In tutta questa lunga spata fiata propagandistica a favore dello Stato di Israele, il caro Elkann si è scordato di inserire tutto il sangue, i soprusi, le angherie, le prepotenze e le privazioni che sono state necessarie per la formazione del suddetto Stato; c’è poco da essere fieri di avere un Paese così.
“La règle du jeu”, sito- rivista di letteratura, filosofia, politica e arte legato a Bernard Henri Lévi (nel comitato editoriale ci sono nomi come Mario Vargas LLosa , Claudio Magris ed Amos Oz) pubblica oggi un appello dello scrittore Alain Elkann, Tutti gli ebrei dovrebbero diventare cittadini di Israele.
Se noi ebrei vogliamo esistere ed essere forti, dobbiamo capire che c’è uno Stato ebreo di cui Gerusalemme è la capitale. Non siamo più un popolo errante che viene dal deserto o dalla Diaspora. Siamo ebrei con una nazione dove ci sono dei politici, dei rabbini, dei professori , degli artisti, dei medici, degli operai, e poi commercianti, marinai, attori, cantanti, ballerini, giuristi, soldati, contadini, tutti ebrei e cittadini israeliani.
Continua a leggere »