Truffe e beffe
Il gesto del ministro italiano è apprezzabile, lo stile del turista giapponese impeccabile.Del danno al turismo italiano si dovrebbe chiedere conto al farabutto gestore del ristorante che andrebbe spedito in galera per il danno d’immagine recato alla nazione.
E tutti i sui beni dovrebbero essere venduti all’asta distribuendo i proventi agli esercenti che stanno pagando lo scotto del calo di turismo giapponese.
Forse non tutti sanno che la truffa del ristorante Passetto ha avuto l’onore delle prime pagine sui giornali nipponici con conseguente impatto negativo sull’afflusso di visitatori giapponesi (di solito ben inclini a spendere).
Sicuramente molti ospiti del Sol Levante si sono stufati delle vessazioni dei grassatori nostrani (che si credono pure furbi quando gonfiano il conto del ristorante o del taxi facendo deviazioni ed allungamenti di percorso immotivati). Tutti i turisti serviti male da gente maleducata no torneranno volentieri in Italia e se hanno subito qualche fregatura non aspettiamoci che parlino bene del “Bel Paese”
TURISMO: GIAPPONESI TRUFFATI, NO A INVITO ITALIA
TSUKUBA (GIAPPONE) - Un sincero ringraziamento e un cortese rifiuto: l’offerta di tornare in Italia come ospiti del governo “é inutile, perché è una spesa inutile fatta con le tasse del popolo italiano”. Yasuyuki Yamada, giapponese di 35 anni, vittima con la sua fidanzata del conto-truffa da 695 euro al ristorante Il Passetto di Roma, è netto nei confronti della proposta del ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, di tornare in Italia a spese del governo. “Tutto sommato - dice all’Ansa in un’intervista a Tsukuba, la sua città di residenza a 70 chilometri da Tokyo - il viaggio in Italia è stato bello. Ringrazio, ma non ho alcuna intenzione di accettare, anche se arrivasse l’offerta formale. E’ la mia decisione”.
“Certo che mi piacerebbe visitare ancora l’Italia, a mie spese. Le persone che fanno truffe esistono in tutto il mondo”, afferma Yamada, “La prossima volta - spiega all’Ansa - vorrei visitare meglio il Vaticano, tornare a Capri e godermi lo splendido panorama”.
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