Le regole del gioco
Ennesimo decreto per un “grave caso” di necessità ed urgenza. Leggi, leggine, decreti interpretativi di leggi e leggi innovative di decreti: il tutto per modificare le “regole del gioco”. Il nostro ordinamento cerca costantemente di appellarsi ad una struttura solida basata sulla Costituzione e sulle sue “sacre” istituzioni, ma crolla quotidianamente di fronte alla sua stessa natura di “gioco”.
Tutto è un gioco, in primis le elezioni. E le Leggi, non più sostegno per vivere correttamente, sono solo le regole di questo gioco da tavolo, al pari di un Risiko o di un Monopoli. Lo scandalo non sta dunque nel fatto che un “giocatore” possa cambiare le regole del gioco mentre lo stesso è in corso, ma proprio il fatto che la vita politica, l’impegno di servizio preso verso la propria comunità, sia considerata un gioco.
A dimostrazione di ciò stanno i rischi che si potrebbero correre se accadessero una serie di conseguenze derivanti dall’emanazione del decreto legge “salva liste”. Difatti il decreto potrebbe essere sottoposto al giudizio di costituzionalità da parte del Tar del Lazio, che oggi si dovrebbe pronunciare sul ricorso amministrativo presentato dal PDL (Pronto Decreto Legge). Nel caso in cui la Consulta dovesse riconoscere la non infondatezza della questione, dovrà pronunciarsi in tempo per le elezioni con la possibilità dunque che le stesse imminenti elezioni siano inficiate dal giudizio di costituzionalità. Non solo. Se il decreto legge – un atto normativo del Governo che deve essere trasformato in legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla sua emanazione – non dovesse essere convertito dopo le elezioni, il decreto perderà la sua efficacia sin dall’inizio; ma se ad esempio le elezioni regionali del Lazio fossero vinte dalla Bonino, la maggioranza di Governo potrebbe essere tentata di farlo decadere, travolgendo così il risultato elettorale nefasto. Il tutto per il proprio tornaconto politico. E tutto mentre la Regione Lazio non ha un Presidente… Questo il teatrino dello Stato italiano, queste le sacre regole democratiche.
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