di Dorothea Hawlitschek

La manovra che il governo italiano sta per varare, e che muoverà oltre 28 miliardi in due anni, rischia di provocare effetti di ritorno negativi in quei settori sociali che hanno votato in larga maggioranza per il centrodestra. Non ci saranno soltanto tagli alla spesa pubblica ma misure pensate ad hoc per combattere l’evasione fiscale sia dei singoli che delle imprese. In questa ottica già fa discutere l’obbligo di emettere una fattura telematica per gli importi superiori ai 3 mila euro.
Ma in determinate categorie, come quella degli alti funzionari dello Stato (magistrati, militari, diplomatici e burocrati dei Ministeri) ha provocato notevoli malumori l’annuncio dei tagli del 5% agli stipendi superiori ai 90 mila euro annui e del 10% a quelli superiori ai 120 mila. Già si annunciano ricorsi ai giudici amministrativi con la considerazione che il governo non può annullare il contenuto di un contratto di lavoro. Certo, all’insegna dell’equità sociale, Giulio Tremonti (nella foto) ha previsto una maggiore aliquota fiscale per i dirigenti delle banche sui ricavi da plusvalenza ottenuti dalla vendita di azioni ricevute come premio di produttività. Ma poi ci sarà il blocco delle retribuzioni dei dipendenti pubblici per tre anni e il congelamento di nuove assunzioni.
Il governo insomma, tenendo conto del livello crescente di povertà, è obbligato a far coincidere nella manovra i tagli alla spesa sociale, vedi le pensioni, chiesti dalla Commissione europea, con misure “sociali” che diano all’opinione pubblica l’illusione che anche i ricchi faranno in qualche modo la loro parte.
Per il viceministro allo Sviluppo economico, Adolfo Urso, la  manovra anticrisi è necessaria ed è stata concordata con l’Unione europea per ridurre il deficit e il debito e salvaguardare così il nostro Paese dagli avvoltoi della speculazione internazionale. Sarà quindi una manovra trasparente e responsabile che tutelerà i ceti sociali più svantaggiati e le aree più deboli. Da parte sua il ministro della Sanità Ferruccio Fazio, ha assicurato che gli interventi nel settore di sua competenza non consisteranno in tagli alle erogazioni ma in un miglioramento dei processi di spesa e in una riduzione degli sprechi.

da www.rinascita.eu

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