Azione Tradizionale » 2011 » Dicembre

Il fascio littorio nell’Antica Roma (I parte)

31 Dicembre 2011 da svizzero

Pubblichiamo la prima parte di uno studio di Arturo Reghini sul fascio littorio. Nonostante Reghini non rappresenti uno dei nostri punti di riferimento e nonostante alcune posizioni da cui dissentiamo rispetto al presente articolo (es. esistenza di una molteplicità di differenze tra Roma e gli etruschi; provenienza non etrusca del principio dell’imperium e del fascio littorio a Roma; etc.) riteniamo vi siano all’interno degli spunti di riflessione comunque interessanti. A breve pubblicheremo anche la seconda e la terza parte di questo scritto.

«Nel linguaggio del diritto pubblico romano, dice il Dizionario Epigrafico di Antichità Romane di Ettore De Roggiero (1922, pag. 37), fasces sono quei mazzi o fastelli composti di una scure (securis) e di più vimini o bacchette (virgae) legati insieme da una correggia, secondo la notizia di Lydus (De Mag. I, 32) di color rosso, e che servivano come insegna propria soprattutto dei magistrati superiori». II nome fasces, il cui significato originale etimologico appare ancora nell’italiano fascio e fascina, sta ad indicare il carattere fondamentale di questo simbolo, ossia il legame e l’unione delle varie verghe del fascio in una unità cui compete l’imperio della giustizia rappresentato dalle verghe.

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Grande Fratello…Grande flop

30 Dicembre 2011 da svizzero

Sapere che ancora (punte di) 4 milioni di italiani seguono il “Grande Fratello” non ci stupisce, nè rallegra, ma constatare che il costante calo di share della trasmissione sta costringendola alla chiusura anticipata, si. Ma non ci illudiamo, perchè per un programma-spazzatura che muore, dieci ne nascono. Per questa vale sempre il vecchio consiglio di spegnere la tivvù e accendere il cervello (e il cuore!)…

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Sotto l’albero

30 Dicembre 2011 da svizzero

A cura del Cuib Femminile di Raido

Una volta sotto l’albero di Natale si trovavano giochi, libri, dolci…insomma tutto quello che si chiedeva nella famosa letterina a Babbo Natale!!!
Oggi forse qualcuno ancora scrive la letterina a Babbo Natale chiedendo ciò che desidera, ma intanto sotto l’albero arrivano (non richiesti), regali molto particolari come questo: la pillola del giorno dopo….
Naturalmente la novità arriva direttamente dalla “perfida Albione”, che, come al solito, in materia di sesso, droga e alcool è sempre in testa alla classifica.
Riteniamo superfuo qualsiasi commento in materia, le nostre posizioni sono abbastanza note, ma vogliamo sottolineare un concetto, soprattutto in questo momento dell’anno: la donna deve lottare per far rinascere se stessa e per ritornare ad essere una donna.
Non si lasci trasportare dove in realtà non vuole andare, non cada in queste penose trappole. Non si spogli di tutto quello che vuol dire “essere donna”.
Ma soprattutto non accetti regali che in realtà non desidera veramente.
Buone Feste dal Cuib Femminile

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[Mezzi UOMINI, vere BESTIE e falsi DEI]

29 Dicembre 2011 da svizzero

Privacy: l’isola che non c’è

Più se ne parla e meno ce n’è: che cos’è? Non è una filastrocca per bambini, nè uno stupido indovinello. Parliamo della privacy: la tanto decantata e al contempo violata sfera dei “cazzi propri”, per dirla all’italiana. E’ proprio così, infatti. Perchè della privacy, se notate, più se ne parla, più la si impone come sfera sacra e inviolabile, più la si esalta insomma, e più la si vede sistematicamente violata. Per fare un paragone, potremmo pensare a neanche tanti anni fa, magari venti o trenta, quando nessuno si sarebbe mai sognato di farsi - come oggi, invece - così intensamente gli affari altrui, senza che lo spauracchio della privacy venisse sbandierato a destra e a manca. C’erano, ovviamente, “chiacchieroni” e “pettegoli”, certo, ma non nella quantità, e soprattutto senza la morbosità, odierna.

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Conto alla rovescia?

28 Dicembre 2011 da svizzero

Non si ferma l’escalation della tensione tra Usa e Iran. Quest’ultimo, infatti, ha deciso per la chiusura dello stretto ove transita, ogni giorno, un enorme flusso di petrolio in uscita dai paesi produttori della regione e atraverso il quale è possibile gestire l’ingresso e l’uscita dal Golfo Persico. E, guarda caso, lo Zio Sam decide di schierarsi, ancora una volta, al fianco delle monarchie del Golfo. Quelle stesse monarchie che ebbe a tutelare molti anni fa, scagliando l’allora pedina Saddam Hussein contro il regime degli ayatollah nella guerra Iran-Irak.

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Gerarchia vs Democrazia

27 Dicembre 2011 da svizzero

Ogni tanto fa notizia. Cosa? Che la democrazia non sia poi tanto così veramente gradita dal popolo. Quale “popolo”? Sicuramente non quello che ha smarrito ogni senso di identità e di sano spirito comunitario. Ma esistono ancora enclave dove prima della legge civile ed “uguale per tutti”, viene quella - con tutti i suoi limiti, sia chiaro - del capo. Insomma, pare proprio questa la trama che sta dietro la recente espulsione dalla “contrada dell’Oca” di trenta donne che avevano osato scavalcare il capo della contrada stessa, rivolgendosi al tribunale civile per risolvere così una bega all’interno della comunità senese. Ovviamente, avvoltoi e femministe, non tarderanno ad accanirsi ben presto contro la prevaricazione - è il caso di dirlo - “gerarchica”…

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E’ morto Giorgio Bocca…

27 Dicembre 2011 da svizzero

…fine intellettuale, comandante partigiano, padre del giornalisismo italiano e…”antisemita” (?). Sicuramente lo fu in gioventù, come tante altre celebri penne e menti dell’Italia repubblicana, dalla memoria - però - decisamente corta. Come i tanti padri della Democrazia Cristiana o del PCI con un passato nella Scuola di Mistica Fascista o nei Littoriali. Purtroppo per queste persone noi la memoria l’abbiamo, invece, come quella di un elefante e certe cose non le dimentichiamo facilmente.

Protocolli dei Savi di Sion (recensione)

di Giorgio Bocca

“Sono i “Protocolli dei Savi di Sion” un documento dell’internazionale ebraica contenente i piani attraverso a cui il popolo Ebreo intende giungere al dominio del mondo. La logica costruzione del testo trae ragione e causa da un esame critico e profondo della realtà del mondo e della natura umana.
Non vi sono perciò ragionamenti aprioristici ed astratti, ma solo studio, critica, deduzione e, come ultimo risultato, la proposizione. Il povero “gojm” o “gentile” così il testo chiama i non Ebrei, leggendo quei “Protocolli” rimane al tempo stesso stupito ed atterrito. Anche se è in grado di sceverare da ciò che ha effettivo valore tutto quello che può essere enfasi ieratica o presunzione propria di chi si crede prediletto da Dio, il lettore ariano rimane impressionato dinanzi ad un opera così macchinosa e gigantesca, così ammalata di criminalità con tanta tenacia e spaventosa perseveranza condotta attraverso ai secoli da esseri che si sono sempre tenuti nell’ombra ed al riparo di propizi paraventi. Il testo, dopo aver enunciato il principio che diritto è uguale a forza, descrive i mezzi ed indica i risultati a cui il popolo Ebreo è già arrivato e quali mete dovrà ancora raggiungere per possedere il monopolio della forza, cioè del diritto, cioè del dominio del mondo. In questo intento il popolo eletto, sparsosi per volontà di Dio in tutte le parti del mondo, ha lottato e lavorato per allontanare i “gentili” sempre più da una visione realistica della vita, per gettarli in braccia all’utopia, per indebolire la forza dei loro governi e per carpire nel frattempo le loro sostanze per mezzo della speculazione.

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Elogio del Natale

25 Dicembre 2011 da Redazione

Tra tutte le festività annuali il Natale, ricorrenza del Solstizio d’inverno, è certamente quella più “sentita”. Infatti, malgrado l’attuale società sia impegnata a screditare, ridicolizzare e banalizzare ogni ricorrenza sacra con nuove trovate commerciali questo momento ha ancora un’influenza misteriosa sulle persone.

Che le origini del Natale, come festività religiosa, siano radicate nelle culture precristiane e diremmo di origine indoeuropea, è oramai assodato… ciò che spesso sfugge però, al di là del momento astronomico particolare che vede il Sole nella parte più bassa dell’eclittica, è il simbolo molto profondo degli elementi decorativi di questo periodo, l’albero ed il presepe.

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“Io non scordo”: la nuova edizione in distribuzione da RAIDO!

24 Dicembre 2011 da svizzero

Da RAIDO è finalmente DISPONIBILE la nuova edizione speciale, con scritti inediti, di “IO NON SCORDO“, di Gabriele Marconi.

E’ un’edizione limitata, che contiene un “Prima” e un “Dopo” (in prefazione e postfazione) rispetto al romanzo vero e proprio, strutturati così: nel “Prima” racconto il mio arrivo al liceo, i primi casini a scuola, il trasferimento all’Azzarita e l’inizio del periodo più vorticoso; poi c’è il romanzo; infine, nel “Dopo” racconto il periodo che va dall’estate 1980, quindi dello smembramento di Tp, al mio ritorno a Roma dopo un inverno passato da solo in Calabria.”

….Un’ottima idea per un natale veramente non conforme!

Per ordinare il libro clicca qui.

Per librerie, circoli, e associazioni che volessero ordinare il libro, contattateci all’indirizzo: distribuzione@raido.it

Dies Natalis Solis Invicti

22 Dicembre 2011 da svizzero

Mithra, araldo del Sole Invitto - recensione

21 Dicembre 2011 da svizzero

Diciassette Dicembre, qualche giorno ancora per prepararsi al Solstizio d’Inverno. Da qualche anno la Comunità militante Raido si avvicina a questa data con una piacevole consuetudine: l’incontro con Mario Polia, un appuntamento che come sempre emoziona e invita alla riflessione, così importante, ricercata e auspicata nella preparazione al Natale solare. Quest’anno la consueta conferenza pre-solstiziale è stata intitolata Mithra, araldo del Sole Invitto.

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Solstizio d’inverno, simbologie solari e Cristianesimo

21 Dicembre 2011 da Redazione

di Paolo G.

Come ogni anno, il sole sta per raggiungere, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di minima declinazione, il cosiddetto solstizio d’inverno: com’è noto, e come viene sempre ricordato da Mario Polia nel tradizionale incontro di dicembre con la comunità di Raido, questa ricorrenza aveva nell’antichità un valore simbolico fortissimo, ormai pressoché perduto nelle moderne società sconsacrate, dove sopravvivono solo usanze inconsapevolmente tramandate ed adattate nel corso dei secoli.

Toccando il punto più basso dell’ellisse compiuta dalla terra nel suo movimento di rivoluzione, il sole dà visivamente l’impressione di sprofondare, di tramontare per non ricomparire più: siamo in effetti nel giorno più corto dell’anno. Ma poi, quasi per miracolo, il sole risale nella volta celeste, tornando vittorioso a risplendere.

Questa straordinaria manifestazione astronomica veniva ritualizzata dalle antiche popolazioni indoeuropee, che vi associavano significati simbolici ultrasensibili, come d’altronde avveniva per tutti i fenomeni naturali in genere, che non venivano presi in considerazione e sacralizzati in questo loro aspetto puramente esteriore, ma in quanto teofanie, per cui il Logos Divino, pur lontano e perduto dall’uomo rispetto all’aurea unità dei primordi, tornava a manifestarsi, con i necessari adattamenti, con modalità allegoriche ed in forme tangibili e materiali.

La corretta interpretazione di queste forme consentiva pertanto di risalire verso l’alto, di tornare, seppure in modo imperfetto, in contatto con la divinità. Attraverso la comprensione dei più reconditi significati dei fenomeni naturali ed esteriori in genere si poteva dunque percepire la presenza di un ordine superiore, invisibile ed immutabile. In questo modo, l’Essere si manifestava nel Divenire, nobilitando quest’ultimo ed attribuendogli un ruolo ed una funzione che non fosse soltanto connessa alle meccaniche materialistiche, come invece avviene, inevitabilmente, nelle attuali società “solidificate”, dove l’occhio umano non riesce a penetrare il guscio formale e sensibile della materia e del divenire, accecato dalle derive razionalistiche e scientistiche.

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Aspettando una rinascita - il Solstizio d’inverno

21 Dicembre 2011 da Redazione

Camminando per strada in questi giorni non possiamo che notare quel particolare clima gioioso che, come tutti gli anni, precede il Natale. Sempre più spesso però, nell’immaginario moderno, questa festa è vissuta esclusivamente sotto l’aspetto commerciale e materialistico che essa ha assunto nella nostra società, ponendo inevitabilmente in secondo piano – quando non addirittura portandoci a vivere inconsciamente – il suo vero significato.

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Diciamo NO alla VIVISEZIONE finanziata da TELETHON [Iniziativa]

20 Dicembre 2011 da Redazione

[La crise du monde moderne]

20 Dicembre 2011 da Redazione

Fascicolo n. 43 - Bhagavad-Gītâ

20 Dicembre 2011 da Redazione

Fascicolo n. 43
Documenti per il Fronte della Tradizione

Bhagavad-Gītâ. Commento di versi scelti
A cura di Mario Polia

Pp. 38 - € 4,00

- - - ORA DISPONIBILE!- - -

PREMESSA

La Bhagavad-Gītâ, che tradotta dal sanscrito significa letteralmente “Il canto del Signore Splendente”, è l’opera nella quale l’Essere Supremo, parla ad un Guerriero, Arjuna. Egli è un uomo puro, perché è un uomo intrepido che combatte per la sua gente e per la sua Patria, ma è ancora più puro perché è colto dal dubbio.

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