Saviano lettore di Evola?
30 Dicembre 2009 da Redazione
Estratto da un intervista di Pietrangelo Buttafuoco a Roberto Saviano. “L’altro Saviano”, che uscirebbe fuori da questa intervista pubblicata sull’ultimo numero di Panorama, dovrebbe apparire come un assiduo lettore di Evola e uno scrittore formatosi sulla letteratura tradizionale e conservatrice…
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Ma perché nei giornali c’era sempre tanto pudore nel raccontare un eroe come Paolo Borsellino, fino al punto di edulcorarne l’adesione al Msi per farla diventare una generica “simpatia monarchica “? Lei sa che Beppe Alfano, un giornalista siciliano ammazzato dalla mafia, era un militante di destra? Perché si perpetua questa idea infame che solo la sinistra sia vergine e pura, mentre la destra affareggia con i mafiosi?
È un errore far diventare la battaglia antimafia una battaglia di parte. Bisogna uscire dal luogo comune. Credo lei sappia benissimo che io ho sempre detto, ribadito, sottolineato l’impegno di tanti uomini della destra nella lotta alla mafia. Non solo uomini come Borsellino, ma anche militanti comuni. La lotta alla mafia non è stata e non dev’essere né apparire mai appannaggio di una sola parte politica. Anche perché le mafie non guardano a destra o sinistra, ma soltanto al proprio interesse e all’avvicinabilità dei rappresentanti politici, a qualsiasi livello essi si trovino. La politica collusa non ha colore. In ogni caso, in questo momento moltissimi politici di centrodestra sono coinvolti in inchieste per concorso in associazione mafiosa.
Lei parla del famoso e contestato “accrocco ” tra i due articoli del Codice penale: il 110 e il 416 bis… Continua a leggere »

di Maurizio Blondet, da effedieffe.com
Romano Mussolini è l’ultimo testimone “dall’interno” della storia del Duce e del fascismo. Dopo tanti anni, ha deciso di raccogliere in un libro le memorie dirette e le confidenze del padre, portando alla luce appunti e documenti inediti gelosamente custoditi. Dai ricordi felici dell’infanzia a Villa Torlonia all’apogeo del fascismo, da quelli drammatici del 25 luglio 1943, del viaggio in Germania per rivedere il padre dopo la liberazione dal Gran Sasso, fino alla fucilazione di Mussolini e di Claretta Petacci nell’aprile del 1945. Un memoriale che offre rivelazioni clamorose su Claretta Petacci e donna Rachele, ma anche i giudizi del Duce, affidati alla memoria del figlio, su Hitler e gli Alleati. Prima edizione Rizzoli 2004.
Usa e Gran Bretagna fingono di preoccuparsi per i palestinesi. Ma le macerie restano là. Come l’oppressione e la fame di libertà del popolo palestinese…
La comunità militante RAIDO apre la stagione di concerti acustici per festeggiare, fra camerati e amici, il Solstizio d’Inverno.
I panini con la porchetta vanno quasi esauriti in breve tempo e le birre passano fra le mani dei partecipanti che con le loro voci seguono i gruppi musicali. Si va a memoria sulle note di “Claretta e Ben”, “Non scordo”, “Piccolo Attila”, e poi ancora, “La tua gente migliore” e “Cara Amica”.
Molti elementi inducono ad ipotizzare che le bandiere viola sventolate nelle piazze italiane costituiscono un preludio di rivoluzione, specialmente se consideriamo che uno dei più accaniti sbandieratori risponde al nome Ninì Di Pietro, golpista di professione, con alle spalle un’imponente golpe di natura giudiziaria, col quale fu in grado di mettere in ginocchio l’intera classe politica italiana degli anni novanta…

Evidentemente sono in troppe a farsi mettere incinta per essere rimpatriate dal fronte…









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