Azione Tradizionale » 2009 » Agosto

At.com torna il 24!

7 Agosto 2009 da Redazione

Come nacque la pax americana

6 Agosto 2009 da Redazione

di Filippo Giannini
James Monroe vide la luce 28 aprile 1758 nella contea di Westmoreland (Virginia) e si spense a New York 4 luglio 1831. Era figlio di un giudice, partecipò alla guerra d’indipendenza americana. Tornato dal fronte riprese gli studi di diritto e nel 1782 fu eletto deputato. Visse una vita attiva nel campo della politica e della diplomazia, sino a divenire Presidente nel 1816 (quinto Presidente degli Stati Uniti) e rieletto nel 1820. Ma la sua importanza, tale da dare un impulso alla storia futura non solo per gli Usa, ma anche per quella mondiale, venne concepita dal Presidente James Monroe nel 1823, quando il 2 dicembre di quell’anno espose, con un messaggio al Congresso, alcuni principi di politica estera, principi che passeranno poi come Dottrina Monroe. Per la verità alcuni di questi principi erano già stati formulati, in occasioni diverse, da George Washington. La Dottrina Monroe proclamava che il continente americano non era un territorio destinato alla colonizzazione europea e che ogni tentativo delle potenze europee per estendere la loro influenza sul continente americano sarebbe stato considerato dagli Stati Uniti come una minaccia per la loro sicurezza e per la pace. Di contro gli Stati Uniti non sarebbero intervenuti nelle colonie europee e nei conflitti fra Stati europei.

Gli Stati Uniti non persero davvero tempo, invocando la Dottrina Monroe invasero il Messico (1846-48), il quale dovette cedere al suo vicino settentrionale il Texas, il Nuovo Messico e la California. E questo non era che il primo atto di tutta una serie di guerre di aggressione che gli Stati Uniti intrapresero sia sul continente americano, che fuori e questo continua, con furia crescente, ancora ai giorni d’oggi.

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Heliodromos 20-21

6 Agosto 2009 da Redazione

HELIODROMOS
Contributi per il Fronte della Tradizione
N. 20/21  - Equinozio d’Autunno / Solstizio d’Inverno

In questo numero:

EDITORIALE:

Dall’Oriente all’Occidente indìcazioni significative per la rivolta al mondo moderno

SPECIALE GUIDO DE GIORGIO:
Copertina: il Pa Kua di De Giorgio
Guido De Giorgio e il ritorno allo spirito
tradizìonale di E. Iurato
Due lettere inedite di R. Guénon a De Giorgio
René Guénon e la cerca di Dio di G. De Giorgio
Islam di G. De Giorgio
Scuola e Religione di G. De Giorgio
La donna non è una cosa di G. De Giorgio
L’eroe del Gìmma: Havis de’ Giorgio di E. Musso
Poesia per Havis di G. De Giorgio
La dottrina imperiale in De Giorgio di A. Scali
Incontri con Corallo Reginelli di A. Calò

AZIONE TRADIZIONALE:
Campo estivo 2008 di A.R.

RIFLESSIONI - Dentro e fuori le mura

ANALISI:
Guido de Giorgío, Ciò che mormora il vento del Gargano
Aleksandr Solgenitsin, Due secoli insieme
La tamburina, un film di George Roy hill

LETTERE A HELIODROMOS

TRADIZIONE E CONTROTRADIZIONE
Cronache di fine ciclo

ACQUISTABILE QUI

I legionari di Nettunia [Novita' libraria]

5 Agosto 2009 da Redazione

Nel corso della prima metà del Novecento, sia ad Anzio che a Nettuno, esistevano i “Legionari”: la prima guerra mondiale, la “pacificazione” della Libia, la conquista dell’Etiopia, la Cruzada spagnola e, naturalmente, la seconda guerra mondiale, avevano visto la massiccia partecipazione di nettunesi ed anziati che con il loro sangue avevano scritto le pagine più belle della storia d’Italia.
Con l’8 settembre 1943, con la firma della resa incondizionata, sembrò spezzarsi questo “continuum” e quel popolo che aveva dato alla storia “Santi, Eroi, Navigatori”, sembrò scomparire nell’anonimato più completo.
Invece no. Troppo superficiale e troppo comodo sarebbe sostenere questa tesi. Perché, mentre tutto un mondo crollava, mentre l’Italia cadeva nella più dolorosa e vergognosa resa che la storia ricordi, vi fu chi, pur sapendo di andare di fronte ad una sconfitta certa, prese le armi “per l’Onore d’Italia” e dimostrò che quel tipo umano, capace di miracoli ed eroismi, non era scomparso dalla nostra penisola. Questi ragazzi, i ragazzi della RSI, dimostrarono che l’Italia poteva ancora vantare i suoi… Legionari. Questo studio intende ricordare coloro che per questa scelta sacrificarono quello che di più caro un uomo può avere: gli affetti e la vita.

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La pillola per i cammelli?

5 Agosto 2009 da Redazione

Cari Australiani, se avete problemi con la crescita demografica dei cammelli, utilizzate il modello globale: aborto per controllare le nascite. Chissà se mamma-cammello accetterà?

Troppi cammelli in Australia Ecosistema a rischio, “mangiateli”

Allarme cammelli in Australia. Secondo quanto riporta il Telegraph, l’ecosistema del Paese oceanico sarebbe infatti messo a rischio da un’improvvisa esplosione demografica dei simpatici animali a due gobbe. Negli ultimi anni i cammelli australiani si stanno moltiplicando a ritmi vertiginosi e gli esperti hanno subito esposto la questione alle autorità competenti per affrontare il problema.

Al momento in Australia ci sono almeno un milione di cammelli e se non saranno prese misure adeguate il loro numero potrebbe raddoppiare ogni 8-10 anni. Un’ipotesi incompatibile con la sopravvivenza del resto della fauna e della vegetazione locale.

Del caso si sta già occupando il governo, che ha stanziato dieci milioni di sterline per mettere a punto un massiccio piano di contenimento della popolazione degli animali con le gobbe. Il progetto, secondo quanto si apprende, coinvolgerà soprattutto i cittadini, invitati vivamente a consumare carne di cammello, considerata anche dagli esperti più salutare della carne bovina. Solo così, stando alle autorità, l’ecosistema australiano sarà salvo.

Borsa Artifex

4 Agosto 2009 da Redazione

Borsa Shopper - Artifex

in cotone con manici lunghi. Stampata con frasi varie (Battiato, Nietzsche etc.)

Colore: Celeste/Naturale – Viola/Naturale

Prezzo: 7 €

Artifex, iniziativa militante portata avanti dal nostro cuib femminile, consiste nella creazione di piccoli manufatti artigianali quali portachiavi, bracciali e segnalibri in cuoio, quadri e segnalibri in punto croce, oggetti in legno, candele, decoupage, decorazioni e quadri realizzati attraverso il metodo della pittura su vetro. L’idea che anima questa iniziativa è quella di riscoprire le proprie capacità ed aspirazioni attraverso l’artigianato, in un cammino di crescita e perfezionamento continuo, dove l’esteriorità non è altro che il riflesso di una realtà interiore che l’uomo moderno ha smarrito.

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Sulla Ru486

3 Agosto 2009 da Redazione

“L’uomo è diventato incline a trattare i suoi simili come cose che cadono sotto la categoria dell’utilità” (Romano Guardini).

Il 30/7/2009, l’Agenzia italiana per il farmaco ha reso commerciabile la pillola abortiva RU486.
Si tratta di un farmaco pericoloso ma, soprattutto, inteso a diffondere uno stile di vita - “da sballo” - che mina le radici culturali della nostra povera Italia. Per capirne la gravità, consigliamo la lettura del seguente articolo:

La massima tra­sparenza nella valutazione dei dati è stata invocata dal sottosegretario alla Salute Eu­genia Roccella, per risponde­re con criteri di oggettività scientifica ai dubbi che la pil­lola abortiva continua a sol­levare.
Uno studio dell’azienda produttrice, la francese Exelgyn, rivela rischi poco indagati, e non solo per l’interruzione della gravidanza Tra gli eventi avversi anche una gamba amputata per un’infezione

uscitano tanti interrogativi i primi dati sul­la Ru486 che trapelano dal dossier che è stato inviato al ministero della Salute dal­l’azienda produttrice, la francese Exelgyn, e da questo «girato» per competenza all’Agenzia i­taliana del farmaco (Aifa) per una valutazione tecnico-scientifica.
Da quanto è stato rivelato dall’agenzia di stampa Adnkronos Salute, so­no state ammesse 29 morti dall’uso della pil­lola abortiva, anche se non in tutti i casi l’uti­lizzo del farmaco era finalizzato all’interruzio­ne di gravidanza, ma anche per un «uso com­passionevole».
Il che apre ancora più ampi dubbi che dovranno essere colmati dal parere che il Comitato tecnico-scientifico (Cts) del­l’Aifa
Dell’azione della Ru486, «Av­venire » è stato tra i più assidui a parlare per pretendere che le notizie sulle morti e sugli eventi indesiderati fossero re­si noti e analizzati per una va­lutazione il più possibile o­biettiva del farmaco. Soprat­tutto dopo che un editoriale del «New England Journal of Medicine» di quattro anni or sono aveva rivelato che, pur nella differenza di numeri assoluti, la mortalità in seguito all’a­borto medico (o chimico) era dieci volte più alta di quella per aborto chirurgico, a dispetto della «favola» (come recita il titolo del libro de­dicato alla Ru486 da Eugenia Roccella) che vuole far credere più fa­cile e moderno il ricorso al farmaco per l’in­terruzione di gravidanza. Oltre al fatto – come ha ricordato domenica in un’intervista il sot­tosegretario Roccella – che è difficile che gli e­venti avversi, e soprattutto quelli mortali, ven­gano alla luce: i casi hanno cominciato a e­mergere dopo che il padre di una diciottenne californiana morta dopo unl’interruzione di gravidanza chimico ha cominciato a indagare
sulle morte dopo questo tipo di aborto.

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Fulvio Balisti e Giovani Fascisti

3 Agosto 2009 da Redazione

In seguito alla scomparsa il 9 luglio 1959 del Maggiore Fulvio Balisti, uno dei Comandanti del Reggimento “Giovani Fascisti” costituito da giovani volontari ed impiegato nella guerra in Africa Settentrionale, dove si distinse per ardore combattivo e spirito di sacrificio, i Giovani Fascisti si riunirono nell’Associazione Nazionale Volontari “Bir el Gobi”. Per volontà del loro Comandante ereditarono la Piccola Caprera, la residenza di Ponti sul Mincio in provincia di Mantova, in cui egli visse gli anni del secondo dopoguerra e dove le sue spoglie, sempre per sua espressa volontà, furono tumulate assieme a quelle della moglie Antonietta. Qualche tempo dopo, il Giovane Fascista Antonio Cioci, con l’ausilio di altri GG.FF., iniziò la raccolta, l’archiviazione e quindi l’allestimento dei cimeli a loro stessi appartenuti, fino a costituire quello che oggi è il Museo Storico del Reggimento. Il libro raccoglie gli scritti dello stesso Balisti, dall’adolescenza fino alla sua morte, passando per la I G.M, l’Impresa di Fiume, la II G.M. e il primo dopoguerra.

Titolo: Fulvio Balisti e i Giovani Fascisti

Curatore: Gaia Ramazzina

Editore: Ritter

Pagine: 296 + 32 con 69 foto b/n; brossura 17 x 24 cm.

Anno: 2009

Prezzo: 25 €

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Teledipendenti di tutto il mondo, provateci!

3 Agosto 2009 da Redazione

Sì, voi, milioni e milioni di teledipendenti, drogati di Tv, che dite “posso smettere”, che dite: “c’è il bello e c’è il brutto, ma io…”.

Voi tutti, anestetizzati dal consumo quotidiano della droga di regime, di oppio del sistema, a voi qui offro – perché sappiate, una volta per tutte, d’essere veramente drogati – una prova semplice semplice.

Stasera, diciamo tre-quattro minuti prima delle otto, o insomma prima del vostro telegiornale-messa-cantata provate a non accendere il televisore. Lasciatelo spento, mentre lui, di là dal vetro ormai grigio, cupamente canta la sua quotidiana messa di morti ammazzati, stragi, battibecchi e buffonate di Palazzo, in una litania accompagnata da immagini sempre uguali: il poliziotto, l’assassino, l’incidente, il politico, la soubrette di regime…E voi niente, schermo grigio. Voi tesi, nervosi, isterici come i drogati in astinenza, che vi mangiate le unghie: non ce la fate proprio.

Provate. Provate per credere.

Tratto da “Dai..stacca la spina” di Angelo Quattrocchi

Brano riportato su “Raido – Contributi per il Fronte della Tradizione” Anno XII, Numero 33 – Solstizio d’Estate/Equinozio d’Autunno 2009

http://www.raido.it/index.php?page=shop.product_details&flypage=shop.flypage&product_id=415&category_id=58&manufacturer_id=0&option=com_virtuemart&Itemid=1

Una barca abbandonata

2 Agosto 2009 da Redazione

di Emilio Del Bel Belluz

Queste righe sono dedicate al Capitano Erich Priebke

I miei ricordi mi riportano al giorno in cui recuperai, assieme al mio amico Lino, una barca abbandonata lungo la riva del Livenza con i suoi due remi. Era una barca che la corrente del fiume in piena aveva portato con sé chissà da dove. Quel radioso mattino estivo fu l’inizio di una giornata fortunata. Possedere una barca per due ragazzi durante le vacanze era stato un vero e proprio regalo inaspettato. L’imbarcazione, a dir il vero assai modesta e mal ridotta, conteneva degli attrezzi da pesca e una scatola di legno con incise delle iniziali poco leggibili. La nostra curiosità ci spinse subito a scoprirne il contenuto. Trovammo un quaderno con degli appunti, più che altro indicazioni per la cattura di certi pesci. Soddisfatta la nostra curiosità, tirammo in secca la barca trascinandola a riva. Dopo averla ripulita alla bene e meglio dal fango e dalle alghe, cercammo di nasconderla in un canneto. La mattina seguente, con la nostra attrezzatura da pesca, andammo a riprenderla, decidendo di tenerci vicini a riva. Poi cominciammo a risalire il fiume remando lentamente. Non essendo esperti incontrammo non poche difficoltà; le nostre risate si potevano sentire fin da lontano. Poco distante da lì sapevamo che abitava un pescatore e tememmo che la barca fosse proprio sua. Allora cominciammo a preoccuparci; la cosa giusta da fare, lo sapevamo, era quella di andare a chiedergli notizie al riguardo. Continua a leggere »

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