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L’ascesa dei modelli transgender nel mondo della moda

Hari Nef (2)
In tempo di dittatura gender, ovviamente anche il mondo della moda non può non allinearsi. E così, in un ambiente dove già l’androginia e comunque una certa equivocità sessuale è sempre stata presente, con facilità estrema si sta diffondendo il virus dell’indefinibilità e della neutralità sessuale. Un altro tassello verso il trionfo dell’uomo-ibrido, quello che nell’intenzione di chi pianifica l’avvento del Nuovo Ordine Mondiale, popolerà, innocuo e asettico, un mondo pallido e senza più identità, nelle mani di sordidi dominatori senza scrupoli.

di M. Pro.

(corriere.it) – Hari Nef ha il volto efebico di Tadzio in Morte a Venezia: un angelo senza sesso, anche se il collo in alcune pose «tradisce» nervature androgine e il suo vocione, nel video postato su Instagram, è decisamente maschio. Ha soli 22 anni e tutti parlano di lei-lui: da poco ha firmato il contratto globale con la Img Models, diventando la prima modella transgender della storia ad aggiudicarsi un simile ingaggio. In coppia con la bosniaca Andreja Pejic, definitivamente donna dopo l’operazione di «riassegnazione» sessuale, è il nuovo volto della campagna di &Other Stories: due transgender che hanno trasformato la diversità in un valore aggiunto, bandiera di quel genere fluido che già da qualche anno imperversa nella moda.

Andreja Pejic (2)

Scoperta da un talent scout nel McDonalds in cui lavorava, nel giorno del suo 17esimo compleanno, Andreja dopo aver calcato le passerelle di Marc Jacobs e Jean Paul Gaultier, è diventata il volto della linea di cosmetici Make up for Ever. Né uomini, né donne: persone che scelgono – volta per volta- cosa e come essere, con il rifiuto di ruoli pre-assegnati e delle «gabbie» imposte dai ruoli.

Il passo avanti

Il gender bender – che ha fatto capolino negli anni Ottanta – oggi è quasi un imperativo nella moda, dalle gonne da uomo disegnate da Rick Owens all’eyeliner nero sugli occhi, alla Johnny Depp. Il passo in avanti, rispetto a modelle transgender famosissime come Lea T, la modella brasiliana figlia di Cereso, nata uomo e diventata donna, è visibile: non c’è più la volontà di aderire smaccatamente all’«eterno femminino». Il nuovo gioco è essere senza genere, basculanti tra l’x e l’y, senza per forza essere «il» o «la».

«Pensare a stare bene»

«Penso che bisognerebbe iniziare a prendere in considerazione delle opzioni che non viaggiano su binari prestabiliti. Non dovrebbe essere così scioccante e radicale. Bisognerebbe solo pensare a cosa fa star bene una persona», ha dichiarato il fotografo Amos Mac, autore degli scatti della campagna &Other Stories, realizzati a Stoccolma. «La moda ha giocato un ruolo chiave nel processo della formazione della mia identità – spiega Hari Nef nel video della campagna -. È stato il mio primo mezzo per esprimere la mia personalità e la possibilità di esprimere una femminilità che non fosse quella della bellezza convenzionale».