[Mezzi UOMINI vere BESTIE e falsi DEI]

Denaro e/è prostituzione

Nell’essenza del denaro – afferma G. Simmel – si percepisce qualche cosa dell’essenza della prostituzione. L’indifferenza con cui si presta ad ogni utilizzazione, l’infedeltà con cui si separa da ogni oggetto, perchè non veramente legato a nessuno, l’oggettività, che esclude qualsiasi rapporto affettivo e lo rende adatto ad essere un puro mezzo“. Denaro e/è prostituzione, dunque. Infatti, nulla più che la prostituzione è simile alla transazione del denaro, riflettendoci. Una volta che si paga, ottenuta la merce in questione, si interrompe ogni obbligo di relazione con il venditore. E ciò avviene non tanto nella transazione in sè, quanto nello scambio che ha per base il denaro. Ciò è evidente facendo un parallelo col baratto (cioè con una transazione non a base di denaro), in cui l’oggetto scambiato conserva il suo contenuto, la sua specificità, e la storia che lo ha portato ad essere quel che è… fino quasi alla “personalità” del suo precedente possessore. Ma il denaro no, perchè azzera il carattere cordiale e intimo del baratto. Il denaro finisce per misurare con fredda esattezza matematica la quantità ed anche la qualità delle reciproche prestazioni. E così, la capacità di “prostituire” tutto, di oggettivare tutto, fin’anche di rendere “merce” la persona stessa (es. forza-lavoro quale “fattore” della produzione), deriva al denaro sulla base del fatto che, essendo un’entità priva di specificità e di qualità che non sia la mera quantità, allora eguaglia, appiattisce ed omologa tutte le cose che incontra e tocca.