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Intervista a Nadia Sala

30 Aprile 2010 da Redazione

A cura del Cuib Femminile

In vista del prossimo raduno dell’ACSAF, riportiamo un’intervista apparsa qualche tempo fa su Rinascita, a firma di M. Managò, rilasciata dall’Ausiliaria Nadia Sala. Ancora una volta, le sue parole e le testimonianze di tutte le Ausiliarie che decisero di offrire la loro giovinezza senza dubbio alcuno alla Patria, evocano una forza che non ha smesso di contrapporsi alla menzogna dei cosidetti “vincitori”.

Nadia Sala, classe 1928, originaria di Como, è un’Ausiliaria superstite del Servizio Ausiliario Femminile (SAF), il Corpo volontario, al fianco degli uomini della Repubblica Sociale, costituito con decreto di Mussolini il 18 aprile del 1944. Nadia è la quarta di otto figli, i primi tre dei quali, due fratelli e una sorella, erano già partiti come volontari nelle Forze Armate della RSI. Non volendo rimanere inerte dinanzi agli eventi, decise, alla verdissima età di sedici anni, di arruolarsi. Dopo il corso come “marconista” a Milano prese servizio al Comando generale del SAF a Como, lavorando nell’ufficio matricola dal primo ottobre 1944 al 26 aprile 1945. Arrestata alla fine di maggio venne condotta in un centro di raccolta e smistamento dei fascisti catturati, ubicato a Milano in via Palmieri; successivamente, il dieci giugno, fu trasferita a Sesto San Giovanni, dove la situazione era estremamente tesa, tanto che una notte ci fu un vero e proprio assalto. «Sembrava – ricorda lei – di essere nei giorni peggiori della rivoluzione francese». La tappa successiva fu il campo di concentramento di Bresso, dove le minorenni vennero separate dalle altre e avviate per la “loro rieducazione morale” a un istituto di suore di Milano, in via Aldini,. Infine, sino alla scarcerazione avvenuta l’undici ottobre 1945, rimase agli arresti in una caserma di Monza.Nadia è un fiume in piena ancor’oggi e, nei locali dell’associazione culturale Raido, ricorda con invidiabile memoria gli eventi vissuti tanti anni prima. Nelle sue parole c’è molta decisione, fermezza, quasi fosse ancora arruolata; è presente un vivo ricordo delle altre Ausiliarie e dei legami affettivi di un tempo ma non una lacrima scende dai suoi occhi tuttora pieni di energia e di determinazione.

La prima domanda che le rivolgo è la seguente: quali furono le motivazioni della scelta di arruolarsi nel SAF?

Volevo fare la mia parte, comunque fosse andata a finire. E scalpitavo in attesa di compiere i sedici anni, che erano l’età minima per potersi arruolare. Come aveva detto il Duce, “la Patria si serve anche facendo la guardia a un bidone di benzina”.

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Una voce controvento

30 Aprile 2010 da Redazione

Ci fa piacere constatare che, in mezzo a tante parole vuote e gesti di pura barbaria, vi sia ancora qualcuno che osa andare controcorrente e che ricorda il senso della parola civiltà…

Roma, 28 apr. (Adnkronos) - ”Trascorso il 65° anniversario della Liberazione, non vi è stato nessuno, nel panorama politico e istituzionale, ad aver avuto il coraggio politico e l’onestà intellettuale di compiere un gesto simbolico e importante volto a restituire agli italiani la verità della loro storia: recarsi a piazzale Loreto per un atto di cancellazione dell’atroce oltraggio inflitto al cadavere di Benito Mussolini”. Lo afferma Stefania Craxi, parlamentare del Pdl e sottosegretario agli Esteri. ”Potrebbe apparire una provocazione - continua Craxi - eppure piazzale Loreto era e resta, con tutti i suoi significati, il simbolo incancellabile di un’epoca e del suo sanguinoso epilogo, teatro non di una ma di due tragedie dolorose e terribili”.

”La storia non può in nessun caso essere tagliata in comparti separati tra loro: ecco il motivo per cui sarebbe stato opportuno chiudere con un gesto spettacolare, recarsi a piazzale Loreto. La sola cosa invece che non si può fare è voltare le spalle alla storia, per tragica e complessa che sia, ignorarla, nasconderla, cancellarla. E’ il modo peggiore - conclude Stefania Craxi - di comportarsi anche per chi voglia camminare con la testa tutta ormai rivolta in avanti”.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/25-aprile-Stefania-Craxi-Sarebbe-stato-opportuno-recarsi-a-piazzale-Loreto_313497993.html

Clienti e serpenti

29 Aprile 2010 da RedazioneSud

Come abbiamo già visto, non sarà facile dimostrare le responsabilità di Goldman Sachs per aver speculato sulla crisi dei sub-prime a danno dei suoi stessi clienti. Certamente, però, i contenuti di alcune delle mail interne alla banca, disponibili alla sottocommissione del Senato americano che sta effettuando indagini, rivelano come la banca fosse senza dubbio cosciente della instabilità (per usare un eufemismo!) dei titoli immobiliari che nel frattempo rifilava ai suoi clienti. Chissà che persino negli Usa non ci si debba arrendere all’evidenza…!

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Nuovo cd Hobbit - L’impero contrattacca

28 Aprile 2010 da Redazione

Anno: 2010

Tracklist:

1. L’impero contrattacca
2. Nera pasionaria
3. III Millennio
4. HL78
5. Trecento
6. Rock Nazionalista
7. Mare di guai
8. Schiaccianoci
9. Canzone per Sara
10. Tu che ne sai…

€ 15

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Distruggere il castello della finanza

28 Aprile 2010 da RedazioneSud

Ad essere frodati non investitori qualunque, ma vere e proprie istituzioni del mercato, come la Banca di Scozia. Proprio questo potrebbe salvare Goldman Sachs dall’accusa di frode e questa, in effetti, sembra essere la linea difensiva della banca, sempre al centro dell’attenzione per le sue presunte (presunte, guarda caso, come la frode in questione!) influenze sui vertici politici di mezzo mondo e per il suo ruolo centrale nei mercati finanziari. Sottile, del resto, il limite tra etica e legalità, in una realtà finanziaria in cui “le banche di investimento si trovano in perenne conflitto con se stesse”. Come spiega Onado nel seguente articolo, infatti, “tradizionalmente, e fino a non molti anni fa, le investment banks erano istituzioni fondamentalmente al servizio dei clienti, paesi sovrani e grandi imprese, per cui curavano le emissioni azionarie e obbligazionarie. Quel ramo di attività oggi fornisce una frazione dei profitti provenienti dall’attività di creazione di titoli strutturati e dal trading relativo (nel bilancio 2009 di Goldman Sachs, 1,3 miliardi di dollari contro 17,3)”. Non si tratta, dunque, della singola frode, ma di un obiettivo strutturale (e chissà se l’indagine in corso contribuirà a farlo!), quello di sgonfiare il “grande castello di carta della finanza”, in cui “i titoli immessi sul mercato, come tutti quelli della finanza moderna, sono tanto rischiosi quanto complessi e avviluppano le banche di investimento che li confezionano in un intrico di conflitti di interesse senza soluzione”. Si tratta di spostare le priorità, rimettendo la correttezza prima dei profitti. Lobby permettendo.

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La Grecia e gli usurai

28 Aprile 2010 da RedazioneSud

“Prima faccia i compiti a casa, poi avrà gli aiuti”. È questa la posizione del governo tedesco sugli aiuti da qualche giorno ufficialmente richiesti dalla Grecia. Lo ha ribadito il ministro degli esteri tedesco Westerwelle, dopo la posizione analoga espressa venerdi scorso dallo stesso premier tedesco, Angela Merkel, la quale aveva posto come conditio sine qua non la messa in campo da parte di Atene di un “credibile piano economico”. Difficile, dunque, che la crisi greca si risolva senza ulteriori strappi, soprattutto dopo che il primo ministro greco Papandreou ha chiarito nelle scorse settimane di non avere nessuna intenzione di procedere con nuovi tagli alla spesa, ritenendo di aver già fatto tutto il possibile e dovendo affrontare proprio per questo proteste e manifestazioni quotidiane sul fronte interno. Intanto “i rendimenti delle obbligazioni decennali della Grecia hanno superato la barriera del 9% per la prima volta dal 2001, anno di ingresso della Grecia nella zona euro”, ovvero la Grecia continua ad essere pensalizzata dai mercati, dovendo pagare il 9 % di interessi sui titoli che emette, tendenza che renderà ancor più difficile una stabilizzazione dei conti pubblici ellenici a lungo termine. Del resto, non è detto che il piano d’aiuti concertato da paesi Ue e Fmi sia la soluzione a tutti i problemi. Come suggerisce, sempre lungimirante, Maurizio Blondet, l’unica via per fermare il circolo vizioso e per lanciare un forte monito politico alla finanza impazzita sembra essere il ripudio del debito sovrano. Debito di popolo, contratto da cattivi servitori degli stati e su cui speculano i grandi profittatori e banchieri senza-patria di tutto il globo.

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Navigare necesse est [Vendotutto - Il corso di Vela]

27 Aprile 2010 da Redazione

Proponiamo una bella trasmissione di Radio24 (Vendotutto, di Matteo Caccia), dedicata al “corso di vela”.

Succede che con le persone che ti stanno intorno, persone che non hai mai visto prima e che hanno età, provenienze e lavori diversissimi dai tuoi, nasce qualcosa. Una cosa che non è solo amicizia perché li conosci da troppo poco tempo, una cosa che non è amore perché quello lo riconosceresti. E’ una cosa che non hai mai provato perché non sei mai stato in un posto che sembra il paradiso con l’odore del mirto e del mare, perché non hai mai passato 7 ore in mare ogni giorno, perché ogni sera sei stravolto e sei felice e le facce abbronzate che ti stanno intorno assomigliano alla tua, perché sono sorridenti. Allora capisci che non è amore, non è amicizia, è qualcosa di più è come se le persone che ti stanno intorno fossero un po’ anche te, come se l’isola e la scuola fossero uno specchio in cui ognuno scopre una parte di sé che non conosceva, e tutti la sera in camerata prima di addormentarsi sentono quel muscolo nuovo che vibra sotto la pelle, e sanno finalmente dargli un nome: si chiama passione e un po’ ti fa capire chi sei, perché finalmente hai capito cosa ti piace“.
NAVIGARE NECESSE EST

Vendotutto Il Corso di Vela

L’Alta Finanza snobba il maggiordomo Obama

26 Aprile 2010 da Redazione

di Filippo Ghira

Parlando al Cooper Union College di New York, Barack Obama ha affermato che gli Stati Uniti rischiano una nuova crisi se non verrà varata la riforma finanziaria che si trova all’esame del Senato. E’ essenziale imparare le lezioni di questa crisi, ha affermato citando la famosa frase di George De Santayana, in modo da non condannarci a ripeterle. Sarebbe inaccettabile per lui e per l’intero popolo americano. “E non fatevi illusioni - ha aggiunto rivolto ai presenti in sala - perché questo è esattamente quello che succederà se lasceremo passare questo momento senza un risultato”.

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La porno-crisi

26 Aprile 2010 da Redazione

La cosiddetta crisi miete altre vittime: sono gli impiegati di Wall Street che, evidentemente molto interessati ad arginare questo temutissimo evento, non hanno nulla di meglio da fare che esplorare le “nudità della rete”. Non c’è che dire, ulteriore prova che in realtà il mondo della finanza ha a cuore le sorti dei cittadini e delle vicende “reali”…

New York, 23 apr. (Adnkronos) - La Sec, l’organismo di controllo di Wall Street, nella bufera per una vicenda di siti porno. Secondo un rapporto disciplinare interno, infatti, decine di funzionari, anche di alto livello, della Security and Exchange Commission hanno passato ore a navigare su siti a luci rosse proprio mentre l’America affrontava una delle peggiori crisi finanziarie degli ultimi 70 anni.

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Il lucro del “buco”

26 Aprile 2010 da Redazione
Buche killer sulle strade ecco chi ci guadagnaNon passa giorno che non ci si lamenti (soprattutto nella Capitale) del manto stradale: spesso causa di incidenti, anche mortali, e di innumerevoli danni. Lassismi, inefficienze e grandi sprechi: queste le parole d’ordine che ogni anno contribuiscono ad aumentare le cifre dei morti sulle nostre strade. Questo perchè intorno all’asfalto gira un vero e proprio affare dalle mole enorme che vede coinvolti proprio tutti. Tutti, tranne chi dovrebbe legittimamente usufruirne: i cittadini.

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