 da Redazione

Tra ex dipendenti che rubano software proprietari segretissimi e super performanti alla Goldman Sachs, trimestrali che fanno invidia a tutte le altre banche, TARP I, TARP II e Rolling Stone pare che tutto il mondo sia interessato ai gossip che circolano sull’istituto d’investimenti ieri, commerciale oggi, attraverso una velocissima operazione di cambio d’abito. A stupire più di tutto è un articolo apparso sulla rivista Rolling Stone a firma dell’arrembante cronista Matt Taibbi (in foto) che descrive la banca come un’organizzazione “che tutto può e tutto fa”.

Che Goldman Sachs abbia dei “santi in paradiso” più santi di quelli delle altre banche con uomini di governo posizionati in molti paesi è indubbio, basta guardare la stessa Italia dove Prodi e il governatore di Bankitalia DRaghi traslocano a seconda di dove serve il loro intervento, tra la sede di Goldman Sachs e i palazzi istituzionali; ma siamo davvero convinti che Goldman Sachs da sola riesca a pilotare i mercati finanziari mondiali, pur godendo di molte agevolazioni? Davvero crediamo che la sua ottima trimestrale sia dovuta ad un software segretissimo che facendo trading manipola i mercati? Non crediamo proprio, il risultato entusiasmante è dato dal fatto che Goldman dopo aver succhiato dollari dal TARP II ha ricominciato a riempirsi la pancia con derivati tossici come quelli che ha venduto al governo (alias contribuenti) che la metteranno di nuovo nei guai nei prossimi mesi e in più daranno il via alla prossima fase della crisi mondiale. Continua a leggere »

Iran, ancora disordini e diffamazioni

27 Luglio 2009 da Redazione
Non si placa in Iran il sottile attacco messo in atto dal guerrafondaio Obama sotto forma di manifestazioni “libere” contro la rielezione di Ahmadinejad. Ieri i capi dei partiti sconfitti hanno richiesto l’autorizzazione di una manifestazione in ricordo dei dimostranti uccisi dalla polizia, al contempo chiedendo ai vertici del clero di rilasciare gli studenti ancora detenuti.
Continue anche le minacce provenienti da Israele, alle quali il capo dei Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione, risponde che in caso di attacco ebraico all’Iran, ci saranno risposte belliche sui siti nucleari detenuti dal paese con la stella di Davide.
Intanto, su invito dell’Ayhatolla Khamenei, il presidente ha destituito il ministro dell’intelligence, sospettato di collaborazione col nemico.
E l’attacco delinquenziale degli Stati uniti e del suo leccapiedi britannico si allarga in tutto il globo con manifestazioni “spontanee” ben sovvenzionate con milioni di dollari sporchi di sangue; molto riuscite quelle di Londra e di Amsterdam.
Obama: salvatore del mondo o imperialista fratricida?

La Cassazione si esprime su Via Rasella

27 Luglio 2009 da Redazione

Ormai ne sentiamo talmente tante dalla “nostra” magistratura, dalla nostra “giustizia”, che non abbiamo piu’ parole per esprimere il nostro disprezzo. Ora si esprime anche sulla strage partigiana di Via Rasella, leggete cosa dice…

ROMA (22 luglio) - Commette diffamazione chi definisce «massacratori» i partigiani che, il 23 marzo 1944 condussero l’attacco di via Rasella contro i soldati nazisti occupanti. Lo stabilisce la Corte di Cassazione, accogliendo la richiesta di risarcimento danni morali avanzata nei confronti del quotidiano Il Tempo da Elena Bentivegna, figlia della gappista Carla Capponi e di Rosario Bentivegna, due dei partecipanti all’azione di via Rasella, alla quale seguì la rappresaglia delle Fosse Ardeatine. I partigiani, secondo la Suprema Corte, non furono dei «massacratori di civili», ma compirono una «legittima azione di guerra» contro il nemico occupante.

La Cassazione - con la sentenza 16916 - ha contestato la decisione con la quale la Corte d’appello di Roma, nel 2004, aveva respinto la richiesta di risarcimento danni avanzata da Carla Capponi nei confronti del quotidiano Il Tempo. Il giornale aveva definito «massacratori di civili» i partigiani del commando di via Rasella, ritenendo legittimo l’uso di un simile termine in quanto quell’azione era «un gesto certamente violento, per sua natura finalizzato a cagionare orribile morte a una molteplicità di persone: si trattava di un inutile massacro». Ma i giudici di Piazza Cavour hanno ordinato alla Corte d’appello di rivedere il suo giudizio in quanto si tratta di un’affermazione «lesiva della dignità e dell’onore dei destinatari» mossa dall’intento di «accostare l’atto di guerra compiuto dai partigiani all’eccidio di connazionali inermi» (le oltre 300 vittime della strage delle Fosse Ardeatine).
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Un ricordo di Umberto figlio di Primo Carnera

26 Luglio 2009 da Redazione

di Emilio Del Bel Belluz
Il pugilato nel mese di febbraio  ha subito un duro colpo: abbiamo perso Umberto  il figlio di Primo Carnera, lontano dall’Italia, sua  patria, che gli diede i natali nel 1940. La sua vita  ha avuto come cornice l’America, dove il giovane Umberto si era laureato in medicina e aveva seguito un  prestigiosa carriera.  Carnera aveva sempre avuto nel cuore i suoi due figli, e ambedue si erano laureati realizzando il sogno del padre. Storica  una frase del  campione in cui  afferma  d’aver dato tanti pugni nella sua vita, ma questi   sono serviti a far studiare i suoi figli. Lo studio migliora la vita  e lui  aveva saputo infondere in loro   l’amore per la cultura   che si  realizza  con la scuola,  quella che lui non ha potuto frequentare .   Carnera alla fine della seconda  guerra mondiale,  scelse a malincuore di trasferirsi in America, dove si costruì una seconda giovinezza con la lotta libera. Dapprima si trasferì da solo, poi lo raggiunse la famiglia. La vita negli Stati Uniti   era difficile, ma lui godeva di un’ enorme fama che si era guadagnata con la conquista del titolo mondiale nella  categoria  dei pesi massimi. Con la lotta libera e con un’attenta amministrazione riuscì a sfondare. Viaggiò per mezzo mondo: aveva sempre la valigia in mano, ma i risultati si videro subito, perché  divenne campione del mondo della specialità della lotta libera. Nel frattempo Umberto e Maria Giovanna  apprendevano la cultura americana, si integravano in quel mondo e il risultato fu la laurea. Carnera non poté vedere suo figlio discutere la tesi di laurea, perché una  grave malattia lo portò alla morte e non poté godere  della grande gioia  e non vide la laurea nelle mani dei figli.

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