Coscienza e amore per la vita

A cura del Cuib Femminile
Un tema “delicato” come quello dell’aborto è sempre stato oggetto di accese, e a volte poco costruttive, discussioni. Se ne continua a parlare in TV, dove i “liber-dibattiti” sono all’ordine del giorno, se ne sente discutere in radio; ci si informa sul Web circa gli squallidi decreti legge che addirittura ci fanno guardare alla pillola RU come ad una conquista di cui (noi donne prima e la società del progresso poi) dobbiamo andare fiere. Una conquista dal sapore femminista, non è questo quello a cui ambiamo dall’ormai lontano ‘68 (!) Poi capita di imbattersi in donne a cui “coscienza e amore per la vita” non hanno rassegnato le dimissioni; è il caso della senatrice del Pdl Ada Spadoni Urbani che usa a tal proposito un’interessante e quanto mai azzeccata scelta di parole per far valere le ragioni del disegno di legge avanzato: “Consentire l’obiezione di coscienza ai farmacisti che per “alti valori morali” non intendano collaborare per impedire la vita nascente”.
Aborto, farmacisti obiettori: presentato il ddl
Roma - “I farmacisti, anche se semplicemente dispensatori di farmaci, non possono essere costretti ad agire contro scienza e coscienza, quali semplici esecutori di scelte altrui”. E’ quanto afferma la senatrice del Pdl Ada Spadoni Urbani che ha presentato al Senato il disegno di legge Disposizioni in materia di obiezioni di coscienza dei farmacisti nella dispensa dei farmaci rientranti nella contraccezione di emergenza.
Il nuovo ddl Nella relazione al disegno di legge sull’obiezione di coscienza per i farmacisti si legge che il legislatore - dalla legge 194/1078, sull’interruzione volontaria della gravidanza, alla legge 40/2004, in materia di procreazione medicalmente assistita - ha mantenuto ferma la linea di consentire al personale sanitario l’obiezione di coscienza qualora, per alti valori morali, non intenda collaborare per impedire la vita nascente. «L’obiezione di coscienza non contesta la legge: è diversa dalla disobbedienza civile o dalle azioni positive volte a migliorare l’ordinamento giuridico. L’obiezione di coscienza - conclude Ada Urbani - deve essere ritenuta un diritto fondamentale e un’esigenza del bene comune: è proprio di una società giusta che non ci siano costrizioni di tale genere.
Fonte: Il Giornale
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