2012 [Recensione]
E’ il 2012 l’ennesimo fenomeno pubblicitario e come l’influenza “A” questo “sentore apocalittico” è una vera e propria pandemia, quindi fonte di denaro. Ci han messo in mezzo di tutto, dai Maya agli extraterresti, capovolgendo il Sacro nel profano. Dopo numerosi documentari e libri il fenomeno è arrivato anche al cinema, così “2012″ è il nuovo cult che sta sbancando i botteghini. L’intreccio è costituito da due storie: da una parte un giovane ricercatore comunica agli ambienti più influenti del Governo USA la scoperta, di un suo amico scienziato indiano, per cui la crosta terrestre si starebbe sfaldando provocando enormi cataclismi, processo che sarebbe culminato entro il 21 dicembre 2012, entrando così il giovane a collaborare con il Governo per prevedere al meglio la catastrofe; dall’altra un padre di famiglia separata lotta contro il tempo e la natura per portare in salvo i suoi cari venuto a conoscenza del piano dei governi mondiali: la costruzione di arche su cui portare in salvo le personalità più ricche ed influenti verso l’alba di una “nuova era”.
Due ore e mezza di effetti speciali, di distruzione continua, del panico delle folle che delirano impotenti.
E’ normale che di fronte al caos, ad una società senza più un centro positivo e prossima alla rovina totale - i segni dei tempi parlano chiaro - le masse comincino ad avvertire anche inconsciamente di trovarsi ormai sull’orlo di una fine. Sarà questa nel 2012, nel 2036, nel 3000? Questo non importa, noi limitiamoci a fare il nostro corso, il tempo appartiene solo a Dio e sicuramente non c’entreranno extraterrestri e quant’altro.
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