Gli “eroi yankee” che salvarono l’arte europea (?!)

The Monuments Men Film
Apre i battenti la 64a edizione del Festival del Cinema di Berlino. Mentre centinaia di voyeuristi malati sono in trepidante attesa dell’anteprima mondiale dell’infernale film porno-psichiatrico di Lars Von Trier, “The Nymphomaniac”, non presentato a Cannes lo scorso anno a causa della quarantena politically-correct in cui il regista era incappato per il suo famoso monologo sconnesso in cui citò Hitler e gli ebrei, ma prontamente lanciato per l’occasione, in versione integrale e senza censure, proprio nel cuore di un’Europa ormai martoriata su tutti i fronti, il buon George Clooney si cimenta come regista ed attore in un nuovo polpettone filo-yankee che va ad inserirsi nell’infinita saga del “viva i liberatori americani contro i nazisti cattivi”, dall’immancabile titolo kitsch: “The Monuments Men”. Stavolta il tema è quello artistico … il film narra l’ “epica vicenda” di una squadra di soldati, studiosi ed esperti d’arte messa in campo dal prode esercito americano per “preservare le opere artistiche del Vecchio Continente dall’ansia predatoria di Hitler e dei nazisti”. “Se distruggi la cultura di un’intera generazione di un popolo, è come se non fosse mai esistito. E’ quello che vuole Hitler, ed è quello che non possiamo permettere” recita solenne in un passo del film il personaggio interpretato da Clooney. Nei commenti al film si parla del più grande saccheggio della storia che sarebbe stato evitato da un manipolo di eroi, “che salveranno la storia” in “una corsa contro il tempo e contro la furia devastatrice di Hitler per evitare che oltre mille anni di cultura andassero distrutti per sempre: uno degli scopi del Führer, infatti, era di distruggere la cultura perché non restasse traccia dei popoli nemici”. L’ennesima tragicomica falsificazione storica, l’ennesimo disastro cinematografico, l’ennesimo tassello ad un mosaico che non sembra trovare fine.
Chissà se a qualcuno verrà mai in mente (e, se fosse, se gli sarà mai consentito) di girare un bel film sugli “eroici” bombardamenti angloamericani che devastarono mezza Europa, causando centinaia di migliaia di morti e, dato che parliamo di arte, distruggendo decine e decine di città e centri storici secolari, autentici scrigni di arte e civiltà: dall’abbazia di Montecassino a Padova, da Firenze a Palermo, per non parlare del territorio tedesco spianato dalle bombe incendiarie al fosforo bianco che cancellarono secoli di storia e di cultura, oltre che circa un milione di vite umane. Per una terribile coincidenza (ma sarà solo tale?) il film sarà nelle sale dal 13 febbraio: esattamente il 69° anniversario dell’inizio dei tre giorni di bombardamenti che cancellarono Dresda, la “Firenze della Sassonia”, con tutta la sua arte ed alcune centinaia di migliaia di vite. Evviva gli eroi americani, che hanno salvato la storia, l’arte e la civiltà europea!

(comingsoon.it) – A pochi giorni dall’annuncio del The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson come film d’apertura, un altro bel colpo per il festival tedesco.
La 64esima edizione della Berlinale presenterà in programma anche il nuovo film da regista (e interprete) di George Clooney, The Monuments Men.

C’è un valore particolare nel presentare in Germania in film, che parla di un gruppo di studiosi ed esperti d’arte che l’esercito americano arruolò allo scopo di preservare le opere artistiche del Vecchio Continente dall’ansia predatoria di Hitler e dei Nazisti. E all’indomani della recente scoperta di un appartamento a Monaco di Baviera nel quale sono stati ritrovati oltre 1400 dipinti di autori come Marc Chagall, Max Liebermann, Ernst Ludwig Kirchner, Oskar Kokoschka, Edvard Munch, Emil Nolde e Albrecht Dürer nascosti durante la II Guerra Mondiale.

“Più di cinque milioni di opere d’arte rubate dai nazisti sono state restituite ai loro paesi d’origine nel dopoguerra,” ha detto il direttore del Festival di Berlino Dieter Kosslick, “ma come le recenti scoperte di Monaco dimostrano, i furti di quegli anni sono ancora d’attualità. The Monuments Men porta finalmente questo argomento poco noto all’attenzione di un pubblico mondiale.”

Come per Anderson, anche per Clooney quello del 2014 sarà un ritorno a Berlino, dove nel 2003 presentò il suo esordio registico, Confessioni di una mente pericolosa.