Come i sovietici…

‘Dai, su, Afghani, dateci un altro po’ di tempo’. 11 anni di occupazione non bastano: Obama vola a Kabul e si fa firmare un foglietto dal governo-fantoccio messo lì proprio da lui: altri 10 anni di ‘permesso di occupare’. Impegno per la democrazia, la pace, diritti e altre invenzioni, nel discorso del Presidente dei sanguinari. Ma, il (vero) popolo afghano è ancora ritto in piedi e non accetta, non accetterà mai l’occupazione U$A a suon di cioccolatini e stragi di civili. Ne è prova il fatto che Obama riparte e il governo-fantoccio viene bersagliato di attacchi. Come a dire: non vinceranno mai.

KABUL – A un anno di distanza dall’uccisione di Osama bin Laden (VIDEO 1) da parte delle truppe Usa, in Pakistan, Barack Obama arriva a sorpresa in Afghanistan e dalla base aerea di Bagram manda via tv un messaggio alla nazione. una veloce incursione che ha avuto subito una risposta da parte dei talebani che subito dopo la partenza del presidente Usa hanno fatto esplodere una vettura nel centro di Kabul. “Miei cari americani – ha detto il presidente – abbiamo viaggiato un decennio attraverso le nubi scure della guerra. E ora qui, in Afghanistan, nel buio prima dell’alba, possiamo vedere all’orizzonte la luce di un nuovo giorno”. Per dieci minuti, in diretta tv, in prime time, Obama entra nelle case degli americani, quando in Afghanistan è notte fonda, in questa giornata molto particolare per la storia recente degli Stati Uniti.

Lo fa parlando davanti a un podio, posto davanti a due blindati, con tanto di bandiera sullo sfondo. A sorpresa, il Comandante in capo ha deciso di volare in gran segreto in questo Paese straziato da una guerra eterna, oltre dieci anni, scoppiata all’indomani degli attentati dell’11 settembre. Qui ha appena siglato un importante accordo di partenariato con il presidente afgano Hamid Karzai. Mettendosi alle spalle i problemi e le incomprensioni del passato, Obama ha firmato un testo che certifica l’impegno degli Usa nei dieci anni a venire, quando ci

sarà da costruire le istituzioni democratiche afgane. Poi il presidente ha parlato a 3200 soldati statunitensi raccolti in un hangar della base aerea, ringraziandoli del loro impegno a favore della pace e della democrazia.

Infine, il culmine della giornata, il messaggio alla nazione. Una prosa piana, nessun trionfalismo. Huffington Post si chiede se è questo il discorso della vittoria finale, della “Missione Compiuta”. Ma il premio Nobel per la Pace, l’uomo che riesce a far cessare le due guerre avviate dal suo successore, sa che la lotta per la stabilizzazione del mondo è ancora lunga e faticosa. “So che molta gente è stanca della guerra, ma dobbiamo finire il lavoro iniziato. Battere Al Qaida è un obiettivo alla nostra portata”. Tuttavia, malgrado la prudenza, il presidente non rinuncia a lanciare un messaggio di speranza e di unità nazionale, e ancora una volta apre ai Talebani, se staranno al gioco e lasceranno la guerra armata.

Nei giorni scorsi, Obama è stato accusato di aver strumentalizzato per ragioni elettorali l’anniversario della morte dello sceicco del terrore. E’ chiaro da tempo che l’imquilino della Casa Bianca tenta di spostare l’asse del dibattito politico dall’economia ancora zoppicante ai successi contro il terrorismo. E oggi Obama si può  dire soddisfatto: mentre il suo avversario, Mitt Romney, portava la pizza ai pompieri di New York, assieme all’ex sindaco della Grande Mela, Rudy Giuliani, lui volava sull’AirforceOne alla volta di Kabul.

Così oggi il suo exploit, si conclude in tv, con un ricordo alle vittime delle Torri Gemelle: “Dopo un decennio di guerre all’estero e di crisi economiche a casa nostra, è tempo di rilanciare l’America, un paese dove i nostri figli possono vivere senza paura e noi possiamo realizzare i loro sogni.
Riprendiamoci l’America. Un Paese unito dalla grinta e dalla voglia di farcela, dove la luce torna a brillare tra le nuovi torri di Manhattan. Costruiamo il nostri futuro, uniti, come un solo popolo, una sola nazione. Là è dove è iniziata la guerra in Afghanistan, e quello è il posto in cui finirà”.

Fonte: Repubblica