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L’agitazione democratica

17 Dicembre 2009 da Redazione

L’ennesimo summit, l’ennesimo incontro e l’ennesima figuraccia:  i responsabili dei danni all’ambiente si incontrano per cercare di salvare il salvabile. Ma come al solito i loro interessi economici, i loro progetti di profitto non permettono di arrivare ad un’attesa. Quindi si litiga, ci si agita e si accusa il prossimo: tutto finisce nella confusione. Mentre fuori dai palazzi ci sono le solite agitazioni senza capo nè coda. Povera Copenhagen…

I manifestanti arrivano al Bella Center, scontri con la polizia, 250 fermati

Fermati anche 3 italiani. La Prestigiacomo protesta: mi hanno impedito di entrare

COPENAGHEN - Scontri tra manifestanti e polizia davanti al Bella Center di Copenaghen, sede della Conferenza Onu sul clima dove è atteso l’arrivo dei leader mondiali per le fasi finali del negoziato. All’interno del centro congressi cresceva il pessimismo sulla possibilità di arrivare a risultati concreti (Gordon Brown ha detto che ci sono «molte questioni da risolvere»), mentre all’esterno c’erano momenti di grande tensione che hanno provocato un’irrigidimento del servizio d’ordine. A farne le spese tra gli altri anche il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo alla quale è stato impedito a lungo l’ingresso.

PRESTIGIACOMO - «Protesterò per la disorganizzazione totale, - ha detto la Prestigiacomo - non solo per i disagi personali che ho vissuto questa mattina ma stigmatizzerò la situazione anche per tutti gli italiani che hanno trascorso ore al freddo per entrare». «Oggi si può dire che - ha aggiunto la Prestigiacomo - occorre essere quindi più indulgenti sulle iniziative degli italiani, maestri in organizzazione. Qui a Copenaghen a turno è capitato a tutti di vivere simili situazioni». «Certo, per un rappresentante di governo che deve attivamente partecipare ai lavori del negoziato è anche più grave. Questa mattina - ha riferito il ministro - non ho potuto partecipare al coordinamento Ue». Per il ministro gli organizzatori «non hanno saputo gestire questa affluenza tripla rispetto alla capienza». Quindi il ministro dell’Ambiente ha raccontato quanto le è successo all’arrivo al Bella center: «Siamo andati all’ingresso principale - ha raccontato il ministro - ma siamo stati rimandati indietro perchè c’era la protesta quindi ci siamo recati a un ingresso secondario dove c’erano due file di accessi. Abbiamo scelto quello con meno gente ma siamo stati fermati dalla sicurezza in maniera molto brusca. Ci hanno rimandato indietro e questo dopo aver estratto passaporti, tesserini, aver spiegato ed esserci qualificati. In un minuto ci siamo ritrovati in mezzo alla folla che attendeva di entrare. Dopo essere rimasti intrappolati per molto tempo siamo riusciti a guadagnare l’ingresso e ho letteralmente scavalcato la transenna aiutata dall’ambasciatore italiano a Copenaghen».

TRE ITALIANI TRA I 254 FERMATI - In mattinata erano partiti due cortei, circa un migliaio i dimostranti, nonostante la fitta nevicata e il freddo intenso. Una volta arrivati davanti al Bella Center sono scoppiati violenti scontri con la polizia danese, che ha fatto massiccio ricorso a manganelli e gas lacrimogeni. Contraddittorie e confuse le notizie sul numero degli italiani fermati. Nel pomeriggio si parlava di una trentina, mentre in serata la polizia danese ha confermato che sono soltanto tre gli i connazionali fermati tra i 254 di oggi. Per uno dei tre, fermato in occasione degli scontri nei pressi del Bella Center, è scattata l’incriminazione per violazione delle leggi danesi. Per gli altri è previsto il rilascio. È uno studente torinese uno dei tre italiani fermati a Copenaghen dalla polizia. Lo affermano due comitati di Torino, gli Studenti Indipendenti e il Laboratorio Corsaro, spiegando che il giovane si chiama Saverio. «Faceva parte - dicono - del numeroso gruppo partito per contestare il fallimentare e fallito summit sul clima».

VERTICE BLINDATO, CAMBIO AL VERTICE - È dunque sempre più blindata la conferenza Onu sul clima, mentre sono attesi 110 capi di Stato e di governo, tra cui Barack Obama, per le fasi finali del negoziato. Intanto alla presidenza del vertice c’è stato un cambio della guardia: fino a venerdì toccherà al primo ministro danese Lars Rasmussen dirigere i lavori della sessione di alto livello della Conferenza Onu. Lascia quindi la guida delle sessioni informali il ministro dell’ambiente danese Connie Hedegaard, che diventa commissario Ue al clima. Le dimissioni, ha sottolineato un portavoce, erano previste e non hanno alcun significato polemico o politico. Il passaggio del timone a Rasmussen segna un ulteriore aumento del livello politico della conferenza, dopo la parte iniziale gestita dagli sherpa e quella che ha avuto come protagonisti i ministri dell’ambiente dei 193 Paesi. Da giovedì il podio passa ai capi di Stato e di governo, alcuni già arrivati come il premier britannico Gordon Brown e quello australiano Kevin Rudd. Mentre Rasmussen si occupa di presiedere la plenaria, la Hedegaard è incaricata di condurre le consultazioni informali per cercare di stringere su un compromesso.

fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/speciali/2009/summit-copenaghen/notizie/manifestazioni-arresti_4bd5119a-ea27-11de-8d37-00144f02aabc.shtml

Sezioni libri Rari e Usati

16 Dicembre 2009 da Redazione

Sezione dedicata al mondo dell’usato e dell’antiquariato. In quest’angolo del sito potranno essere acquistati testi usati ad un costo inferiore a quello di copertina e libri  datati di difficile reperibilità. Potranno essere così soddisfatti il piacere e il gusto di poter sfogliare testi di un certo valore contenutistico nelle prime edizioni di pubblicazione. Ciascun prodotto è disponibile in singola copia, tranne i casi dove è specificamente indicato il contrario. Le condizioni dei prodotti sono raggruppate in tre macro categorie: Discreto, Buono, Ottimo. Per avere maggiori informazioni sul prodotto desiderato contattare ordini@raido.it. Inoltre, contattando lo stesso indirizzo, sarà possibile accordarsi sulla vendita di testi usati che andranno ad ampliare gli scaffali del settore.

La concorrenza

16 Dicembre 2009 da Redazione

Adam Smith diceva che con la concorrenza, il modello di mercato libero e il liberismo si sarebbe arrivati all’equilibrio, come fenomeno naturale. Eccone un’ulteriore prova: intese e cartelli per strozzare l’economia delle famiglie. Tutti insieme, i burattinai della pasta. Ricredersi su Adam Smith? Noi non ci abbiamo mai creduto…

MILANO - Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, su ordine della procura di Roma, ha perquisito le sedi della Barilla a Parma, della De Cecco a Pescara e Roma, della Divella a Rutigliano (Bari), della Garofalo a Gragnano e della Amato a Salerno nell’ambito di un’inchiesta su manovre speculative che avrebbero determinato un rialzo dei prezzi alimentari a partire dal settembre 2007. Anche la sede dell’Unipi (Unione industriali pastai italiani) è stata sottoposta a perquisizione. Da fonti vicine alla Barilla si è appresa la massima disponibilità del’azienda di Parma a collaborare. Continua a leggere »

Ancora sul Sangue dei Vinti

15 Dicembre 2009 da Redazione

il-sangue-dei-vinti_fondo magazinedi Giovanni Di Martino, da Il Fondo Magazine (http://www.mirorenzaglia.org)

Le vicende della guerra civile italiana, o se si preferisce della guerra di Liberazione, o se si preferisce  della guerra tra i fascisti repubblicani e i partigiani (1943-45) e le relative atrocità, che da una parte (bande di assassini torturatori che prendevano il nome dal proprio capo: Koch, Carità, Barracu, Bardi…) e dall’altro (così detto “triangolo della morte”, linciaggi a caso delle folle cittadine impazzite…) sono state commesse, non sono oggi sdoganabili. Lo sono state negli anni Cinquanta e Sessanta, forse lo saranno un domani, ma sicuramente non lo sono oggi. Lo saranno nuovamente quando il fascismo verrà nuovamente considerato un periodo storico, così come è stato considerato subito dopo la propria fine. Ma finchè il fascismo resterà il paradigma di riferimento di ciascuna parte politica per indicare il male assoluto totale contemporaneo (Fanfani, Craxi, Berlusconi, Fini, D’Alema, Bush, Chavez, Amadinejhad), operazioni tipo Il sangue dei vinti (libro, film o miniserie televisiva che sia) sono destinate a fallire. Questo Giampaolo Pansa lo sapeva molto bene anche prima di scrivere il controverso libro a cui è ispirato lo sceneggiato televisivo che è andato in onda la scorsa settimana su Rai Uno. Infatti in un intervista a Paolo Pisanò di un po’ di anni fa, lo stesso Pansa ha dichiarato che negli anni Cinquanta e Sessanta, per quanto il fascismo fosse demonizzato, frottole sulla guerra civile 1943-45 non se ne raccontavano. Erano ancora vivi tutti quelli che l’avevano combattuta o vissuta, e raccontare balle era molto difficile.

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Arrestatela!

15 Dicembre 2009 da Redazione

Mandato di arresto di un giudice britannico per il Ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni, per crimini di guerra…Anche se Londra smentisce…

È cominciata con un’indiscrezione di Al Jazeera: un magistrato britannico ha incriminato l’ex ministro degli Esteri e attuale leader dell’opposizione israeliana Tzipi Livni per «crimini di guerra» dopo l’offensiva «Piombo Fuso» di inizio 2009 nella Striscia di Gaza, ha annunciato la tv araba. Per questo la Livni avrebeb rinunciato a un incontro a Londra organizzato dalla comunità ebraica locale. Ma dopo l’annuncio è scattato il giallo: il ministro degli Esteri israeliano ha seccamente smentito la notizia: non risulta alcun ordine di cattura.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/esteri/giallo_londra_ordine_arresto_tzipi_livni_ma_israele_falsita/15-12-2009/articolo-id=406947-page=0-comments=1

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A Natale acquista da Raido!

14 Dicembre 2009 da Redazione

LIBRI E LA BIBLIOTECA DEL LEGIONARIO
LEGIONE ARCANGELO MICHELE
Bucarest, 10 Settembre 1936

1) Coi tuoi risparmi comprati oggi un libro, domani un altro e fatti una biblioteca. Una piccola biblioteca legionaria. Sia essa l’ornamento e l’orgoglio della tua casa. Essa ti illuminerà l’intelletto e ti indirizzerà sempre sulla buona strada.

2) Quando vuoi far qualcosa di buono per qualcuno; se gli vuoi bene e vuoi farlo contento; se vuoi salvarlo dal traviamento, compera per lui un libretto e mandaglielo. Il piccolo sacrificio ti sarà ricompensato quando saprai di aver salvato un uomo.

3) Cerca, per quanto è possibile, di rifornirti soltanto alla rivendita legionaria. [...]

Tratto da “Circolari e manifesti” – C. Z. Codreanu

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Sol Invictus [Recensione conferenza]

14 Dicembre 2009 da Redazione

Ormai e’ appuntamento fisso, quello con Mario Polia da Raido nel periodo natalizio. E come tutti gli anni, ormai, vede un’affluenza davvero imponente. Almeno un centinaio i presenti sabato scorso.
“Repetita iuvant” dicevano i nostri padri, così è opportuno ripetere per fissare meglio e, speriamo, interiorizzare quei significati di precisi eventi cosmici che hanno precise valenze simboliche e metafisiche che oggi si sono ormai quasi del tutto perdute. In periodo prenatalizio il tema della conferenza ha trattato l’autentico significato del Solstizio d’inverno e delle sue implicazioni a livello cosmico. Parla Mario Polia, per cui ormai nemmeno perdiamo più il tempo delle presentazioni. Con un intervento conciso ed esauriente ha saputo catturare l’attenzione di tutte le persone presenti in sala, talmente piena che dopo un po’ non è sarebbe stato più possibile far entrare altra gente. Si è espresso il significato del Solstizio: la rinascita luminosa di forze positive sopite che soggiogano quelle tenebrose ed infere, così come il Sole in questo giorno così critico risorge dopo aver sfiorato il punto più basso dell’eclittica e sembrando ormai quasi completamente avvolto dalle tenebre e come ancora Mithra sempre in questa data, sconfigge il toro, simbolo di energie basse ed infere.
Quindi Solstizio d’Inverno come un momento di profonda introspezione in cui, identificate le nostre fallacità, ci si dovrebbe ripromettere di correggerle nell’anno che seguirà intraprendendo una via di continuo miglioramento verso un nuovo e continuo morire e risorgere. Partendo quindi dalla tradizione mithraica e passando per le varie tradizioni arie manifestatesi nella storia, si è arrivati a parlare dell’approccio al giorno di Natale delle popolazioni contadine del centro Italia che, seppur in periodo di decadenza quasi totale, vivono ancora questo momento in maniera semplice e positiva perché rimasti fedeli alle consuetudini trasmessegli dagli avi, ricordati come esempi e punti di riferimento. Così, l’augurio dello stesso Polia di poter diventare anche noi un giorno, attraverso le nostre azioni virtuose, degli esempi da monito per le generazioni future; di soggiogare qualsiasi forma di “ybris” e titanismo, sconfiggendo quel toro che ancora dentro di noi fortemente scalpita.

Per non rompere l’intensa atmosfera creata dal relatore e dalle sue parole, esaustive, evocative ed energiche, c’e’ spazio per una domanda, che non spezza comunque la magia del momento.

La cena, organizzata dalle ragazze di Raido e che vede un’affluenza di settimana in settimana sempre maggiore, contribuisce a creare un bel clima comunitario che si protrae fino a sera inoltrata.

Ci si vede tutti alla festa, presso i locali dell’associazione, giovedì 23 dicembre, con la musica dal vivo degli NSP, di Fabian degli Imperium e di Mario degli Hobbit.

Processo alla televisione [Fascicolo 19]

14 Dicembre 2009 da Redazione

Documenti per il Fronte della Tradizione - Fascicolo n. 19

PREMESSA

Questo contributo di Rutilio Sermonti rappresenta una delle migliori armi per comprendere a fondo e, di riflesso, combattere un fenomeno che, negli ultimi anni, ha assunto un potere dilagante: la televisione. Nell’era dell’impero televisivo, dove milioni di persone vivono ubriacate dalla droga pappa che spappola il cervello, il nostro atteggiamento si pone in radicale antagonismo contro la stragrande maggioranza. Come sempre. E’ dunque nel quadro di una più vasta estensione della lotta - oggi quanto mai necessaria - che si inserisce questo agile pamphlet. Già dal titolo si evidenzia l’atteggiamento, l’analisi ed il percorso dello scritto. Un “processo” ed una sentenza senza appello, una chiara condanna: morte alla televisione! Il tema centrale, infatti, non ruota intorno a ciò che la televisione vomita sui cervelli - spugna dei telespettatori - per fare questo ci sarà sempre un pagliaccio televisivo ben pagato che, con i suoi artifizi piccolo-borghesi ci consiglierà che la TV non è buona o cattiva e che basta saperla usare, basta saper scegliere. La portata autenticamente rivoluzionaria dell’analisi verte sulla necessità di combattere a tutto campo il mezzo televisivo in sé, il teleschermo. Questo in ragione del fatto che la critica, il disinnesco, l’annientamento della televisione, può avvenire solo dall’esterno. La TV, come un alieno prepotente, si è incuneata nella nostra vita, nelle nostre case, nei nostri rapporti interpersonali e familiari. Essa condiziona abitudini e costumi; frantuma la famiglia e ogni comunione domestica in piccole solitudini televisive. Basterebbe osservare solo superficialmente cosa determina su noi stessi. Essa immobilizza, neutralizza, ipnotizza e condiziona la mente, con i suoi fantasmi luminescenti che si rivolgono a noi sì, proprio a noi, chiedendoci un poco di attenzione. Ma la televisione è molto di più e molto più nociva di un semplice passatempo. Già questo a chi, come noi, sente profondo il dovere dell’azione e la necessità di non farsi sopraffare dall’amplificatore della Voce del Padrone - un padrone sciocco, deviato e corrotto - dovrebbe provocare uno scatto d’istinto. Già si sente puzza di bruciato. Ed infatti, come si evincerà dal testo proposto in questo fascicolo, l’equazione è sempre la stessa: Democrazia - Capitalismo - Centri Finanziari, più o meno occulti. La solita setta, quella che, per intenderci, vive e si ingrassa dietro le quinte e che ci spara sullo schermo i giornalisti poliziotti della verità, i guardiani dell’immaginario, le soubrette di regime, “Pippi Baudi” e grandi fratelli compresi. Tutti questi capitali, questi centri di produzione, questi incubatori mass-mediali, questi affanni, sarebbero dunque al servizio di uno smisurato amore per il progresso dell’umanità? La puzza si fa ancora più forte. La realtà è che attraverso la televisione si scardinano i punti deboli delle persone - pensate ai bambini ed agli anziani - se ne piega la volontà, se ne omologano i gusti, le scelte e la cultura; si stabilisce addirittura una gerarchia delle emozioni.Eccolo il fine ultimo, eccolo l’avvento della Santa Profezia: un mondo artificiale e puzzolente popolato da un frullato di bastardi senza radici, senza passato né futuro. Eccolo il radioso prodotto generato dalle menti dei nemici dell’uomo, una melma di meticci svirilizzati che vive in un eterno presente, con un solo scopo nella vita: consumare! Se questo futuro non ci entusiasma e ci accorgiamo che la TV fa male, allora facciamo del male alla TV. Spegniamola o almeno iniziamo a cambiargli di posto, non concedendogli, in casa, il posto d’onore. Magari leggeremo un bel libro, faremo una chiacchierata con i nostri o andremo a fare una passeggiata. Sì, una bella passeggiata, perché è sempre meglio di uno strepitoso programma televisivo. Buona lettura.

RAIDO

Autore: Rutilio Sermonti

Pagine: 36

Prezzo: 4 €

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Ricordiamo che tutti i proventi delle vendite sono reinvestiti nell’attivita’ militante.

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Intervista a Franco G. Freda (“Corriere del Veneto”, 12-12-2009)

13 Dicembre 2009 da Redazione

Cos’è per lei Piazza Fontana? «Il mio predicato criminale. Farò una ri­chiesta alle autorità per aggiungerlo al mio nom de plume, Luciano Lìcandro. Voi­là: Luciano Lìcandro di Piazza Fontana. Le piace? Suona bene?».

Sempre innocente? «A questa domanda hanno già rispo­sto, autorevolmente, le corti di Catanzaro e Bari. Non si abbia l’insolenza di fingere che questa risposta che dichiara la mia non responsabilità criminale non sia stata data».

Riconosce qualche altra accusa? «Sì, l’attentato che da oltre cinquant’an­ni muovo alla visione del mondo della de­mocrazia».

«Se Freda dicesse la verità», dice il giu­dice Stiz che per primo ha indagato su di lei. «L’unica verità è che sono stati lo­ro: Freda e Ventura». Lo raccontano le sentenze. Cos’è per Freda un giudice, una sentenza? Cos’è la giustizia terrena? «Un giudice è un attaché dell’ordine giudiziario che si sente ministro sacerdo­tale della giustizia. Se la politica è la conti­nuazione della guerra con altri mezzi, la politica giudiziaria, con le sue sentenze, è anch’essa prosecuzione della guerra, gio­cata attraverso la posologia delle sanzioni. Una sentenza è una battaglia. Ma la guerra continua. Non può esaurirsi, impastata com’è di essa la vita.Giustizia è subordinazione dei peggiori ai pochissimi migliori: della massa dei peggiori ai po­chissimi migliori. E’ regime castale. E’ sot­tomissione ai ‘belli-e-buoni’. Non è certo intrisa, la giustizia, di ipocrita bava senti­mentale».

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La capanna nella vigna

13 Dicembre 2009 da Redazione

Lasciare «tracce di luce sul gioco delle onde dei giorni vissuti», più come un «piacere che come un dovere». Sono le parole con cui, all’inizio di un nuovo anno, Ernst Jünger rinnova il proposito di tenere il diario, distillando in un’immagine il senso di questo libro. Bassa Sassonia, 11 aprile 1945 – 2 dicembre 1948: è il tempo della desolazione, in cui si piangono i propri cari o ci si consuma nell’incertezza della loro sorte. In balia degli umori degli occupanti, con la fame, il peso degli orrori che filtrano dai racconti dei prigionieri liberati dai campi di concentramento e dei nuovi profughi dell’Est che affollano le strade, si soffre l’umiliazione dell’isolamento e dell’unanime condanna internazionale, e si sperimenta una dolorosa fragilità. La resa incondizionata, la catena di esecuzioni e suicidi dei potenti della stagione appena conclusa (prima Mussolini, poi Hitler, Goebbels, Himmler), la capitolazione giapponese e le bombe su Hiroshima e Nagasaki; come pure il ripristino della corrente elettrica, la prima lettera ricevuta, la fioritura del giardino, il miracolo di un fossile che ci ricorda la vitalità e l’unità dell’universo al di là del tempo e dello spazio: ogni cosa viene puntualmente annotata. La resurrezione cui pian piano si assiste passa per le piccole cose, per una quotidianità di lavoro, letture, abitudini e affetti ritrovati o onorati nel ricordo (come il figlio Ernstel, caduto sul fronte italiano nel 1944); ma anche per un primo tentativo di valutazione di quanto è accaduto.

Autore: E. Junger
Editore
: Guanda
Pagine
:  288, brossura
Anno
: 2009
Prezzo
: € 20

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La moda della solidarieta’

13 Dicembre 2009 da Redazione

Passata l’attenzione dei media sul ghetto in cui sono relegati i Palestinesi di Gaza, nessuno si preoccupa più per un popolo solo, isolato e circondato da chi lo considera un “intruso”. Ora ci si mette anche l’Egitto. Ma il Popolo Palestinese ha la pelle dura.

GERUSALEMME - Le hanno provate tutte per bloccare i tunnel della vita e della morte che alimentano il contrabbando dall’Egitto verso la Striscia di Gaza. Pattugliamenti continui lungo il confine, delicati sensori capaci di registrare anche il movimento di una piccola zolla, allagamento dei cunicoli, persino il gas. Ma niente ha fatto indietreggiare l’esercito delle talpe. Adesso, su suggerimento e forse anche finanziamento degli americani, le autorità del Cairo ci proveranno con una barriera sotterranea di metallo impenetrabile, capace di resistere anche all’esplosivo, lunga 10-11 chilometri e profonda fino a 20-30 metri la cui posa è già iniziata in gran segreto. Durata prevista dei lavori, un anno e mezzo. 

La diga sotto terra che dovrebbe arginare il flusso dei traffici per e dalla Striscia di Gaza attraverso quella sorta di enorme gruviera che è il confine di Rafah, sorgerà a perpendicolo del vecchio muro di ferro che i guastatori di Hamas fecero saltare in una notte nel gennaio del 2008, dando ad un milione e mezzo di palestinesi imprigionati dal blocco messo in atto da Israele l’illusione della libertà. Insieme, assicurano gli esperti americani, muro esterno e barriera sotterranea dovrebbero costituire un ostacolo insormontabile. 
In un luogo come la Striscia di Gaza, che storicamente è sempre stato un crocevia di traffici, di eserciti e di viaggiatori, combattere il contrabbando è praticamente impossibile. Ma è con la chiusura dei valichi, decisa da Israele dopo l’ascesa al potere delle milizie di Hamas, che i tunnel lungo il confine con l’Egitto hanno acquisito importanza strategica.

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Sol Invictus in diretta streaming

12 Dicembre 2009 da Redazione

diretta streaming

Anche per quest’occasione, viene riproposto il servizio diretta video streaming, pensato apposta per chi e’ impossibilitato a raggiungere Roma.

Seguire la conferenza da casa e’ semplicissimo:

Bastera’ collegarsi poco prima dell’inizio conferenza (previsto per le 18,00) a questo indirizzo:

http://www.ustream.tv/channel/sol-invictus—mario-polia—conferenza-raido

o dalla Home Page:

url user: http://www.ustream.tv/Raido

Affrettati, e approfittane! [Sconti Raido]

11 Dicembre 2009 da Redazione

L’Ass. Cult. RAIDO, ispirandosi all’economia legionaria, attraverso l’impegno dei suoi militanti, reinveste tutte le entrate a favore dell’attività stessa e di conseguenza a favore del Fronte della Tradizione.

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Manifestazioni “non autorizzate”[dagli Usa] a Teheran

11 Dicembre 2009 da Redazione

Iran - Mentre il “movimento verde” pro-USA iraniano, in occasione della “Giornata dello Studente” (13 Azar - 7 dicembre), preannunciava manifestazioni massicce contro il governo e i fondamenti della Repubblica Islamica in tutte le città dell’Iran, trovando eco su tutti i mass-media occidentali, gli studenti Hezbollah, fedeli ai principi dell’Islam e della Rivoluzione Islamica, hanno organizzato delle manifestazioni imponenti, prendendo in mano e controllando le sede universitarie.
Gli studenti seguaci della linea dell’Imam Khomeyni, sventolando la bandiera nazionale della Repubblica Islamica dell’Iran e issando le immagini dell’Imam Khomeyni e dell’Ayatullah Khamenei, hanno gridato slogan contro i mercenari verdi americani ed a favore di Hezbollah. In uno di questi video si vedono diversi “militanti” del movimento verde, coperti con passamontagna, che cercano di provocare disordini e violenze. Molti di essi, fermati dalla polizia, sono risultati essere non studenti, ma infiltrati.
VIDEO
1)- 7 Dic 09- Iran, imponente presenza studenti Hezbollah in università http://www.youtube.com/watch?v=XDDJIlvL0Ms
2) 7-12-09 Giorno dello studente. Onda verde neutralizzata dagli studenti Hezbollah http://www.youtube.com/watch?v=6U2iJMl_ eCU
3) 9-12-09 Università Tehran, manifestano migliaia di studenti Hezbollah http://www.youtube.com/watch?v=vy_QVmG3Fec
A cura di “Islamsciita” - Servizio di informazione dell’Associazione Islamica Imam Mahdi (A)

Fimmini - Pietrangelo Buttafuoco

11 Dicembre 2009 da Redazione

LEGGI QUI IL PRIMO CAPITOLO

La femme fatale e la malafemmina, la divina cantata nei versi del poeta e la virtuosa catanese che ammicca per le strade in giochi furbeschi di seduzione, Carla Bruni che per dote naturale sa prendersi i cuori migliori, ma anche Brigitte Bardot, la bionda belva di Saint Tropez, ed Edda Ciano che fa innamorare il bel partigiano. E sullo sfondo il secolo passato, così mondano e sensuale: immortalato nelle feste scatenate dì Porfirio Rubirosa, nei salotti di Gabriele D’Annunzio, nella strada che fu di Ava Gardner e Walter Chiari, nel fascino luccicante delle passerelle di Parigi, nella schiena di Nicole Kidman in una pubblicità di Chanel, nei flash postmoderni delle feste ai Parioli. Pietrangelo Buttafuoco, con l’ironia e la grazia del seduttore, compone un quadro dove i ritratti di donne si alternano alle tecniche di seduzione e lasciano spazio agli aneddoti sui grandi amatori del secolo passato.

Autore: P. Buttafuoco
Editore: Mondadori
Pagine: 160
Anno: 2009
Prezzo: € 18,50

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Un film prodotto da Ahmadinejad

10 Dicembre 2009 da Redazione

“Un film ‘per irridere la Shoah’. La coproduzione Ahmadinejad-Dieudonné”

Roma. Uno degli attori più popolari in Francia, Dieudonné M’bala, è volato a Teheran per incontrare il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Il noto attore e attivista islamico ha raccolto fondi per un nuovo film che dovrà “irridere l’Olocausto”. Il comico maghrebino Dieudonné è un pezzo importante della Francia musulmana e di sinistra, celeberrimo soprattutto per i proclami in prima serata tv. Come quando disse che “con la bandiera israeliana mi ci pulisco il culo”. I suoi monologhi a teatro fanno sempre il tutto esaurito, viene accolto da folle che gridano “viva Dieudonné, viva la libertà d’espressione”, e c’è già chi lo chiama il Malcolm X francese. Attore e imitatore, ha anche presentato una “Lista antisionista” alle ultime elezioni europee, assieme a nomi illustri della sinistra parigina, come l’ex comunista Alain Soral e la militante verde Ginette Skandrani. Nato nella periferia parigina da madre bretone e padre camerunense, Dieudonné ha recitato anche al fianco di Monica Bellucci nel kolossal francese Asterix e Obelix e i suoi dvd vanno a ruba nei grandi magazzini del centro di Parigi. “Abbiamo ricevuto un budget rilevante che ci consentirà di fare film all’altezza di quelli di Hollywood, il braccio armato della cultura sionista”, ha dichiarato Dieudonné. L’accordo fra il comico e agitatore musulmano e il presidente iraniano sancisce il primo investimento dell’Iran nella cultura europea al fine di promuovere l’agenda negazionista e genocida.

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