12 mesi alla terza guerra mondiale?
31 Gennaio 2012 da svizzeroContinuano le provocazioni nei confronti dell’Iran che pensa, per tutta risposta, ad un embargo petrolifero nei confronti dell’Europa. Gli USA hanno diramato la notizia circa il fatto che Teheran sarebbe in grado di costruire una bomba atomica nel giro di 12 mesi ed hanno chiesto al Congresso di stanziare 82 milioni per costruire dei super-ordigni in grado di penetrare nei bunker atomici iraniani, che sembrano non funzionare. Ma hanno già pronta l’alternativa: bombardare le entrate e le uscite delle centrali nucleari. Insomma, gli USA continuano con la guerra mediatica visto che causa elezioni è meglio non avventurarsi nella guerra vera.


In Italia, di solito, una statua, una targa, una lapide, non la si nega proprio a nessuno. Quasi, a nessuno. Perchè se da una parte è lecito che una cittadina lucchese abbia deciso - a spese dei contribuenti! - la costruzione di due statue alte quasi tre metri, in marmo bianco, dedicate a Schettino ed al capitano De Falco per commemorare la celebre telefonata (!!!), altrettanto non è per il comune di Mezzegra che ha deciso di dedicare una più sobria lapide a due morti ammazzati: Benito Mussolini e Claretta Petacci. Peccato che i degni nipotini dei partigiani che uccisero e vilipesero i due caduti si siano messi in mezzo e vogliano impedire una decisione (legittima) del comune, che attendeva silenziosamente da 27 anni di trovare accoglimento.
Nella fredda serata di Giovedì 26 Gennaio, presso i locali di RAIDO, si è svolto l’aperincontro con Cesare Ferri. Ferri già ospite di RAIDO in altre due occasioni, in cui presentò i suoi due precedenti romanzi, è autore di grande spessore culturale, e dalla produzione letteraria vasta e articolata. In quest’occasione Ferri, partendo dal suo ultimo lavoro “


Eccolo qui lo squallido servilismo e l’occhiuta vigilanza democratica della stampa e dei media occidentali che pur di difendere e diffondere la vulgata del politicamente corretto non perdono occasione di tacere quando qualcuno o in questo caso migliaia di cittadini ungheresi cantano fuori dal coro, pronti a supportarre il premier Orban, autore di provvedimenti legislativi attuati al fine di provare a frenare la deriva dissolutrice e distruttiva del tessuto sociale nazionale magiaro. Come si evince dal silenzio dei media europei la storia è sempre la stessa: se non ti adegui e non sottostai ai vessilli ed alle imposizioni della contraffazione mondialista non è legittimo parlarne, ogni azione in contrasto verrà schiacciata, nulla sarà perdonato e il giudizio inappellabile.



















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