…E allora non fateli gareggiare nemmeno! Verrebbe da rispondere così alla notizia che la Federazione Ciclistica Italiana vuole abolire il “podio” e la premiazione per i primi tre classificati, nelle competizioni under12, per “stemperare l’idea del campioncino”. Una mossa che corrisponde alla cronica ipocondria e stress che i genitori trasmettono ai figli, evidentemente. Se alla base di questo provvedimento c’è la paura di questi genitori che i loro figli possano perdere e diventare degli eterni insoddisfatti come loro, allora, sarebbe forse meglio lasciare direttamente questi ragazzi nella loro cameretta ad attendere di diventare presto vecchi.
Quel che appare chiaro è che, pur con tutti i suoi limiti, lo sport è un’occasione di formazione perché insegna a dare il meglio di sé, e perché la sconfitta fa riflettere sui propri errori e spinge a migliorarsi. Ma, questo risulta evidentemente incomprensibile ai genitori: troppi attenti ai risultati, al punto da tale da indurre una federazione nazionale a dover prendere seri provvedimenti. A costoro andrebbe ricordato come la sana competizione, da bambini, come ci insegnano le civiltà del passato, rende già educati al rispetto dell’avversario, alla lealtà di accettare la sconfitta e al rispetto dello sconfitto.
I bambini - cari genitori insoddisfatti - non sono come voi, piagnoni insoddisfatti ed inadeguati alla vita. I bambini si sbucciano le ginocchia, piangono ma poi passa tutto e via verso un altro gioco. Voi, che se vincete avete solo il desiderio di ostentare il premio ed umiliare l’avversario. Voi, che quando “perdete”, nello sport, nella vita, sul lavoro o negli affetti, vi mangiate le mani e vorreste farla finita con tutto. Questa “razza” di genitori vorrebbe togliere al bambino la possibilità di crescere con dei sani valori agonistici e far loro sbandierare una ripugnante democrazia anche là dove democrazia non ci può essere: nella competizione con se stessi e gli altri. Come se essere migliori di altri fosse una colpa, come se non fosse “politicamente corretto”, “moralmente giusto”, “conforme ad educazione” salire sul gradino più alto ed alzare una coppa dopo il sudore e l’energia impiegata.
Buonismo e paure da codardi che rischia, dunque, di creare dei mostri. Perchè la vita è un (grande) gioco e i bambini, nella loro purezza, lo sanno meglio di noi.
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