Trucchi del mestiere: lo scandalo dei derivati
24 Marzo 2010 da RedazioneSud
La notizia ha un grande potenziale ma già di per sè è un segno di qualcosa che si muove nella direzione giusta: sta per partire, infatti, il primo processo che in Europa vedrà rispondere davanti alla giustizia ed in un processo penale quattro grandi banche, ree secondo l’accusa di aver appioppato ad enti locali - qui si tratta del comune di Milano - contratti derivati. I derivati, lo ricordiamo brevemente, sono contratti il cui valore dipende dall’oscillazione di azioni, indici, valute o altri titoli; non sono trattati nelle normali borse valori ed il rischio ad essi collegato è tra i più alto sui mercati. Sono - per essere chiari - proprio i derivati ad essere continuamente sotto accusa per la creazione di bolle speculative, dannose per il mercato e per gli investitori. Nel caso dell’amministrazione pubblica, i derivati possono servire a mascherare indebitamenti, come è avvenuto in Grecia, con conseguenze disastrose. E così come in Grecia, anche molte amministrazioni locali in Italia si sono affidate a questo strumento, non si sa fino a che punto per incompetenza o per “ingenuità”, posto che questa possa essere una giustificazione per chi opera nel settore pubblico. Sta di fatto che finalmente qualcuno ha portato in tribunale questi signori delle banche, per fargli pagare il conto di quella che è oggettivamente una sottrazione di denaro dalle casse pubbliche. E speriamo che almeno stavolta i giudici difendano davvero il bene pubblico…

Tagli agli sprechi: uno slogan che sentiamo spesso ed ancora più spesso vorremmo vedere tradotto in realtà. E se è vero che la politica dei piccoli passi è la sola via possibile, oggi è stato compiuto un piccolo passo in questa direzione. Il governo, infatti, ha ridotto notevolmente gli sprechi nel campo degli arbitrati legati agli appalti pubblici, arbitrati il cui costo per le casse dello Stato non potrà più superare i 100.000 euro per l’intero collegio arbitrale. Si tratta, come ci spiega il Sole24ore, di cifre “lontane anni luce da quelle a sei zeri con le quali finora sono stati ricompensati gli arbitri. A oggi il compenso del professionista oscilla in base al valore della controversia: così ad esempio per una lite su un’opera da 55 milioni l’Anas e l’impresa hanno dovuto sborsare 1,4 milioni, per un lavoro Anas da 26 milioni il conto finale è stato di 450mila euro. Più in generale nel 2008, secondo l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, 98 arbitrati sono costati in parcelle ben 17 milioni di euro”. A volere la linea dura il solito Tremonti, sempre più faro di un governo che non è certo il governo dei sogni…
La News International corporation, gruppo di Murdoch legato al settore dell’informazione, è accusata di aver usato lo strumento delle intercettazioni per avere le notizie. L’accusa, del resto, ha un fonte autorevole: niente meno che il parlamento inglese, o meglio, il Comitato parlamentare cultura, media e sport, che ha da poco concluso l’inchiesta, giungendo alla conclusione che di questi abusi non sarebbero responsabili soltanto i singoli giornalisti ma anche i più alti dirigenti del gruppo, rei di averli coperti. La News Corporation, per capirsi, è la società che in Italia controlla col 100 % delle azioni Sky Italia, la tv a pagamento protagonista di forti scontri di interessi con il premier Berlusconi, sfociati addirittura in spot contro il governo, che aveva eliminato l’agevolazione fiscale (la riduzione dell’Iva) per le pay-tv…
La questione ha dell’incredibile ed altrettanto incredibili potrebbero essere le conseguenze di una eventuale veridicità della notizia: l’Italia come la Grecia avrebbe truccato i suoi conti pubblici con lo strumento dei derivati. A riportare la notizia il New York Times, il quale sostiene che il trucco di usare i derivati per mascherare il debito sarebbe stato usato dall’Italia fin dal 1996, “grazie” ad un accordo con la JP Morgan. In tutto ciò qualche coincidenza c’è: Mario Draghi, attuale governatore della Banca d’Italia, lavorava alla Goldman Sachs - la potente banca con cui ha effettuato lo scambio la Grecia - negli anni in cui il paese ellenico ha ipotecato il suo futuro. Allo stesso modo, nel ‘96, all’epoca dell’ipotetico accordo con l’Italia, sempre Draghi era direttore generale del Tesoro in Italia. A costituire più di un indizio sarebbe il fatto che l’Italia continuerebbe a pagare un tasso d’interesse invariato sul debito, nonostante i tassi siano scesi…Insomma, l’inaffidabilità di certi personaggi ci induce a pensare che tutto è possibile, anche una bugia durata 14 anni. D’altra parte, la divulgazione di una notizia del genere non potrebbe essa stessa contribuire ad una sfiducia dei mercati per i titoli del Tesoro italiani? Non potrebbe trattarsi, quindi, di una “fuga di notizie” pilotata? Neanche di questo potremmo meravigliarci, visto che, proprio a Manhattan i più grandi speculatori, come raccontava Panorama qualche giorno fa, erano allo studio di un piano per attaccare i paesi dell’euro. E pur tenendo presenti la difficoltà dell’operazione, nella lista delle potenziali vittime, dopo Spagna e Portogallo, pare ci fosse anche il nostro paese…
Akira Kurosawa (
Altro che continue privatizzazioni e speculazioni; l’unico modo per poter “arricchirci” davvero in quanto esseri umani può essere solo quello di riuscire a garantire almeno un bicchiere d’acqua a chiunque, ogniqualvolta ne abbia bisogno.
Le Pen, mentre prende più del 20% con il suo Fronte Nazionale, fa un quadro politico della situazione francese…


di Emilio Del Bel Belluz
I due anni che il “quartetto per il Medio Oriente” ha avuto la faccia tosta di prendersi per la risoluzione della situazione in Palestina denotano se non altro l’interesse e la priorità che questi paesi nutrono dei confronti di questa causa. Inoltre con gli Usa di mezzo che hanno recentemente affermato che “l’America non ha alleato migliore di Israele” c’è da aspettarsi in ogni caso un trattamento neutro ed oggettivo della situazione…
di Pietrangelo Buttafuoco


a cura del Cuib Femminile
Oggi non c’è nulla da stupirsi che sempre più persone cerchino di arricchirsi in ogni modo possibile, senza porsi alcuno scrupolo di ordine morale.



















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