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L’austerity, ma non per loro

Sembra proprio che le banche non abbiano mai abbandonato la speculazione senza limiti che ha portato al crack mondiale del 2007. Questa volta sono le big bank inglesi a finire sotto inchiesta, con Barclays multata con 452$ milioni per aver manipolato il tasso Libor di riferimento, attraverso il quale avvengono scambi per diverse migliaia di miliardi di dollari in tutto il pianeta, nascondendo lo scenario reale alle autorità di controllo. Ma la banca si trova in buona compagnia, con altri nomi altisonanti come Royal Bank of Scotland, protagonista nei giorni scorsi di un blocco dei conti dei propri clienti per addirittura sei giorni, apparentemente per problemi tecnici.
Parallelamente si è ampliato a dismisura il conto delle perdite subite da JP Morgan sulla speculazione in derivati, siamo già arrivati a 9$ miliardi contro i 2$ miliardi dichiarati dal CEO Dimon, che ora si trova in una pessima posizione.
L’austerity per loro non esiste.

RBS nella bufera: 12 milioni di clienti con depositi bloccati

Conti congelati per 6 giorni, apparentemente per “problemi tecnici”. Lo scandalo e’ doppio: la banca britannica, insieme a Barclays, Citigroup, UBS, HSBC accusata di aver tentato di manipolare il Libor. Crisi di liquidita’ e bank run in arrivo? In borsa RBS: -10%, Barclays: -12%. New York – Banche al centro di scandali, ancora. In queste ore, i grandi colossi della finanza mondiale danno pessima prova di se’. Intanto si parla di crisi di liquidita’ e di bank run, cioe’ fuga dagli sportelli. E’ intervenuto il primo ministro del Regno Unito John Cameron.

Tra gli episodi più clamorosi, oltre a quello che continua a investire JP Morgan Chase – alle prese con perdite di $9 miliardi legate a operazioni di finanza speculativa sui derivati (si era detto all’inizio 2 miliardi) – scoppia all’improvviso, anche lo scandalo della britannica Royal Bank of Scotland, che non si capisce come sia stato tenuto sotto traccia tanto a lungo.

RBS è nel pieno della bufera in quanto, per ben sei giorni, 12 milioni di clienti non hanno avuto accesso ai loro conti, totalmente bloccati, apparentemente per “problemi tecnici”. Ma nessuno crede alle favole e alle dichiarazioni di facciata.

In poche parole, i correntisti non sono riusciti a prelevare contante daglli sporetlli e dai bancomat. L’amministratore delegato di RBS, Stephen Hester, con un primo comunicato, ha parlato “di un duro lavoro” da compiere per risolvere la situazione. Uno scenario che potrebbe costare all’istituto di credito UK perdite di centinaia di milioni di sterline.

Andrew Tyrie, Presidente della Commissione Tesoro della House of Commons, ha scritto direttamente a Stephen Hester, chief executive di RBS: “Dobbiamo sapere esattamente che cosa è andato storto e cosa verrà fatto per garantire che simili errori non si ripetano. È inaccettabile che così tante persone abbiano sofferto, e continuino a soffrire, di quello che apparentemente sembra essere un problema informatico”.

Le sue parole seguono quelle di Sir Mervyn King, Governatore della Bank of England, secondo cui RBS dovrebbe essere sottoposta sotto attenta osservazione.

Intanto RBS, il cui titolo ha registrato un tonfo di quasi -10%, finisce nei guai anche per un’altra questione. Il suo nome appare infatti in un report citato dal Ministro delle Finanze britannico George Osborne, secondo cui la banca, insieme a Citigroup, UBS e HSBC avrebbe tentato di manipolare il Libor, il tasso benchmark su cui si basano le transazioni interbancarie per centinaia di miliardi di dollari. E’ la stessa accusa mossa contro Barclays, multata ieri con $452 milioni. Lo stesso primo ministro britannico John Cameron ha lanciato un duro atto di accusa e vuole che le indagini sul comportamento delle banche vadano fino in fondo.

Fonte: www.wallstreetitalia.com