I creatori di crisi
Sono giorni difficili per l’economia mondiale. Le notizie di sfiducie, deprezzamenti e contagi vari si rincorrono frenetiche e tutti si sentono in dovere di dire la loro, di consigliare ricette più o meno valide per uscire da questa situazione. In pochi invece si soffermano su chi provoca tutto ciò, su chi da un giorno all’altro decide di mettere un paese in ginocchio… Questo è uno dei pochi casi.
Tratto da www.metronews.it
Sulle banche scontro tra l’agenzia di rating Moody’s e Bankitalia
È ufficiale. Ormai a governarci sono le agenzie di certificazione, le stesse che sostenevano che la Lehman Brothers era solidissima, e le lobby di Wall Street che le finanziano. Ieri la Moody ha preso di mira anche l’Italia. E dato che l’Unione Europea non è stata capace di creare una sua agenzia di certificazione che faccia luce sui bilanci degli stati membri e sulla loro posizione debitoria, chi ha in portafoglio il debito europeo prende l’analisi di Moody come oro colato. Il problema è il contagio, cioè che la sfiducia dei mercati si allarghi a tutti i paesi PIGS, Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna e da lì raggiunga i nostri lidi. E dato che il 70% delle obbligazioni sovrane della Grecia e della maggior parte di questi paesi sono in mano a investitori stranieri non abituati a gestire rischi di insolvenza, è probabile che le parole di Moody alimentino il virus della sfiducia e diventino una profezia che si auto-avvera. Il debito ed il deficit di bilancio italiano sono migliori di quelli del Giappone, eppure nessuno parla della bancarotta del paese del Sol levante. Perché Moody non ce lo dice? Ecco l’ennesima crisi finanziaria dove la mancanza di chiarezza e d’informazione ci fanno precipitare lungo il pozzo nero dell’insolvenza. Come reagire? Che l’Unione Europea faccia quadrato e risponda per le rime ai rampanti certificatori di Wall Street, in gioco c’è il futuro di piu’ di 300 milioni di persone! Questa è la prova del nove: se l’Unione Europea non è l’istituzione costosissima dove si parcheggiano per qualche anno politici e volti celebri, allora che si rimbocchi le maniche e ci difenda.
Loretta Napoleoni
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