Non si placa in Iran il sottile attacco messo in atto dal guerrafondaio Obama sotto forma di manifestazioni “libere” contro la rielezione di Ahmadinejad. Ieri i capi dei partiti sconfitti hanno richiesto l’autorizzazione di una manifestazione in ricordo dei dimostranti uccisi dalla polizia, al contempo chiedendo ai vertici del clero di rilasciare gli studenti ancora detenuti.
Continue anche le minacce provenienti da Israele, alle quali il capo dei Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione, risponde che in caso di attacco ebraico all’Iran, ci saranno risposte belliche sui siti nucleari detenuti dal paese con la stella di Davide.
Intanto, su invito dell’Ayhatolla Khamenei, il presidente ha destituito il ministro dell’intelligence, sospettato di collaborazione col nemico.
E l’attacco delinquenziale degli Stati uniti e del suo leccapiedi britannico si allarga in tutto il globo con manifestazioni “spontanee” ben sovvenzionate con milioni di dollari sporchi di sangue; molto riuscite quelle di Londra e di Amsterdam.
Obama: salvatore del mondo o imperialista fratricida?

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