“Vivere Militare Est” (02/03/2013) – recensione

700 chilometri tra Roma e la Lombardia passano velocemente. Non perchè c’è ‘Italo’ o qualche treno super-veloce, ma perchè quando ci si sacrifica per qualcosa di grande e bello, lo si fa con goia.
Passano velocemente i chilometri, infatti, quando c’è una comunità militante da incontrare, quando c’è un momento di militanza a cui partecipare, quando si incontrano dei camerati. E’ con questo spirito che noi di Raido abbiamo partecipato alla conferenza “Vivere Militare Est”, incontro organizzato da Lealtà-Azione Lodi.
Nell’ottima giornata trascorsa insieme ai ragazzi di Lealtà-Azione abbiamo potuto constatare ancora una volta che ci può essere tanta distanza, ma quando si parla di Tradizione, di comunità militante, le differenze spariscono e si parla la stessa lingua rivoluzionaria.
Arriviamo a Lodi nel pomeriggio. L’affluenza è notevole, e l’accoglienza è come sempre impeccabile. Sin nelle piccole cose, tutto dimostra di avere dietro una preparazione sia logistica sia formativa: a dimostrazione del profondo lavoro che Lealtà-Azione sta conducendo al suo interno e all’esterno.
Poco dopo le 18 inizia la conferenza, che si sviluppa toccando con mano le esperienze delle Comunità e dei singoli presenti. Così, dopo un breve intervento di saluto di Gianmario Invernizzi, la parola passa a Francesco di Lealtà-Azione, il cui intervento è principalmente focalizzato su cosa spinge un ragazzo di oggi ad intraprendere il percorso di militanza all’interno di una comunità politica. Le difficoltà, le prove da superare, le motivazioni più forti di tutto ed il forte senso di appartenenza. Inoltre, scendendo sul piano dei fatti, Francesco descrive tutte le singole attività ed i tanti progetti che questa comunità sta portando avanti, giorno dopo giorno.
Successivamente la parola passa a noi di Raido che, tramite la nostra esperienza militante, senza alcuna velleità autoreferenziale, riassumiamo per punti chiari e secchi qual è la funzione della comunità militante. Lo Stile è ciò che contraddistingue i militanti che appartengono alla Comunità ed il Metodo tradizionale ne scandisce l’Azione, fatta di sacrificio e dono impersonale.
La Comunità Militante, perciò, come centro aggregatore di simili, di uomini e donne che riconoscono nella Tradizione gli unici principi autentici, e che fa della Formazione il proprio scopo. La Formazione è dare una forma alla propria azione, è mettere ordine nella propria vita: solo così si dà preminenza alla Formazione del Militante, senza il quale nessun programma politico – come ci insegna il Capitano Codreanu – può essere attuato.
E nel mondo moderno, in cui tutto è invertito, far parte di una Comunità Militante è una responsabilità ed un’opportunità, perché il nemico è vivo più che mai e subdolamente si infila in qualsiasi contesto della vita di tutti i giorni per portarci dalla sua parte. E l’unica arma per combatterlo è il percorso di Formazione all’interno della Comunità Militante orientata ai principi della Tradizione.
Terminati i vari interventi, ci si prepara per il concerto in scaletta condendo l’attesa con una cena sostanziosa e fiumi di birra che fanno da sfondo al “terzo tempo” post-conferenza. Non suoneranno, purtroppo, i ragazzi de La Vecchia Sezione, bloccati a Roma da motivi di natura personale. Ma, nessuno rimane a bocca asciutta, visto l’alto livello degli altri gruppi: i Bullets prima, e i Malnatt poi, animano il pubblico. Fra sano pogo, si accende la serata che si protrae a lungo, vista la numerosa richiesta di bis.
Dopo una notte trascorsa nel Lodigiano, l’indomani riprendiamo presto la strada verso Roma. Stanchi (nel fisico) ma consapevoli (nel cuore) di aver stretto una volta di più i rapporti con una bella comunità come quella di Lealtà-Azione.
Torniamo a casa convinti, ancora una volta di più, che la Comunità militante è l’unico atto rivoluzionario in un mondo di rovine e sempre più convinti di voler proseguire su questo percorso di lotta. Di lotta, sacrificio… e vittoria!
Comunità Militante RAIDO