Escursione Colle dell’Orso 11.12.2011 [Recensione]

Il pallido ma tenace sole che ci saluta al mattino, fra le nubi che si allontanano, smentisce le previsioni meteo: la partenza per l’escursione di GEO inizia, alle ore 9, dunque, con una temperatura non troppo fredda. Il gruppo di 11 persone sa che ha davanti a sé un lungo cammino, che parte da Cartore, attraversa la Valle di Teve, arriva in vetta al Colle dell’Orso (2200 metri) per poi formare un anello e tornare ancora una volta a Cartore. Poco meno di 23 km in linea d’aria, per concludere questo anello che si snoda tra valli e vette fantastiche.

Il gruppo è molto affiatato ma appena addentratisi nel tratto di bosco, con delle pettate di discreta pendenza, il clima si fa raccolto e silenzioso. Partecipare ed appartenere al gruppo di GEO non vuol dire solo apprezzare la montagna per gusto estetico o per sport, per desiderio di “scampagnata” o per altri motivi futili, bensì significa saper cogliere nell’esperienza verticale della montagna e nella natura che si ha di fronte un significato profondo. Così, l’autunno più profondo si esprime nei caldi colori degli alberi e del terreno, proponendo macchie scure e tinte forti. La natura sembra quasi morta ed i nostri passi affondano su cumuli di foglie secche, adagiate sotto alberi spogli. Di conseguenza, sentiamo l’esigenza di raccoglierci in noi stessi e di sfruttare il momento per riflettere e per vivere meglio il contesto in cui ci siamo addentrati. D’altra parte il tempo per la convivialità non mancherà da lì a breve.

Superato il bosco, arriviamo nella Valle di Teve, una lunga distesa in piano, circondata da montagne maestose, che proteggono questo splendidorifugio di silenzio e di colori autunnali. Decidiamo di attraversare tutta la pianura, mentre un ragazzo del gruppo, dotato di contapassi, ci segnala come i chilometri già percorsi siano 8. E non siamo nemmeno a metà strada! Viene tuttavia da domandarsi, con stupore, come si possa vivere nella città quei ritmi infernali, quando esistono dei luoghi in cui tempo e spazio sembrano assenti e dove si può apprezzare il vero silenzio, diverso da quello delle notti di città.

E’ il momento di ascendere ancora di più e la salita si fa aspra, sul Colle dell’Orso. Il terreno diventa scivoloso, con una ghiaia che vuole attenzione per ogni passo. Mano a mano che si sale, il freddo aumenta e ci copriamo sempre più, mentre per terra ghiaccio e neve ci consigliano di calibrare bene ogni movimento, vista anche la parete ripida che si apre subito al nostro fianco. Due componenti del gruppo, intanto, per problemi fisici, accusano difficoltà ma decidono di non mollare, seguiti a vista dagli altri, sempre pronti a sorreggerli in caso di necessità: perchè la montagna è anche solidarietà.

Arriviamo, verso le 12.20 in vetta, ma la nebbia è fitta, il freddo rigido, quindi, dopo una rapida foto dirito, è il tempo di chiudere l’anello che costituisce il nostro percorso: continuiamo, dunque, in cresta per alcuni metri, finché le condizioni climatiche difficili, il buio che sta arrivando da lì a breve, le difficoltà fisiche dei due nostri compagni di avventura ci consigliano di intraprendere una diretta discesa a valle, che richiede molta concentrazione e ponderazione di ogni movimento.

Arrivati così a valle, il buio è ormai sopraggiunto e dobbiamo accendere le luci frontali (da portare sempre con sé, anche quando si prevede di tornare prima del buio perché, come capitato a noi, la montagna è imprevedibile!) per riprendere il cammino nel bosco e risbucare a Cartore, in questo borghetto molto caratteristico, dove riprendiamo le macchine e torniamo a casa, quando sono ormai le 17.00. In tutto, causa clima e difficoltà dei nostri due escursionisti, più di 8 ore di marcia.

Questa escursione, oltre a regalarci un’occasione in cui prendere meglio coscienza del momento, l’autunno, che stiamo vivendo, dandoci la possibilità di entrare nel clima giusto che si confà a questa stagione, ci ha insegnato anche ad essere sempre previdenti, sempre pronti ad affrontare imprevisti e difficoltà. E, intanto, lo sguardo e la mente già si si orientano a Gennaio, per la nostra prossima attività che, a breve, comunicheremo.

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