Attenti, vi spiano!

Ecco un buon motivo per perdere il posto di lavoro: oggi prima regola per viver meglio e più “serenamente” è ricordarsi di essere spiati sempre e comunque.

>MILANO – Scrive su Facebook che avrebbe ricevuto una bella liquidazione dalla banca in cui lavorava, che aveva appena annunciato tagli al personale, e finisce licenziata in tronco e senza buonuscita. La 23enne Kate Furlong è rimasta vittima del suo desiderio di condividere sul social network i fatti suoi e, soprattutto, della Royal Bank of Scotland, ma così facendo ha violato la «regola di segretezza» imposta dall’istituto: da qui la decisione di cacciarla per «giusta causa». LA VICENDA – Il 2 settembre scorso, pochi minuti dopo che i suoi capi avevano annunciato un giro di vite su 3.500 posti di lavoro, infatti, la ragazza aveva postato sul suo profilo Facebook che questa «era la miglior notizia di sempre» e che avrebbe ricevuto «una bella liquidazione»: peccato per lei, però, che i commenti siano stati riportati al suo superiore, che ha immediatamente avviato un’azione disciplinare contro di lei, da cui è poi scaturito il licenziamento. E così la giovane, che lavorava alla Rbs da tre anni e mezzo e guadagnava 18mila sterline annue, si è ritrovata senza lavoro e senza l’agognata buonuscita di 6mila sterline. Ma la Furlong non è disposta a rinunciare ai soldi che, a suo dire, le spetterebbero di diritto e ha, perciò, deciso di fare causa alla banca per «ingiusto licenziamento» e di portare il caso davanti al tribunale del lavoro.

I COMMENTI – «Non posso credere di essere stata trattata in una maniera così spaventosa per quella che è essenzialmente una chiacchierata con i miei amici fuori dal lavoro», ha raccontato la ex bancaria al Daily Mail. In realtà, a detta dello stesso tabloid, a leggere i post sulla sua pagina Facebook, la versione della «chiacchierata fra amici» reggerebbe poco. «Era dannatamente evidente che qualcosa del genere sarebbe successo – si legge nel primo commento delle 17.58 del 2 settembre – e io non sono né stupida né ingenua… onestamente, per quanto mi riguarda, è la miglior notizia che abbia mai avuto!». Quattro minuti più tardi, il secondo post: «Ci daranno la possibilità di andare in pensione anticipata (ovviamente per quelli che ne hanno diritto), di trasferirci nella filiale di Birmingham, con la possibilità di un’indennità di viaggio, o di licenziarci con la buonuscita. In ogni caso…..vittoria!!!». Alle 20.17 il terzo ed ultimo commento, dove la Furlong dava dei «pazzi» a quelli della banca per averla tenuta il tempo necessario per garantirle «una bella liquidazione». Evidentemente, però, la ragazza non ha considerato che fra i suoi amici di Facebook ci fosse anche qualche collega che, una volta letti i post, l’ha denunciata al suo superiore che l’ha immediatamente sospesa, annunciandole l’apertura di un’inchiesta disciplinare ai suoi danni. Il mese scorso, la Furlong è stata licenziata ed è di venerdì la notizia della sua azione legale contro la Rbs. «L’informazione era già nota – si è giustificata la ragazza – e io stavo solo facendo una chiacchierata con i miei amici. Non vedo perché dovrei essere licenziata per questo. In realtà, si sono voluti sbarazzare di me così da non pagarmi alcuna indennità». Nessun commento ufficiale da parte della Rbs: «Non commentiamo le questioni personali dello staff», ha spiegato un portavoce.

Fonte: http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_27/marchetti-licenziata-facebook_1dbaada0-fa17-11df-9c9e-00144f02aabc.shtml