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[Antonio Medrano] L’Azione Tradizionale #1

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di Antonio Medrano

Prima di rispondere alla domanda1, debbo porre delle premesse alla domanda stessa, perché, come dice Landsberg, il quid di una domanda (di un problema) non è tanto nella risposta che ad essa si dà, ma piuttosto nel modo stesso in cui è posta. O, come dice un adagio zen, «la risposta è nella domanda».

a) La via dell’azione non deve e non può limitarsi al solo dominio politico. Essa comprende ogni aspetto della vita ordinaria (per esempio: la professione, l’arte, il pensiero, l’amore e la famiglia, lo sport, etc.). Vi sono forme d’azione meno spettacolari dell’elaborare tesi, dell’affiggere manifesti, dell’organizzare meetings o di mettere bombe, ma che sono molto più autentiche ed efficaci.

b) Una organizzazione di tipo tradizionale deve avere raggi e mezzi d’azione più vasti e sottili di quelli di una semplice organizzazione politica. Alla politica è proprio un ambiente troppo ristretto e dalle possibilità molto limitate (e oggi più che mai). Il «politicismo» (cioè il rifarsi al politico), che è in sé un’anomalia propria al mondo moderno, porta ad aberrazioni e a deviazioni pericolose, che oltre ad essere erronee – o giustamente perché sono erronee – sterilizzano ogni sforzo (esempio: «nazi-maoismo»). Il politicismo pretende di porre i valori politici al sommo della scala dei valori e di avere una visione totale partendo da un aspetto parziale e secondario, com’è il caso della politica (questo fu l’errore di fondo del «totalitarismo» fascista e nazionalsocialista). Al contrario, lo sforzo deve essere diretto verso la conquista di una visione totale, partendo dall’unica visione possibile: il Centro della Vita. Occorre una Rivoluzione integrale che comprenda anche la politica, come aspetto supplementare della vita, ma nella quale essa non sia il fattore decisivo e determinante.

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c) L’Azione non può essere separata dalla Contemplazione, dall’«azione interiore» e quest’ultima è impensabile senza il contatto vivente con il Centro (il Logos, il Verbo, il Sole spirituale, il Sacro Cuore o il Tao, il Dharmakaya, il Tathata, Amida per usare la terminologia estremo-orientale). Questo Centro cosmico e spirituale, origine di ogni vita, di ogni verità e di ogni forza.
L’Azione deve essere nutrita, animata, guidata dalla dottrina, dalla Teoria (nel senso etimologico del termine: da theoreo, «contemplazione», vedere il mondo divino) in caso contrario essa nascerebbe già morta. Staccata dall’opera di realizzazione interiore, l’azione non è che confusione, vana agitazione, perdita di tempo e di energie, sterile attivismo e condannata al fallimento; essa si trasforma in una azione falsa, illusoria e, di conseguenza, totalmente inefficace, inoperante (si pensi all’esempio offerto dall’arte moderna o a quello delle numerose organizzazioni politiche che abbiamo conosciuto). «Le azioni che non procedono dall’atto interiore della contemplazione sono dissipazione nel mondo della pura pratica, dell’illusione». (Attilio Mordini).

d) Diffidenza per tutte le «organizzazioni» che sono, per essenza, qualcosa di intrinsecamente disorganizzato: creazioni razionali, fredde, artificiali, senza calore umano e senza luce divina, proprie al mondo desacralizzato e snaturato. Più che nella «organizzazione» – che è qualcosa di «esterno», di stereotipato, di poco solido, effimero e inconsistente (l’esempio più caratteristico è dato dai partiti politici, di qualunque segno siano) – io credo nella comunità vivente e personalizzata, nella fraternità, nell’amicizia; in qualcosa che nasce dall’interiore, vivente e caldo, alimentato dallo spirito. Evola l’ha già detto: non un «partito», ma un «Ordine» i cui vincoli interni siano ispirati, non dal criterio schematizzante dei sistemi organizzativi, ma dal soffio vivificante e rinnovatore dell’«aldilà»: la forza dello Spirito, la presenza del Verbo.

e) E’ sottinteso che quando parlo di «Rivoluzione Tradizionale» o di «Movimento tradizionalista-rivoluzionario», penso sempre ad un movimento integrato da una minoranza, da una vera èlite spirituale. Nella condizione attuale ogni altra cosa sarebbe inconcepibile. E’ anche per questa ragione che si impone l’esclusione della azione politica abituale. Poiché quest’ultima esige il controllo delle masse e ciò vuol dire avere strutture di partito con mezzi economici e propagandistici su vasta scala, cose che non solo ci mancano, ma che non sono compatibili con i principi tradizionali. E’ come se la Provvidenza ci chiudesse una via per aprirne altre più sicure e ricche di possibilità.

Da Contributi per il fronte della Tradizione – Heliodromos n°18, Gennaio – Febbraio 1983

Nota:

*Il testo qui proposto è una risposta di Antonio Medrano ad una domanda postagli da Georges Gondinet durante una riunione del  Cercle des Amis de TOTALITE. La domanda era la seguente: «E’ necessario che una organizzazione di tipo “politico” (una organizzazione che scelga la via dell’azione) si ricolleghi ad una forma tradizionale (Islam, Cristianesimo, etc.) o il semplice riferimento alla Tradizione, all’Idea, basta di per sé a legittimarla?».