“1992”: una serie targata Sky, commissionata dai Poteri Forti (?)

1992

recensione a cura della Redazione di AzioneTradizionale.com

In queste settimane è in programmazione “1992”   una serie prodotta da Sky e La7. Chiariamo subito chi è che paga, perchè di solito chi paga è anche chi ha il diritto di esigere un prodotto confezionato “su misura”. Ed è, infatti, proprio di un secondo fine che questa serie sembra intrisa. la storia, come si evince fin dal titolo, è quella dell’anno 1992, concentrandosi ovviamente nei giorni di crisi del sistema della prima Repubblica ed il parallelo avvento della seconda, sotto i colpi dell’inquisizione giudiziaria di Di Pietro ed il pool di “Mani Pulite”. 
 
Parallelamente alla fiction Sky, l’emittente “sorella”History Channel sta mandando in onda un documentario che narra quei giorni in chiave – apparentemente – storico/giornalistica. Un doppio fronte, quindi, che vede questi due giganti del sistema televisivo schierati su un tema ancora caldo. Anche perché recentemente, sono emerse dichiarazioni di Bettino Craxi che confermava quello che è ormai molto più di un sospetto: il ruolo degli americani nella vicenda – tramite l’utile-idiota Antonio Di Pietro e l’onnipresente Michael Leeden – nell’inchiesta-scandalo che sarebbe passata alla storia come Tangentopoli.
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Al netto della narrazione di “1992”, condita da sesso, vicende personali sullo sfondo di una “Milano da bere” ormai in declino, e l’ascesa economica del gruppo Fininvest, si vuole così imporre allo spettatore una vulgata romantica e banale, in cui il perno è Di Pietro e questo suo team di investigatori ed inquirenti un pò maldestri e raccogliticci che, quasi per caso, si imbattono nel filone giusto che avrebbe poi portato – come in un effetto domino – a mettere in scacco i partiti della prima Repubblica. Insomma, la classica retorica buoni VS cattivi che piace vedere a tutti per andare a nanna sereni.
 
Antonio Di Pietro emerge come una figura luminosa, certamente un pò cafona, ma genuina, che crede in un’indagine che per lui ha lo stesso valore etico dell’azione antimafia (i paragoni con Falcone si sprecano nella fiction…). Uno che ce la fa tutta da solo, ma che soprattutto ha le palle di non guardare in faccia ai padrini di 50 anni di parlamentarismo, quegli intoccabili che neanche i magnati dell’industria avevano mai osato contraddire, o esimersi dal pagare loro le bustarelle. insomma, un eroe dei nostri tempi.
1992 c
 
Chiariamoci. Questo non vuol essere un elogio fuori tempo massimo a Craxi o al vecchio sistema partitico. Era marcio e meritava di sprofondare, come dovrebbe sprofondare la democrazia ed il parlamentarismo tutto, però, a prescindere dalla eventuale corruzione. La democrazia è un male ed ha costitutivamente al suo interno la corruzione. Vogliamo semplicemente sottolineare come la vulgata di questa fiction faccia il pari con il fatto che non si voglia consentire agli italiani di porsi un fondamentale quesito: a chi è convenuto ed a cosa è servita Tangentopoli?
 
Al netto degli scandali, delle bustarelle, del malcostume e delle manette esibite in diretta tv, il sistema corruttivo esisteva prima di Tangentopoli e continua ad esistere tutt’ora… ovviamente. Quello che è cambiato è l’assetto del nostro Paese (interno-economico ed esterno-geopolitico) proprio grazie alla connivenza dovuta: a) ad un momento di stallo della governance italiana; b) all’irrompere di soggetti politici “nuovi”, del tutto disinteressati verso l’interesse nazionale, bensì desiderosi di accumulare in breve tempo posizioni di rendita e di forza a discapito della vecchia classe dirigente.
 
A livello interno, cioè economico, abbiamo assistito all’irruzione dei tecnici in politica e alla loro scellerata e forzosa operazione di privatizzazione degli asset strategici italiani. Nessuno, a quel punto, aveva da ridire. L’era degli “statisti”, ultimo dei quali – lo scriviamoci turandoci in naso… Sia ben chiaro – fu il Craxi di Sigonella, era tramontata e nessuno aveva la forza e la volontà di opporsi.
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A livello esterno, cioè geopolitico, l’Italia doveva forzatamente accettare il ruolo di subalterno/attore secondario nella Nato e nell’Unione Europa, perdendo così la rendita di posizione che le era – nonostante tutto – derivata da una posizione ed una politica che la Guerra Fredda le aveva consentito, anche grazie alle intuizioni di uomini come Enrico Mattei o Aldo Moro. 
 
Non vedere questo ed, anzi, gettare fumo negli occhi come fa “1992” è criminale. Per questi reati di disinformazione e di intelligente rovesciamento della verità fattuale e storica, sì che ci vorrebbero le manette e “10-100-1000 Di Pietro”, nonché la carcerazione preventiva per arrestare tutti questi corrotti e corruttori di menti.