Doppia morte
Quella dei condannati in Cina. Due terzi dei trapianti avviene ai danni di condannati a morte. Il governo ammette che ci siano stati trapianti obbligati fatti ai danni di condannati a morte. Che firmavano le carte di consenso presentate dalle autorità in modo “ingannevole”. Se son pronti ad ammettere questo, si pensi a cos’altro fanno davvero…
In due casi su tre gli organi trapiantati in Cina arrivano dai prigionieri condannati a morte e giustiziati. Lo ammettono le stesse autorità sanitarie cinesi dalle colonne del quotidiano di Stato China Daily, dichiarando che i detenuti uccisi - circa ottomila ogni anno, più di quelli di tutto il resto del mondo - sono «una fonte di organi inadeguata».
Per cercare di rimediare alla «lunga dipendenza» del paese all’utilizzo di condannati a morte per i trapianti la Croce Rossa cinese ha lanciato un sistema di donazione degli organi. Quasi 1,5 milioni di pazienti in Cina ha bisogno ogni anno di un trapianto d’organo ma solo 10.000 può ottenerlo ad oggi, secondo il ministero della Sanità, che per questo ha lanciato ha promosso la donazione di organi in 10 provincie.
Il nuovo sistema che la Cina sta promuovendo «è nel pubblico interesse - assicurano i responsabili della sanità cinese - e avvantaggerá i pazienti indipendentemente dal loro status sociale, evitando che siano esclusivamente un privilegio dei ricchi». Eppure, ammettono, alcuni ospedali «ignorano le procedure legali per ottenere profitti dagli organi dei prigionieri condannati a morte». Il nuovo programma nazionale punta invece a prevenire il cosiddetto «turismo dei trapianti», in cui ricchi stranieri pagano per avere organi negli ospedali cinesi, in rispetto della messa al bando del traffico internazionale di organi ratificato dalla Cina nel 2006.
27 agosto 2009
Fonte: ilSole 24ore
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