Cicciolina va in pensione… da parlamentare!

Si rassegnino i suoi fans, si calmino gli ormoni e si plachino gli istinti più bassi: Cicciolina – ahinoi – và in pensione. Come star dell’erotismo? Assolutamente no! Come parlamentare, s’intende. Anche se la sua carriera in Parlamento era finita sin dal 1992.
Cicciolina, parlamentare dal 1987 al 1992, infatti, raggiungerà tra qualche mese l’agognato traguardo dei 60 anni – complimenti al chirurgo plastico… pare Michael Jackson! – e, con esso, il probabilmente ancor più agognato traguardo della pensione da parlamentare: 3000€ al mese.
Ma, lei si difende, perchè non si sente una privilegiata, e replica «Ho lavorato duro, il mio non è stato il bunga bunga di un giorno, ma una campagna elettorale intelligente e faticosa». Bene, bis!

ROMA – Cicciolina va in pensione. Dopo 5 anni di onorata carriera parlamentare (1987-1992) e una sola legislatura, l’ex onorevole Ilona Staller, che compie 60 anni il 26 novembre, dal mese successivo percepirà il vitalizio previsto dalla legge. Circa 3 mila euro lordi. «Pensi che me l’ero persino dimenticato. Ma non mi vergogno, non ho derubato nessuno, quei soldi me li sono meritati».
Non che sia l’unica. Analogo assegno lo prendono già altri parlamentari «lampo» come Gino Paoli, Pasquale Squitieri, incassa persino Toni Negri. «Mi mancavano due mesi di contributi, ai tempi pagai quasi 2 milioni di lire e adesso questo beneficio mi spetta. So che risulta impopolare, ma allora gli italiani dovrebbero cambiare la legge, mica l’ho fatta io. Sarei disposta a versare tutto in beneficenza, ma solo se lo faranno anche gli altri».

Non si sente una privilegiata: «Ho lavorato duro, il mio non è stato il bunga bunga di un giorno, ma un ragionamento, una campagna elettorale intelligente. E faticosa. Giravamo per le piazze io, Moana e Ramba, ho perso molti chili per la fatica. E alla fine ho preso 20 mila preferenze, seconda solo a Pannella. Gli italiani mi hanno voluta». Non fu assenteista, giura: «Partivo ogni mattina dalla Cassia con la mia Peugeot 205, mica avevo l’autista, un’ora e mezzo di traffico, spesso rientravo a mezzanotte». Quanto all’invidiato stipendio «il 60 per cento lo davo al partito, mi restavano circa 3 milioni di lire. La metà li passavo ad un avvocato che scriveva per me le proposte di legge. Ne ho fatte una ventina». Resta la traccia sul sito della Camera: affettività dei detenuti, parchi dell’amore, insegnamento del sesso nelle scuole, tasse ecologiche sulle auto, no alle pellicce. «Quando feci un discorso contro la violenza sulle donne mi applaudì pure Nilde Iotti». L’altra Cicciolina però non si ritira: il 23 è al Jolly & Pupe, sexy bar di Chieti. «Canto. A seno nudo, me lo posso permettere».

Giovanna Cavalli

Fonte: http://www.corriere.it/cronache/11_settembre_19/cavalli-cicciolina-pensione_bfba68d4-e283-11e0-9b5b-a429ddb6a554.shtml