Azione Tradizionale » 2009 » Ottobre

Il feroce e stupido abbattimento della tradizionale famiglia rurale

25 Ottobre 2009 da Redazione

Da sempre fulcro aureo di una sana e onesta comunità nazionale

La frantumazione del ceto contadino causata dall’avvento dell’industrialismo ha provocato ovunque una serie di tragiche disfunzioni sociali. Ciò che è alle origini dell’attuale fenomeno globalista. La lacerazione di atavici legami sociali, sui quali in gran parte riposava l’identità popolare, non è stato un evento ineluttabile, ma un degrado voluto. Era nella logica della concezione progressista la necessità di eliminare quel centro di tenuta sociale che è sempre stato il mondo contadino. Osserviamo che, anche in questo, liberalismo e comunismo hanno sempre viaggiato di pari passo. Come i ceti padronali del capitalismo industriale non hanno esitato a scompaginare le classi rurali, trasformando velocemente il libero contadino nello schiavo legato alla catena di montaggio, adescandolo col miraggio del consumismo, così il marxismo colse sempre nella classe rurale il nemico principale del suo disegno sovversivo. Dalle elucubrazioni marxiane circa la mentalità reazionaria dei contadini, allo sterminio puro e semplice dei mujk ucraini operato da Stalin, l’obiettivo è lo stesso. Eliminare ciò che si avverte a giusto titolo come un ostacolo sulla via dello sradicamento, del cosmopolitismo e della società livellata.

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Essere nel mosaicosmo [Recensione]

25 Ottobre 2009 da Redazione

Tommaso Romano durante questo dialogo con Maria Patrizia Allotta e Luca Tumminello scava all’interno del proprio spirito facendo vibrare delle corde profonde anche al lettore che viene immerso nella fede vera e guerriera di cui l’Autore è testimone.

Nel discorso viene analizzata l’attuale età nella quale viviamo, che in oriente viene definita Kaly Yuga (l’età oscura), al termine della quale sorgerà un nuovo mondo.

Romano, fervente cattolico, analizza oltre ai rapporti tra l’uomo e il sacro, il Creatore, anche gli altri rapporti che regolano la vita ordinaria come quelli tra uomo e donna, l’amicizia, ponendoli in una chiave Tradizionale; giungendo fino a parlare di economia e esoterismo. Non c’è crescita, non c’è vita senza una riconnessione col Sacro.

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Socialismo Fascista in diretta streaming!

24 Ottobre 2009 da Redazione

Anche per quest’occasione, viene riproposto il servizio diretta video streaming, pensato apposta per chi e’ impossibilitato a raggiungere Roma.

Seguire la conferenza da casa e’ semplicissimo:

Bastera’ collegarsi poco prima dell’inizio conferenza (previsto per le 18,00) al seguente indirizzo:

http://www.ustream.tv/channel/socialismo-fascista

L’evento e’ raggiungibile anche dalla Home Page:

url user: http://www.ustream.tv/Raido

Sprazzi di autonomia

23 Ottobre 2009 da Redazione

La strategia di conquista dei mercati europei da parte Russa sta compiendo grandi balzi in avanti. L’importante incontro “a quattro” tenutosi in questi giorni a Mosca rafforza e diversifica l’alleanza economica tra Russia e alcuni partners europei, generando nuovi malumori a Washington e nei burocrati dell’Unione

Si rafforza l’intesa italorussa in campo energetico

L’intesa energetica italiana coi partner russi si allarga ad altri accordi e ad altre imprese. Apprendiamo dalla Stampa di Torino che Transneft e Rosneft entreranno in una joint venture con Eni e la compagnia turca Calik per la realizzazione del dotto Trans Anatolico che trasporterà il petrolio russo dal Mar Nero al Mediterraneo.

Anche questa collaborazione riceve l’imprimatur della politica, col Ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola, il vice primo ministro russo Igor Sechim e il ministro turco per l’energia Taner Yildiz che, due giorni fa, a Milano hanno apposto la loro firma su una lettera d’intenti finalizzata a dare una cornice di fattività al progetto.

Gli indirizzi italiani sulla politica estera ed energetica non sembrano risentire dei mal di pancia statunitensi ed europei e proseguono sulla strada di una collaborazione stringente con la Russia, benché, indiscutibilmente, occorra ora fare i conti con le sempre più aggressive “pressioni” internazionali che pretendono un cambio di rotta dal nostro paese. Tutto ciò perché le direttrici strategiche che stanno dando forma alla rete degli oleodotti e dei gasdotti nel vecchio Continente – con aggiramento di quei paesi recentemente usciti dall’orbita di Mosca (estero prossimo russo) ed entrati a far parte della sfera d’influenza europea e statunitense – producono inevitabilmente un indebolimento della strategia americana di accerchiamento del Cremlino e aprono, nel medesimo tempo, spazi di confronto e di collaborazione molto serrati tra singoli governi europei e l’esecutivo di Mosca (con la formula vincente degli accordi bilaterali che consente di aggirare la macchinosità della burocrazia comunitaria).

La trasferta di Berlusconi in quel di Pietroburgo, in occasione del compleanno di Putin, non sarà solo una gita di piacere o una visita di cortesia. Niente canti, balli e soubrettes, stile Villa Certosa, ma discussioni serie sul futuro e sulle prospettive del sodalizio Italia-Russia che sta dando ottimi frutti ad entrambe le nazioni. La presenza di Schröder (presidente del consorzio che gestisce il gasdotto North Stream) lascia intendere, tuttavia, che il tema principale della discussione verterà sulla problematica energetica, sui nuovi investimenti nel settore e sul superamento degli intoppi politici fin qui riscontrati. In Italia qualcuno sostiene che, nonostante il coinvolgimento della Russia negli equilibri europei sia ormai inevitabile, Berlusconi stia premendo troppo sull’acceleratore delle istanze autonomiste, delle iniziative non concordate e della pazienza americana. Il contenzioso con Washington ha ormai raggiunto il suo culmine e potrebbe presto sfociare in una rottura irreparabile che condurrebbe alla retrocessione dell’Italia dalla “serie A” dei paesi amici degli Usa. Le forme in cui questo declassamento potrebbe avvenire non sono prevedibili, ma sappiamo che le teste d’uovo della Casa Bianca prediligono i colpi di mano colorati.

:::: Giovanni Petrosillo :::: 21 ottobre, 2009 ::::

Il colore che porta voti

23 Ottobre 2009 da Redazione

Nel mondo dell’integrazione e della tolleranza, un nero in politica può risultare la scelta vincente: un Obama de noantri o l’ennesimo pupazzo in nome dello slogan a discapito dell’uomo politico di qualità? Magari questo allegro assessore sarà anche bravo, ma la sua scelta sa di buonismo..

Primarie, Franceschini annuncia: “Se vinco Touadi mio vice”

ROMA - “Se vinco nomino Touadi vice segretario”. A ridosso delle primarie di domenica, l’attuale segretario del Pd Dario Franceschini, rompe gli indugi e punta sullo scrittore e giornalista italiano, originario della Repubblica del Congo, che già in passato ha ricoperto ruoli politici. Touadi, infatti, è stato assessore alla sicurezza, alle politiche giovanili e ai rapporti con le università del Comune di Roma, nella giunta di Walter Veltroni. Nel 2008 viene eletto parlamentare con l’Italia dei Valori, diventando il primo parlamentare di colore della storia italiana. Pochi mesi dopo esce dall’Idv, dopo gli attacchi a Napolitano a piazza Navona e passa nel Pd.

Prodi vota online. Come voterà si è ben guardato dal dirlo. Quel che è certo, invece, è che Romano Prodi parteciperà alle primarie del Partito Democratico per l’elezione del nuovo segretario. Lo farà dagli Stati Uniti, dove si trova per il ciclo autunnale di lezioni alla Brown University a Providence, nel Rhode Island, accedendo al servizio on line messo a disposizione dall’organizzazione del Pd per gli iscritti e gli elettori temporaneamente residenti all’estero. Per poter votare in via telematica dall’estero Prodi si è registrato nei giorni scorsi come previsto dal regolamento.

E cresce, ora dopo ora, l’attesa per la consultazione di domenica. Con Franceschini, Marino e Bersani che giocano le ultime carte in vista del responso delle urne. Una sfida, quella tra i tre, che ha visto alzarsi i toni. “Era ovvio che accadesse. Il rischio più grave che abbiamo corso è stato quello di rappresentare il Pd come impegnato a battibeccare al proprio interno. Ma il congresso e le primarie sono stati comunque un grande fatto democratico, voglio sottolinearlo” dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del pd al Senato.

Alleanze.Ma c’è chi pensa anche al dopo. A partire dalle alleanze, altro nodo di divisione tra i candidati. “Noi puntiamo a riconsolidare e ricompattare il centrosinistra, quindi Pd, Idv e quelle forze della sinistra radicale che si riconoscono nella cultura di governo; contemporaneamente non ci precludiamo di guardare anche a quelle forze che sono centriste, ma che sono all’opposizione di Berlusconi, come l’Udc” dice Piero Fassino, che sostiene Franceschini. Che, però, precisa: “Le alleanze vanno fatte prima di votare e devono essere fatte per non tornare alla frammentazione politica che abbiamo conosciuto nel passato”.

Renzi. Nessuno dei candidati alla segreteria del Pd può essere “la risposta vincente” al centrodestra. Matteo Renzi, sindaco di Firenze ed esponente del partito democratico, spiega così il suo poco interesse per la sfida di domenica. “Voterò, ma a lo farò senza aver distolto neanche un minuto del mio impegno, in questi primi, fondamentali, cento giorni dal mandato amministrativo affidatomi dai fiorentini”.

Sinistra riformista per Bersani. Nel frattempo continua la corsa alle adesioni. Al fianco di Bersani si schiera una lunga lista di nomi del sindacato, dell’ associazionismo e del no profit che hanno aderito all’appello promosso dal NetworK Sinistra Riformista.

fonte: http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/partito-democratico-32/prodi-voto/prodi-voto.html

Antenato Lemure

23 Ottobre 2009 da Redazione

E ora verranno a dirci che forse l’uomo viene dal lemure? O che il lemure viene dalla scimmia e poi viene l’uomo? O che lo struzzo ha la stessa origine del pesce-palla, e via dicendo…

Roma, 22 ott. (Apcom) - L’anello mancante rimarrà un vicolo cieco: “Ida”, esemplare di “Darwinius Masillae” risalente a 47 milioni di anni fa e ritenuta dai paleontologi uno dei più lontani antenati degli esseri umani, sarebbe in realtà assai più vicina ai lemuri che non alle scimmie, e che non ha lasciato discendenti moderni. Questa, come riporta il quotidiano britannico The Guardian, la conclusione di uno studio pubblicato dalla rivista Nature che analizza nei dettagli “Ida” e u altro fossile simile risalente a 367 milioni di anni fa. Eppure, nello scorso maggio, lo scopritore Jorn Hurum aveva descritto il fossile come “l’anello mancante”, producendo un documentario presentato da Sir David Attemborough e vendendo i diritti per un libro e un film - prima ancora che l’articolo fosse pubblicato da una rivista scientifica.

fonte: http://www.apcom.net/newscultura/20091022_081800_4eb23ab_73930.html

La politica fatta coi piedi

22 Ottobre 2009 da Redazione

Una breve considerazione sulla politica di questi ultimissimi tempi…
Mettiamo in chiaro una cosa: le manifestazioni (verbali e di piazza) per una maggiore libertà di stampa non ci convincono tanto. Per troppo tempo libertà di stampa ha significato libertà  a senso unico, monopolio culturale e, allo stesso tempo, censura di un’altra parte, denigrazione di chi tra destra o sinistra non fa troppa differenza perchè propone come alternativa un’altra “politica”. Ma oggi la nostra piccola indignazione è, se possibile, ancora più “bipartisan” del solito, perchè siamo fin troppo scandalizzati da un giornalismo vuoto e da una politica fatta davvero coi piedi, ora anche in senso letterale. Non bastavano i moralismi di Repubblica e soci, non bastavano i cattivi maestri mai passati di moda alla Eugenio Scalfari, non bastavano i servizi al sapor di banalità di Studio aperto, i partigiani del Tg3, i “sanfedisti” del Tg4, i semplicistici editoriali televisivi di Paolo Del Debbio, l’anti-giornalismo di Santoro e lo sciacallaggio di Travaglio; alla lunga lista di vergognosi momenti della nostra anti-cultura si sono aggiunti i più recenti episodi. Brachino che riesce nel difficile risultato di far passare per vittima il giudice Mesiano, facendolo seguire e montandoci su un falso-scoop e, quel che è peggio, un Franceschini che, sempre più a corto di argomenti e sempre più erede della vuotezza veltroniana, “reagisce” a tutto questo mettendo su un bel paio di calzini turchesi, proprio come quelli del giudice…oddio, non si sarà indignato troppo?! A questo ci si è ridotti, ad una politica fondata sulle indignazioni mediatiche ed infantili, per cui non si rischia nulla: dalla maglietta neo-femminista della Bindi, al calzino giustizialista di Franceschini, fino all’abusato slogan “siamo tutti coglioni”…e nessuno più che si renda conto del basso livello di tutto quanto e di come forse, realmente, si possano riconoscere in quell’ultima frase…

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La nuova pedagogia

22 Ottobre 2009 da Redazione

Un felice intervento di Vittorio Messori sul Corriere ci illumina sul buonismo di chi crede di risolvere ogni problema (di integrazione e non) con qualche lezione politicamente corretta nelle nostre scuole. Una nuova pseudo-pedagogia incapace di capire che non si costruisce una verità nei cuori semplicemente insegnandola, poiché il cuore, appunto, è il campo dell’etica e della morale. Occorrerebbe rifondarne una, piuttosto che proporre continui “bignami” per insegnare cosa pensare su questo o su quello, con risultati scarsi quanto quelli sull’educazione civica nelle scuole…

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In viaggio [Concerto per la fondazione Matteo Bonetti]

21 Ottobre 2009 da Redazione

IN VIAGGIO

Suoneranno gli Nsp, Fabian degli Imperium, gli Aurora e i Ddt.
L’ingresso, presso il Teatro Italia in Via Bari 18 - Roma (Piazza Bologna), è ad offerta libera, a partire da 10 euro.
L’intero incasso della serata verrà devoluto per la Fondazione Matteo Bonetti.

Integrazione, nuovi indizi

21 Ottobre 2009 da Redazione

Continua la nostra ricerca sulla vera natura dell’integrazione. Ecco qualche nuovo indizio: un detenuto su tre è straniero…

ROMA - Un detenuto su tre nelle carceri italiane è straniero: su 65 mila persone ospitate nei penitenziari della penisola, 24 mila sono cittadini stranieri (il 37%). Sono i dati diffusi dal Sindacato autonomo della polizia penitenziaria (Sappe) che chiede al governo Berlusconi di «incrementare concretamente le espulsioni dei detenuti stranieri» per alleviare i gravi problemi di sovraffollamento delle carceri. «Si deve incrementare il grado di attuazione della norma che prevede l’applicazione della misura alternativa dell’espulsione per i detenuti stranieri i quali debbano scontare una pena, anche residua, inferiore ai due anni; potere che la legge affida alla magistratura di sorveglianza», afferma Donato Capece, segretario generale del Sappe. «I dati - prosegue Capece - evidenziano un boom di detenuti stranieri nelle carceri italiane. Si stratta di numeri incontrovertibili». «Oggi abbiamo in Italia 65.000 detenuti: ben 24mila (il 37% del totale) sono stranieri: 4.333 sono i comunitari detenuti (3.953 gli uomini e 380 donne) mentre quelli extracomunitari sono ben 19.666 (18.827 uomini e 839 donne)». In alcuni Istituti la percentuale di presenza di detenuti stranieri è davvero altissima: nella Casa Circondariale di Padova sono l’83%, al Don Soria di Alessandria il 72% come a Brescia mentre nella sarda Is Arenas Arbus sono il 73%. E buona parte dei penitenziari del Nord hanno una presenza varia che oscilla tra il 60 ed il 70%.

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Giornalismo “post-realista”…

21 Ottobre 2009 da Redazione

Qualche giorno fa, il corriere on-line dedica ampio spazio ad un’intervista che traccia le linee del nuovo eroe da celebrare. Non più quello serio, concentrato, temerario e determinato ma quello un po’ guascone, disertore, che vive di espedienti, odia la disciplina, eterno ragazzino. Non che la testata ne celebri le gesta, certo però,  non c’è traccia di censura rispetto a comportamenti tutt’altro che esemplari. Insomma, ecco il nuovo giornalismo “post-realista”, che sotto i baffi, senza farsi notare, sembra sorridere di gusto delle “birichinate” dei nuovi eroi…

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Nuove alleanze

21 Ottobre 2009 da Redazione

Nel nuovo scenario geopolitico emerge chiaramente l’esigenza della Turchia di acquisire un ruolo di primo piano nella regione caucasica. L’accordo firmato a Zurigo, infatti, potrebbe rappresentare l’inizio di un percorso di chiarificazione interregionale, funzionale a conferire all’area geopolitica in esame quella maggiore coesione e compattezza che assurgono a presupposto fondamentale per affrontare le future sfide globali.

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Padre figlio e… antifascismo?

20 Ottobre 2009 da Redazione
Don Andrea Gallo - il prete no-global (in foto) sempre in prima linea con centri sociali, emarginati ed immigrati - stavolta si è proprio superato. Non che prima fosse un campione dell’ortodossia cattolica, ma a quanto ci risulta cambiare formula ad un rito non è cosa che può fare chiunque (e non senza conseguenze): invece il prete dei “diversi” ha pensato bene di battezzare un neonato nel (sacro?) nome dell’antifascismo. Nel mondo dove “Dio è morto” tutto è lecito…anche deificare un’ideologia di morte a base di un nuovo culto civile.

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Mica male…

20 Ottobre 2009 da Redazione

Tremonti continua ad esporsi contro lo sfrenato capitalismo e il mercato globale: e le sue parole non possono che essere condivise.

Milano - I tempi dell’elogio della mobilità e dell’esempio americano sono passati. Anche il ministro Tremonti torna a elogiare il posto fisso, al punto da individuarlo come “la base della stabilità sociale”. Il ministro dell’Economia ha espresso la sua tesi a Milano, al convegno promosso dalla Bpm sulla partecipazione dei lavoratori all’azionariato delle imprese. Al convegno erano presenti anche i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. 

“Non credo - ha detto il ministro - che la mobilità sia di per sè un valore. Per una struttura sociale come la nostra, il posto fisso è la base su cui costruire una famiglia. La stabilità del lavoro è alla base della stabilità sociale”. A imporre forme di lavoro più flessibili, secondo Tremonti, è stata la globalizzaziopne che “non ha trasformato il quantum di lavoro ma la qualità di lavoro, passato da fisso a mobile. Era inevitabile fare diversamente”.

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Metafisica dell’Impero [Recensione]

20 Ottobre 2009 da Redazione

Sabato 17 ottobre, ore 18.00, si e’ tenuta la conferenza dal titolo Metafisica dell’Impero con Mario Polia, punto di riferimento culturale nell’area della destra radicale, e come si sa le conferenze del professore hanno sempre un certo seguito. Il tema trattato è di importanza fondamentale nell’ambito della cultura tradizionale.

Dopo una breve introduzione del moderatore si può partire! Il professor Polia mette subito in chiaro le cose definendo l’impero di matrice tradizionale come la manifestazione terrena di un ordine trascendente e facendo riferimento alla mitologia della Tradizione definisce l’imperatore come un essere legittimato “dall’Alto” a svolgere la sua funzione ordinatrice e di centro dell’istituzione imperiale: collaborazione organica di genti diverse alla creazione e al mantenimento di un ordine superiore. Tutto ciò che è imperialismo, ossia instaurazione di un potere supernazionale con la forza, è la negazione di tutto ciò.

Sono stati spiegati alcuni miti che trattano il tema dell’impero, e se ne sono confrontate le varie tipologie fin’oggi manifestate: dal nipponico al peruviano, passando ovviamente per quelli romano e ghibellino.

Poche le domande ma chiarificatrici, in particolar modo sul tema del conflitto tra impero e papato, e meritatissimi gli applausi ricevuti dal relatore a fine evento.

Dopo la conferenza piacevole il rinfresco offerto dalle ragazze della comunità al servizio bar, e appuntamento alla prossima conferenza, prevista per il 24 ottobre con Maurizio Rossi (sul libro di Drieu La Rochelle, “Socialismo Fascista”).

Mala tempora currunt

20 Ottobre 2009 da Redazione

La fine dell’era del petrolio con le sue guerre….sta finendo…Articolo in inglese.

Here’s an intriguing thought: Global oil supplies are indeed set to peak within a few years, and no, that is not bullish for oil. Quite the contrary—it will spell the end of the “oil age.”

That’s the take from Deutsche Bank’s new report, “The Peak Oil Market.” In a nutshell: The oil industry chronically under invests in finding new supplies, exemplified both by Big Oil’s recent love of share buybacks and under-investment by big oil-producing nations. That spells a looming supply crunch.

That will send oil to $175 a barrel by 2016—and will simultaneously put the final nail in oil’s coffin and send prices plummeting back to $70 by 2030. That’s because there’s an even more important “peak” moment on the horizon: A global peak in oil demand. That has already begun in the world’s biggest oil-consuming nation, Deutsche Bank notes:

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