Priorità alla Palestina? Di questo passo meglio l’abbandono
I due anni che il “quartetto per il Medio Oriente” ha avuto la faccia tosta di prendersi per la risoluzione della situazione in Palestina denotano se non altro l’interesse e la priorità che questi paesi nutrono dei confronti di questa causa. Inoltre con gli Usa di mezzo che hanno recentemente affermato che “l’America non ha alleato migliore di Israele” c’è da aspettarsi in ogni caso un trattamento neutro ed oggettivo della situazione…
MOSCA - Il Quartetto per il Medio Oriente (Russia-Usa-Ue-Onu) riunito oggi a Mosca ha chiesto a Israele di congelare le attività di colonizzazione. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon.
Il quartetto per il Medio Oriente, chiedendo una soluzione per la regione entro due anni, ha espresso la sua “profonda preoccupazione” per il deterioramento della situazione a Gaza.
Nel comunicato emesso al termine della riunione a Mosca, letto dal segretario generale dell’Onu si legge che “il Quartetto ritiene che i negoziati debbano condurre ad una soluzione negoziata tra le parti entro 24 mesi”. “Questa soluzione “deve mettere fine all’occupazione cominciata nel 1967 ed avere per effetto la creazione di uno stato palestinese indipendente, democratico e vitale, che vivrà in pace e sicurezza accanto ad Israele e ai suoi altri vicini”, continua il testo.
DICHIARAZIONE QUARTETTO, SODDISFAZIONE ANP - L’Autorità nazionale palestinese si felicita per la dichiarazione del Quartetto che chiede a Israele il congelamento delle colonie e spera che questo appello si traduca in fatti concreti. Lo ha dichiarato il negoziatore palestinese Saeb Erekat.
“Ci felicitiamo del comunicato e chiediamo al Quartetto di trasformare questo comunicato in un meccanismo vincolante sul terreno in modo che Israele attui i suoi impegni, congelando in particolare tutte le attività di colonizzazione(…) in Cisgiordania e a Gerusalemme est”, ha detto Erekat alla Afp. “Vorremmo vedere anche - ha aggiunto il negoziatore palestinese - la creazione da parte del Quartetto di un sistema di sorveglianza per assicurarci che Israele metta fine a qualsiasi attività di colonizzazione”.
RAID NELLA STRISCIA DOPO ATTACCO QASSAM - Sono quattro i raid israeliani lanciati in nottata contro la Striscia di Gaza dopo l’attacco di ieri con un razzo Qassam che, nel sud dello stato ebraico, ha ucciso un bracciante thailandese che lavorava in un kibbutz. Fonti dei servizi di sicurezza locali e testimoni oculari hanno riferito che due attacchi sono stati portati contro uno spazio aperto nei pressi della cittadina di Khan Younis, nel sud della Striscia. In un altro raid è stato preso di mira un tunnel usato per il contrabbando al confine tra Gaza e Egitto. Nell’altro attacco è stata colpita un’officina metallurgica nei pressi della città di Gaza.
Secondo quanto hanno riferito fonti palestinesi, due civili sono rimasti feriti nel raid portato contro un tunnel al confine con l’Egitto. Stando a vari testimoni, i tunnel colpiti sarebbero stati complessivamente tre, portando così a sei gli obbiettivi attaccati dagli aerei dello stato ebraico.
HEZBOLLAH, ATTACCO ISRAELE A IRAN INCENDIERA’ REGIONE - Un eventuale attacco israeliano contro l’Iran “potrebbe incendiare tutto il Medio Oriente” e “gli aggressori pagherebbero a caro prezzo” una simile iniziativa. Lo ha detto all’agenzia Reuters Sheikh Naim Kassem, il vice-leader degli Hezbollah libanesi, organizzazione legata a doppio filo con la Repubblica islamica. Kassem ha detto che chiunque subirebbe le conseguenze di un attacco, “sia che si tratti di Israele sia degli Stati Uniti”. Il vice-leader di Hezbollah ha aggiunto che eguale sorte toccherebbe a paesi che si prestassero a fornire una base logistica. Kassem non ha voluto precisare che ruolo avrebbe il suo movimento in una eventuale risposta ad un attacco contro l’Iran.
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