In momenti di crisi di decadenza, si fa presto a cadere nella trappola dell’idolatria di falsi miti…

Mosca, 10 mag. (Adnkronos) - Non sono mancati i ritratti di Stalin nelle strade di Mosca durante la commemorazione del Giorno della vittoria, in cui la Russia celebra la vittoria sovietica nella Seconda guerra mondiale. Nonostante le critiche del presidente russo Dmitri Medvedev al dittatore sovietico e il divieto di mostrare gigantografie che lo ritraessero, la parata delle truppe russe di domenica è stata accompagnata da diverse decine di persone che inneggiavano a Stalin e mostravano la sua effige, chi su grandi cartelloni, chi su spillette appuntate sul petto. Nelle vie periferiche era possibile scorgere anche qualche manifesto murale.

“E’ stato un grande uomo - dice Svetlana, 50 anni, stringendo in mano un poster di grandi dimensioni del dittatore - ha compiuto degli errori, certo, ma il 90% delle cose che ha fatto le ha fatte bene ed è merito suo se abbiamo vinto la guerra”.

Boris ha 69 anni e all’occhiello della giacca non porta, come molti suoi connazionali, un nastro arancio e nero o un garofano rosso, simboli della vittoria, ma una bandierina con il ritratto di Stalin. “Amo Stalin - spiega - perché è stato un simbolo della mia infanzia. E’ stato un maestro”.

Entusiasta è anche Vladimir, 26 anni, secondo cui “se fosse stato un politico debole ci si sarebbe già dimenticati di lui e l’Unione Sovietica avrebbe perso la Grande guerra patriottica (la Seconda guerra mondiale, ndr)”. Il giovane, di origini ucraine, fiero di essere iscritto al Partito comunista, afferma che Stalin “non era un dittatore, ma “il leader politico più adatto all’Urss di quegli anni”, perché “come riconobbe anche Churchill prese per mano un Paese che ancora usava l’aratro di legno e quando lo lasciò aveva la bomba atomica”.

Un anziano capitano della Marina militare sovietica, un veterano 80enne che ha combattuto nel secondo conflitto mondiale, afferma di non sapere molto della figura di Stalin, ma che “durante la guerra era lui il ‘comandante supremo in capo’ delle forze armate sovietiche e che quindi, in generale, si può dire che è a lui che si deve la vittoria”.

Più cauto nell’esprimere opinioni sul leader sovietico è un uomo di quasi 70 anni che in bella mostra sul petto ha decine di spillette con bandiere sovietiche e cubane e si definisce un ‘internazionalista’: “Non si devono dimenticare le repressioni staliniane, ma non si deve nemmeno dimenticare che durante la guerra i sovietici hanno lavorato e combattuto nel nome di Stalin”. Poi conclude definendo il dittatore “una figura controversa”.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Mosca-celebra-la-vittoria-della-II-Guerra-Mondiale-alla-parata-anche-foto-di-Stalin_371045210.html

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