Stefano Cucchi: ucciso in carcere. Ora, la verità

31 Ottobre 2009 da Redazione

Un articolo sulla questione Stefano Cucchi. Diffondere e far conoscere!

di Nicola Piras

Un altro caso come quello di Aldrovandi, il ragazzo ucciso dalla polizia a Ferrara? Oggi i riflettori sono puntati su Stefano Cucchi. Il giovane aveva 31 anni, alle spalle la comunità di recupero, appena 43 kg di peso e in tasca circa 20 gr di marijuana, poca cocaina, 2 pasticche (di ecstasy per gli agenti, di calmanti per il padre del ragazzo).  È stato  condotto in carcere la notte tra il 15 e il 16 Ottobre. Ne è uscito la prima mattina del 22 dentro una bara. Fatto, di non poca rilevanza, soggiace nelle sue condizioni di salute ottime al momento dell’arresto.

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Stefanno Cucchi, morto in carcere

31 Ottobre 2009 da Redazione

In questo video di Grilllo, si porta la testimonianza per un fatto tragico e assurdo, che non vorremmo capitasse MAI piu’: la morte di un giovane subito dopo un arresto.  Questa e’ la tanto decantata democrazia. Vorremmo si parlasse altrettanto dei tanti altri, tra cui Nanni De Angelis, e vorremmo che ci si ricordasse anche di loro.

Dimenticare Darwin?

30 Ottobre 2009 da Redazione

Sul tema della conferenza di stasera…

di A. R.

Deriviamo dalle scimmie? E’ una domanda che tutti, almeno una volta, si sono fatti. E’ una domanda che spesso nasce spontanea dai banchi di scuola perchè, dalle prime lezioni di Scienze alle elementari fino all’Università, è questo che ci viene insegnato. I nostri più antichi antenati sarebbero degli ominidi che, col passare del tempo, si sono adattati all’ambiente circostante e in un processo di continua evoluzione hanno cambiato i loro caratteri in meglio, fino a diventare esseri umani, dotati di un cervello più evoluto e di caratteristiche fisiche migliori. Si cresce quindi con la ferma convinzione che l’evoluzione sia la teoria più vera tra quelle riguardanti il processo di vita (e storico) umano. L’innesto di certe teorie, ovviamente, avviene molto meglio quando il destinatario del messaggio è un bambino, che non ha sufficienti difese intellettive e tende a credere fermamente alla parola dei grandi. Ci sono libri di Biologia scolastici (es.: H. Curtis, N. Sue Barnes, Le scienze Biologiche, un processo evolutivo) scritti sulla base delle teorie evolutive esposte da Darwin, e che vedono (ed insegnano) la Biologia in un’ottica puramente evolutiva.

In questo breve articolo non ci interessa la trattazione scientificia o bilogica, che grandi biologi hanno smontato punto per punto (vedi il prof. Giuseppe Sermonti), ma cercheremo di vederne le implicazioni socio-politiche che questa ha avuto. “L’origine delle specie”, il trattato di Darwin nel quale vengono esposte le sue teorie – di cui lo stesso etologo era poco convinto - vede la luce nel 1859. Siamo in un periodo storico di epocali cambiamenti, periodo in cui hanno ormai pienamente attecchito le idee illuministe. E’ il trionfo del positivismo e del progressismo: il metodo scientifico viene applicato a tutti gli ambiti della conoscenza umana e c’è una fiducia assoluta nel progresso. Cambia la visione del mondo pre-moderna, in un processo che rappresenta un logico e perfetto continuum con l’Illuminismo. Non è più il divino a dettare i battiti della vita degli individui, ma la scienza e la ragione. Ciò che prima era mistero (dal greco mysterion, cosa segreta, inconoscibile, invisibile) vuole ora (nell’Ottocento) essere spiegato secondo ragione. Un processo che porterà l’uomo a non vedere più nulla di divino, perchè la ragione non può arrivare a spiegare l’inspiegabile. La storia non è più un percorso ciclico di matrice divina ed ordinata  (come nel pensiero greco-romano e più in là riscoperto da Nietzsche), ma una linea orizzontale, una serie (spesso casuale) di eventi storici, che seguono un percorso di evoluzione pressochè illimitato.

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30 Ottobre 2009 da Redazione

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L’alba di una nuova crisi

30 Ottobre 2009 da Redazione

Che la crisi non fosse mai finita, ma bensi sia temporaneamente stata tamponata dall’enorme massa monetaria, creata dal nulla, immessa nel sistema dalle banche centrali lo sapevamo. Ma adesso appare ad avvalorare questa tesi anche il celebre analista Roubini, uno dei pochi che aveva previsto l’attuale crisi scoppiata due anni orsono.
L’esperto dice che quando si fermerà la corsa dell’euro contro il dollaro avremo un nuovo colpo di coda della crisi che attanaglia il sistema economico mondiale.
Ovviamente chi soffrirà di più, aggiungiamo noi, sarà il vecchio continente, compresa l’Italia, dove la crisi esploderà nei primi mesi del 2010. Dopo un breve periodo di alta inflazione avremo molti anni di deflazione che metteranno a dura prova la tenuta delle famiglie e dei governi.
L’ennesimo effetto della globalizzazione che ruba ricchezza a tutto il mondo per consegnarla nelle mani di pochi “eletti” avidi cospiratori.

Fonte: http://www.trend-online.com/?stran=izbira&p=irs&id=239808

Facebook appartiene alla Cia?

29 Ottobre 2009 da Redazione

I grandi mezzi di informazione hanno celebrato Mark Zuckerberg come il bambino prodigio che, all’età di 23 anni, si è trasformato in un multimiliardario grazie al successo conseguito da Facebook, ma non hanno prestato la loro attenzione all’“investimento di capitale di rischio” di oltre 40 milioni di dollari effettuato dalla CIA per sviluppare la rete sociale.

Quando il delirio speculativo di Wall Street ha fatto credere agli improvvidi che il valore di Facebook ammontava a 15 milioni di dollari, nel 2008 Zuckerberg è diventato il miliardario “che si è fatto tutto da solo”, il più giovane della storia della “graduatoria”  della rivista Forbes, con 1500 milioni di dollari.DESILUSTRATION

A quel momento, il capitale di rischio investito dalla CIA sembrava avere ottenuto degli ottimi rendimenti, ma nel 2009 il “valore” di Facebook è andato ad aggiustarsi al suo valore reale e  Zuckerberg è scomparso dalla graduatoria Forbes.

La bolla Facebook si è gonfiata  quando William Gates, il titolare di Microsoft, vi acquisiva nell’ottobre 2007 una partecipazione dell’1.6%, per un ammontare di 240 milioni di dollari.

Questa operazione induceva a fare il ragionamento per cui, se l’1% di Facebook corrispondeva a 150 milioni di dollari, allora il valore del 100% doveva ammontare a 15 miliardi di dollari, ma il sotterfugio finiva per apparire nella sua piena luce.

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Uccidere su facebook

29 Ottobre 2009 da Redazione
Prima ti “taggo” e poi ti uccido. Un 32enne si finge un adolescente sul celebre socialnetwork e addesca una 17enne inglese; poi la uccide. La madre: “Controllate i vostri figli su internet”…

MILANO - Soffocata con del nastro adesivo e abbandonata in un fosso: questa la tragica fine della diciassettenne Ashleigh Hall, che mancava dalla sua casa di Darlington, nella contea di Durham, da domenica sera, quando aveva detto alla madre Andrea che avrebbe passato la notte da un amico. Stando, invece, ai compagni del corso di babysitter del Darlington College che Ashleigh seguiva, la giovane doveva incontrarsi con un misterioso ragazzo conosciuto su Facebook e che le aveva detto di avere 16 anni. Ma a quanto sta emergendo dalle indagini, l’appuntamento sarebbe stato, invece, con un uomo di 32, fermato dalla polizia per un banale controllo alla macchina (la sua auto era senza assicurazione) nel tardo pomeriggio di lunedì vicino a Sedgefield e che, una volta portato alla centrale, avrebbe poi confessato agli attoniti agenti «di aver ucciso una ragazza». L’uomo, che ha dei precedenti per reati sessuali su adulti (non su minori), è stato quindi arrestato con l’accusa di rapimento ed omicidio. Sarebbe stato lui stesso a portare gli investigatori nel luogo in cui giaceva il corpo senza vita e completamente vestito della povera Ashleigh, un fossato deserto sul retro di un ristorante (il Little Chef), a pochi metri di distanza dal posto di blocco della polizia e spesso meta di coppiette in cerca di intimità. A quanto scrive il “Sun”, il presunto omicida avrebbe continuato a sostenere che la morte della ragazza sarebbe stata accidentale, mentre sono in corso gli esami autoptici per stabilire le esatte cause del decesso e se c’è stata violenza sessuale.

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Oltre la media

29 Ottobre 2009 da Redazione
L’Italia è spesso apostrofata come fanalino di coda dell’Unione Europea in molti ambiti, ma abbiamo una cosa sulla quale siamo oltre la media europea: la presenza di immigrati.
Con il 7,2% di popolazione immigrata sul totale, l’Itala acquisisce così questo nuovo, triste, risultato…

MILANO - Sono 4 milioni e mezzo gli immigrati regolari in Italia. Lo stima il rapporto 2009 sull’immigrazione della Caritas/Migrantes, presentato mercoledì. Nello studio si sottolinea come il nostro Paese per la prima volta nel 2008 - anno in cui gli immigrati sono cresciuti del 13,4% (+458.644 unità) - abbia superato la media europea (6,2%) per presenza di immigrati in rapporto ai residenti. I regolari, in particolare sono 4.330.000, il 7,2% dei residenti. Ma superano i 4 milioni e mezzo se si considerano i circa 300 mila regolarizzati lo scorso mese. È straniero un abitante su 14 , circa la metà è donna. Nel 2050, secondo quanto sottolineato da Franco Pittau, coordinatore del dossier sull’immigrazione della Caritas/Migrantes (con riferimento alle previsioni dell’Istat) l’Italia sarà chiamata a convivere ben oltre 12 milioni di immigrati, la cui presenza «sarà necessaria per il funzionamento del paese».

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Si avvera l’incubo: primi morti a causa del vaccino H1N1‏

28 Ottobre 2009 da Redazione

Perche’ non vaccinarsi al “Virus A”

Il discusso vaccino distribuito per cercare di ostacolare il diffondersi dell’influenza H1N1 ha presumibilmente prodotto le prime morti (voce modificata a seguito della confusione generata dall’uso del termine “morti accertate” utilizzato poichè allo stato attuale la vaccinazione è l’unica causa del decesso che viene valutata), sono quattro donne svedesi che, in quanto infermiere, rientravano nelle categorie a rischio indicate dai governi e si sono sottoposte a vaccinazione usando il farmaco Pandemrix della GlaxoSmithKline, un preparato contenente mercurio e squalene.

Aumentano anche i casi di effetti tossici dovuti all’inoculamento del vaccino. Sono ormai centinaia i ricoveri avvenuti a causa delle forti reazioni allergiche seguite alla vaccinazione; i primi sintomi che si denunciano sono febbre, dolori muscolari, mal di stomaco, mal di testa, vertigini, stanchezza seguiti da forti dolori in sede di iniezione e da un senso di costrizione toracica che causa dispnea.

Sono più frequenti i fatti che rendono sempre più difficile inquadrare il reale peso del problema legato all’influenza da H1N1:

  • mentre il presidente degli USA Obama dichiara lo stato di emergenza trapela la notizia che non farà vaccinare le sue due figlie
  • a Milano, prima città italiana in cui giunge il vaccino, sei medici su dieci rifiutano il vaccino.

Pochissime le fonti reperibili per approfondire questo annoso dilemma; l’unico quotidiano che ha pubblicato un chiaro articolo di denuncia è lo svedese Expressen o il sito web Flucase

Fonte:
http://www.theflucase.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1350%3Afourth-vaccine-death-reported-in-sweden&catid=41%3Ahighlighted-news&Itemid=105&lang=en

Hollywood e la politica

28 Ottobre 2009 da Redazione

Andy Garcia interpretera’ Saakashvili…E siamo sicuri che sara’ rispettata una certa oggettivita’ nel film americano sulla guerra in Georgia, e che e’ supportato - stranamente - da personaggi vicini a Saakashvili…Siamo sicurissimi!

Andy Garcia sarà protagonista di un film sul conflitto Russia-Georgia del 2008 in cui vestirà i panni del presidente Mikheil Saakashvili. Garcia dovrà apparire solo in poche scene ambientate nel palazzo presidenziale, perché la storia è incentrata su un giornalista e un cameraman statunitensi che restano intrappolati nei combattimenti.

La pellicola è prodotta, fra gli altri, da un deputato georgiano, Papuna Davitaia, molto vicino a Saakashvili. Di qui i dubbi sollevati da alcuni giornalisti sull’imparzialità della ricostruzione della guerra che ha portato alla secessione di Abkhazia e Ossezia del Sud da Tbilisi. Il regista Renny Harlin, che ha già diretto film d’azione come Die Hard 2 e Cliffhanger, ha respinto ogni accusa: “Non è un film politico”, ha assicurato, “non è contro la Russia, né contro la Georgia o gli Stati Uniti, è un film contro la guerra”.

Fonte: http://delcinema.it/news/2009-10/andy-garcia-in-un-film-sulla-guerra-russo-georgiana.php

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