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Vittoria della Nazionale?

Mentre il popolo viene tramortito con il Campionato Europeo di calcio, l’euro e con esso i Paesi del blocco valutario sono sempre più vicini al punto di non ritorno. Al summit UE di questa settimana sono andate in scena le ennesime chiacchiere, con qualche passo avanti, ma sempre chiacchiere rimangono. Monti e Rajoy non hanno portato a casa nessuna vittoria e Merkel non ha subito nessuno sconfitta. L’unico sconfitto è il popolo europeo che ancora pone speranze in questi pifferai magici. L’abbiamo sempre detto: un’unione tra popoli fondata solo sull’economia e la materia può portare solo ed esclusivamente ad una divisione politica tra popoli.

New York – Sui quotidiani tedeschi di oggi la parola “Finito” e “Fuori” sono molto ricorrenti e prendeno il posto di “Finale” nell’immaginario collettivo del paese, sempre battuto sin qui nei confronti diretti con l’Italia nelle competizioni internazionali. Dopo che Monti e’ uscito vincitore dalle 15 ore di summit e l’Italia dai 90 minuti di una sfida calcistica intensa, disputata a Varsavia e valevole per l’accesso all’ultimo atto degli Europei 2012.

L’undici allenato da Cesare Prandelli e il premier italiano sono riusciti a rompere la cortina di ferro della difesa avversaria. Dopo che Mario Balotelli ha garantito la vittoria dei suoi con una fantastica doppietta, resa possibile dagli assist al bacio di Cassano e Montolivo – che ha la madre tedesca – Mario Monti e Mariano Rajoy, il suo omologo di Spagna, sono riusciti a strappare un si alla costituzione di un meccanismo anti-spread e un accesso piu’ facilitato ai fondi salvataggio permamente (il famigerato ESM).

Una sconfitta dolorosa

In un lungo e dettagliato retroscena, il settimanale Der Spiegel definisce ‘dolorosa’ la sconfitta subita da Merkel. Con il parlamento tedesco che dovrebbe ratificare oggi sia patto fiscale sia Meccanismo Europeo di Stabilita’ (il che e’ poi avvenuto), la Cancelliera non era intenzionata a fare alcuna concessione ai suoi vicini mediterranei. Alla vigilia del summit, i consulenti e ministri del governo tedesco avevano escluso qualsiasi possibilita’ di allentamento delle rigide norme che regolano l’accesso al fondo.

I confidenti di Merkel hanno gia’ cercato di mettere il risultato del summit in una luce positiva per la leader del centro destra tedesco, dicendo che il cancelliere ha fatto il massimo. Nessun aiuto sara’ concesso “senza una sovraintendenza di agenti esterni”, come osservato da Hermann Grohe, segretario generale dei Cristiano Democratici (il partito di Merkel).

L’aiuto diretto alle banche da parte dell’ESM avverra’ solo una volta che la Bce ha istituito un’autorita’ di controllo. Hollande ha gia’ fatto sapere che cedera’ con piacere parte della sovranita’ in nome dell’unione bancaria.

“Dal punto di vista tedesco, tuttavia, e’ una magra consolazione”, concede lo Spiegel. I paesi della periferia hanno invece di che festeggiare. E’ una svolta. Il ‘blocco mentale’ dell’eurozona e’ stato superato, ha detto Monti esultando, se di esultare si puo’ parlare quando ci si riferisce al tono sempre pacato del professore della Bocconi.

Il premier e’ giustificatamente soddisfatto per l’accordo strappato all’alba di venerdi’. La sua tattica ha pagato: Monti – e con lui Rajoy – hanno minacciato di porre il loro veto al patto per la crescita se non fossero state accolte le loro richieste.

Alle 19 il punto di svolta

A quell’ora il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy voleva dichiarare conclusa la prima sessione di lavoro del summit e annunciare alla stampa il patto sulla crescita. Secondo quanto riferito da chi c’era, Monti si e’ infuriato e ha chiesto a Van Rompuy dove stava andando. Monti ha dovuto ripetere la domanda un’altra volta, perche’ Rompuy faceva orecchie da mercante.

Il primo ministro ha detto che non poteva lasciare il summit senza che delle misure concrete fossero prese per contrastare il rialzo dei tassi dei bond italiani. Non avrebbe percio’ accettato di firmare il patto per la crescita finche’ quella questione non fosse stata risolta una volta per tutte. Rajoy a quel punto si e’ unito nella battaglia di Monti, dichiarando che anche lui non avrebbe approvato l’accordo.

La minaccia ha avuto un impatto sugli altri delegati presenti. Il primo monistro danese Helle Thorning-Schmidt ha chiesto ironicamente se ora gli altri leader fossero “in ostaggio”. Van Rompuy e’ rimasto seduto. Dopo le 22 ha fatto un altro tentativo di alzarsi e presentarsi all’appuntamento con i giornalisti. Merkel lo ha esortato ad annunciare l’intesa sul patto per la crescita. A quel punto, pero’, il presidente François Hollande gli ha detto di dire “la verita’”.

Il momento in cui le difese di Merkel hanno ceduto

Alle 22.30 Van Rompuy si e’ recato nella sala conferenze per annunciare uno ‘status ad interim’, precisando che non c’erano obiezioni al patto per la crescita, ma che due paesi non volevano e non potevano ancora firmarlo. E’ con questa notizia che sono andati in stampa i quotidiani italiani usciti stamattina. “Patto per la crescita vicino”, titolava oggi La Repubblica.

Dopo mezza notte il muro difensivo tedesco non era ancora stato valicato – almeno non quello in scena a Bruxelles – e i rappresentanti degli stati membri dell’Unione Europea che non fanno parte del blocco a 17 della moneta unica hanno lasciato le trattative e sono tornati nelle loro camere in albergo. Gli altri leader sono rimasti e hanno iniziato un confronto serrato. A questo punto, i membri della delegazione tedesca insistevano ancora sul fatto che non avrebbero ceduto di un millimetro.

Qualche ora dopo, tuttavia, Monti e Rajoy sono riusciti a portare Merkel in una posizione per lei scomoda e a loro piu’ propizia. La Cancelliera ha accettato che in futuro i paesi in difficolta’ saranno in grado di ricevere finanziamenti dal fondo ESM senza dover sottomettersi alla supervisione della Troika. Ad essere centrati obbligatoriamente saranno solo gli obiettivi annuali della Commissione Ue.

L’Italia non chiedera’ aiuti per ora. Ma Monti voleva mandare un segnale forte ai mercati finanziari, nel tentativo di alleggerire le pressioni sul suo paese e i suoi titoli di stato. Ovviamente l’accordo non chiarisce tutta una serie di questioni. In particolare l’intesa da’ alla Grecia un maggiore spazio di manovra per rinegoziare il piano di salvataggio, un percorso che il premier Antonis Samaras ha gia’ precisato di avere intenzione di seguire.

La sessione si e’ ufficialmente conclusa alle 4:20 della mattina. Dieci minuti dopo Van Rompuy e il presidente della Commisione José Manuel Barroso hanno fatto l’annuncio in conferenza stampa. Alle 5 del mattino Monti, il vero vincitore della serata, e’ uscito dal palazzo del Consiglio. E in una conferenza stampa insolita, sulla via verso la sua auto, ha annuncato che sarebbe volato a Kiev domenica per assistere alla finale degli Europei di calcio. Lo stesso Monti che non ama il calcio e che aveva suggerito agli italiani di boicottare il calcio per due – tre anni dopo lo scoppio dell’ennesimo scandalo scommesse.

Deve essersi sentito un po’ come il suo omonimo Balotelli. Protagonista di una vittoria insperata, ottenuta con il coraggio che caratterizza le grandi imprese. Ma come per l’attaccante nato a Palermo, anche per il professore di Varese il torneo non finisce qui. C’e’ una finale ancora da giocare. Per ora ha ottenuto un piano a meta’, una bozza di idea che pone molte condizioni e che resta teorica, preparativa a un altro piano piu’ concreto, che a sua volta richiedera’ la modifica dei Trattati e la ratifica di tutti gli stati membri. Inclusa l’avversaria di sempre: la Germania.

Fonte. www.wallstreetitalia.com