LVS concerto a Campo Plus Ultra [Recensione]

Dopo un lungo e meditato (?) periodo d’incubazione, lunghe riflessioni, e nottate insonni, dal concerto de LA VECCHIA SEZIONE+DIVAMPA dell’altra sera, ospiti del Campo Plus Ultra, possiamo finalmente diffondere la notizia del “lieto evento”. Parliamo della costituzione de “La Vecchia Sezione – Crew”: gruppo di sostegno (nel vero senso della parola vista l’età avanzata di alcuni elementi del gruppo!) dell’omonimo gruppo musicale. Chissenefrega direte voi, amici lettori, ed effettivamente ci sarebbe poco da gioire, se non per il fatto che sotto le mentite spoglie di un gruppo a favore de LVS, cova in realtà un gruppo di sovversivi votati alla loro più aperta contestazione. Scherziamo, ovviamente: o forse no. Chi può dirlo? Quel che è certo, è che, infatti, all’insegna della contestazione in salsa goliardica e militante, ieri LVS Crew è scesa in campo, schierata in prima fila, sotto il palco, a far sentire la sua voce… Questo, chiariamolo sin da ora, sarà lo stile della crew. Così come, altrettanto spartano e cameratesco, è l’intento con cui nasce il progetto stesso de La Vecchia Sezione: una chitarra, un jack, un microfono, e la passione saranno sufficienti a far innalzare i cuori!

Il concerto comincia dopo una lunga, lunghissima, fase di assestamenti e soundcheck sul palco: a riprova del fatto che trattasi di veri e propri virtuosi (?) del pentagramma…o forse era solo il freddo pungente che intorpidiva le mani? Più probabilmente entrambe… Intanto LVS Crew e pubblico accorso, ostaggio dell’umidità e del freddo non propriamente estivo, ingannano l’attesa tra una birra e un’altra, scaldandosi l’ugola per i loro beniamini militant-musicali. L’inizio si avvicina.

E si comincia. Prima La Vecchia Sezione, poi sarà la volta dei catanesi Divampa: che sembrano non accusare il freddo grazie alle loro origini etnee, o per meglio dire “vulcaniche”…
Formazione al gran completo – (Gary)Baldo, Fabian, Mario e Francesco – si inizia subito ad accendere i cuori con le più belle canzoni di sempre, saltellando qua e là tra gli autori e i gruppi che hanno fatto la storia della musica alternativa. Si passa da cover di Massimo Morsello a quelle dei 270bis, senza dimenticare le canzoni come Sera di Giugno, dedicata a Francesco Cecchin, tratte dal repertorio della formazione da cui il progetto LVS nasce: gli IMPERIUM. C’è spazio anche per un secondo – e molto probabilmente ben più interessante! – lieto evento: senza poter dare ancora una data certa, il primo cd de LVS sta per vedere la luce. Verità o menzogna? Ai posteri la sentenza… Noi intanto ci concentriamo su pezzi come Belfast (accompagnata da un futuristico lancio di volantini sul pubblico, che rivendicano la libertà di questo popolo oppresso) che ci accompagnano fino alla conclusione della performance musicale. Intanto, LVS Crew si lancia in coreografie d’alto livello con tris di torcioni rosso-bianco-neri… Roba e geometria sinuose, che Leni Riefenstahl se la sognava (!!!)…
Si chiude degnamente, placati gli animi dei più facinorosi, come nello stile de LVS: Il domani appartiene a noi, cantata tutti insieme, solo con una chitarra che segue le voci dei presenti, all’unisono, come una cosa sola. Oggi è già domani, verrebbe da rispondere a questa canzone di lotta e vittoria…

E’ quindi la volta dei Divampa. Perfettamente a loro agio in un clima pressochè identico a quello catanese (!!), hanno l’onere di portare a giusto compimento la serata. Un pò di movimento, grezzo e rumoroso, è quel che ci vuole: i Divampa non se lo fanno dire due volte. E’ un turbine di pezzi massicci e potenti, aiutati nella loro esecuzione da un’acustica naturale di una valle che avrà come minimo portato le note fino a Subiaco (a una 40ina di km per chi non fosse pratico della zona…). Non sappiamo se gli autoctoni abbiano gradito: ma a chi tocca nun se’n’grugna, come si dice a Roma. Non sappiamo nemmeno se Alan, il front-man del gruppo, abbia gradito il reiterato lancio di oggetti contro la sua persona…ma tan’tè: la nostra “grande morale” non lascia spazio a sentimenti di pentimento!!!
Dalla cover Ragazzo di strada, passando per Segui il sentiero tracciato è una serie di colpi che dal basso ventre salgono su sino al cuore. Dopo, è la volta di Assalto al bancone rosso, dedicata al Durden di Catania – e ai loschi figuri che vi transitano ogni sera – e, infine, non può mancare la chiusura “on demand”, con le richieste dal pubblico. Richieste, più spesso sovrastate dalle intemperanze di una prima fila sotto al palco decisamente alcolica e rumorosa, accolte con la conseguente chiusura del concerto sulle note di un classico: Come il vento degli Intolleranza.

E “come il vento” ci salutiamo per rivederci presto. Sempre con La Vecchia Sezione, in chissà quale posto d’Italia. Sempre col sorriso sulle labbra. Più presto di quello che potreste immaginare: aahahhahahahaha….

LVS Crew